AGI - Si è aperto a Roma il primo Forum d’affari e investimenti Uganda-Italia 2026, sul tema “Sbloccare la prosperità condivisa”. Il forum è stato organizzato dall’ambasciata dell’Uganda a Roma, in collaborazione con Confindustria Assafrica e Mediterraneo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido Itpo), Beck Italia e Agenzia Ice.
L’evento si è svolto alla presenza della prima ministra ugandese Robinah Nabbanja. Il forum, della durata di due giorni, ha riunito funzionari governativi, investitori, leader aziendali e rappresentanti del settore privato di entrambi i Paesi per esplorare opportunità di investimento, promuovere le esportazioni ugandesi e rafforzare le partnership tra le imprese.
L’obiettivo: attrarre investimenti italiani in Uganda
I lavori puntano ad attrarre investimenti italiani in Uganda, organizzare incontri B2B tra aziende dei due Paesi, favorire la creazione di joint venture e partnership strategiche e incoraggiare le imprese italiane a insediarsi o ad ampliare le proprie attività nel Paese africano.
Tra gli obiettivi figurano inoltre la promozione dei prodotti e dei servizi ugandesi sul mercato italiano e una maggiore visibilità in Italia delle produzioni ugandesi già presenti sugli scaffali della grande distribuzione.
Nabbanja: investire nella lavorazione del caffè
Intervenendo ai lavori del forum, la prima ministra Nabbanja ha invitato gli operatori italiani a realizzare investimenti capaci di creare posti di lavoro, rafforzare le imprese e produrre benefici tangibili per entrambi i Paesi.
Nabbanja ha invitato le aziende italiane a investire nella lavorazione del caffè ugandese e di altre produzioni agricole direttamente in Uganda e ha esortato l’Italia a dare priorità al Paese nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
La prima ministra ha inoltre sollecitato Cassa Depositi e Prestiti, Sace e Simest a sostenere partnership di investimento in grado di ampliare la produzione locale e l’occupazione, trasformando le relazioni diplomatiche in opportunità commerciali.
Lobasso: interesse per le joint venture
L’ambasciatrice dell’Uganda in Italia, Elizabeth Paula Napeyok, ha auspicato un rafforzamento dei legami commerciali e degli investimenti tra i due Paesi.
Il vice direttore generale per la Promozione del Sistema Paese e l’internazionalizzazione economica della Farnesina, Fabrizio Lobasso, ha invece sottolineato l’interesse per lo sviluppo di joint venture tra imprese italiane e ugandesi.
Agroindustria, energia e farmaceutica tra i settori chiave
Il forum di Roma è incentrato in particolare sui settori agroindustriale, energetico e farmaceutico.
L’Uganda dispone di una popolazione giovane e in crescita, di un significativo potenziale agricolo e di una solida base di materie prime. Il Paese offre inoltre opportunità nella valorizzazione delle produzioni e nell’agroindustrializzazione e può contare sull’accesso ai mercati regionali attraverso la Comunità dell’Africa orientale (Eac) e l’Area di libero scambio continentale africana (AfCfta).
A queste prospettive si aggiungono le crescenti esigenze in materia di infrastrutture e urbanizzazione e il potenziale nei settori delle energie rinnovabili, del turismo e dell’ospitalità.
Il know-how italiano per sviluppare la produzione locale
L’Italia è una delle principali economie industriali e manifatturiere europee e dispone di una vasta esperienza in settori rilevanti per le priorità di sviluppo dell’Uganda.
Il forum punta quindi a mettere in evidenza le opportunità di investimento nei comparti in cui il potenziale ugandese può incontrare il know-how e le tecnologie italiane, incoraggiando le imprese a esplorare la possibilità di avviare attività produttive e di trasformazione direttamente nel Paese.
L’obiettivo è in particolare valorizzare le materie prime locali attraverso produzioni destinate ai mercati nazionale e regionali, rafforzando al tempo stesso la presenza delle imprese, delle tecnologie e del Made in Italy in Uganda.