AGI - A Tangeri, i rapporti tra Italia e Marocco hanno lasciato un’impronta fatta di pietra, stucchi e zellige. Un nuovo volume fotografico firmato da Massimo Listri riporta oggi al centro dell’attenzione il Palazzo delle Istituzioni italiane, grande complesso costruito all’inizio del Novecento per il sultano Moulay Hafid e diventato, nel corso dei decenni, uno dei luoghi più singolari della presenza italiana nella città dello Stretto.
Il volume è stato presentato in anteprima al Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, nell’ambito della sesta edizione delle Rencontres de la Photographie de Marrakech, che quest’anno vede l’Italia come Paese ospite d’onore.
Un palazzo esteso su oltre 30 mila metri quadrati
Promosso dall’ambasciata d’Italia a Rabat insieme all’Istituto italiano di cultura, il libro punta meno a celebrare un monumento che a riscoprire uno spazio nel quale si sovrappongono storia marocchina, presenza europea e memoria degli scambi mediterranei. Il palazzo colpisce anzitutto per le dimensioni. Esteso su oltre 30 mila metri quadrati, comprende grandi saloni, cortili, colonne in marmo, decorazioni in stucco, legni intagliati, mosaici zellige e giardini. Nel complesso si trovano anche una chiesa, un antico ospedale italiano e gli edifici che per decenni hanno ospitato le scuole italiane di Tangeri.
Salzano: "Testimonianza della storia condivisa dei due paesi"
Fino al 1987, queste ultime hanno formato generazioni di studenti italiani e marocchini, attribuendo al sito una funzione ben più ampia rispetto a quella di semplice rappresentanza istituzionale. È proprio questa dimensione che l’ambasciatore d’Italia in Marocco, Pasquale Salzano, ha voluto sottolineare. Il diplomatico ha evidenziato il valore del palazzo “non soltanto come testimonianza dell’architettura marocchina, ma anche come parte della storia condivisa tra i due Paesi”.
Tangeri spazio privilegiato di convivenza tra comunità
Secondo Salzano, il complesso merita di essere conosciuto molto di più anche in Italia, perché racconta una relazione fatta di presenza culturale, istruzione, socialità e circolazione di persone. La scelta di Tangeri non è casuale. Storicamente città internazionale, crocevia tra Mediterraneo e Atlantico, Europa e Africa, il centro marocchino è stato per lungo tempo uno spazio privilegiato di convivenza tra comunità, lingue e reti commerciali. Il Palazzo delle Istituzioni italiane si inserisce pienamente in questa storia cosmopolita, pur mantenendo una forte identità architettonica marocchina.
Oggi l’edificio ha trovato una nuova funzione. Le sue sale e i suoi giardini ospitano mostre, concerti e iniziative culturali promosse dalle istituzioni italiane. Il luogo non resta quindi congelato in una memoria diplomatica o coloniale, ma viene progressivamente reinterpretato come piattaforma culturale contemporanea. I
l lavoro fotografico di Listri accompagna questa trasformazione. Conosciuto per le immagini dedicate a interni monumentali, palazzi, biblioteche e architetture storiche, il fotografo italiano restituisce qui non soltanto la monumentalità del complesso, ma anche i dettagli, i materiali e le diverse stratificazioni che ne raccontano la storia. Dopo Marrakech, la presentazione ufficiale del volume è prevista a dicembre proprio a Tangeri, in occasione del centenario dell’inizio della storia del complesso come sede delle istituzioni italiane nella città. L’appuntamento consentirà di rileggere il palazzo non come una reliquia isolata, ma come testimone di un secolo di relazioni culturali tra Italia e Marocco.