AGI - Rafforzare l’Autorità nazionale palestinese (Anp), preservare il cessate il fuoco e avviare la ricostruzione di Gaza, disarmare Hamas e impedire qualsiasi annessione della Cisgiordania. Sono le principali indicazioni emerse dalla riunione dei copresidenti dei Gruppi di lavoro della Conferenza di New York e dei membri dell’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione dei due Stati, conclusa ieri alla Farnesina.
I lavori, ai quali hanno partecipato 25 delegazioni, sono stati copresieduti dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dall’omologo saudita, principe Faisal bin Farhan Al Saud, con la partecipazione della ministra degli Esteri dell’Autorità palestinese, Varsen Aghabekian.
"Soluzione due Stati unica prospettiva credibile"
Per Tajani, la soluzione a due Stati costituisce “l’unica prospettiva credibile” per garantire un futuro di pace e sicurezza a israeliani e palestinesi.
L’Italia resta favorevole al riconoscimento della Palestina, ma soltanto quando esisteranno concretamente le condizioni per la nascita dello Stato. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare un riconoscimento “demagogico e fittizio” e favorire la creazione di uno Stato palestinese capace di vivere in pace con Israele.
Disarmo di Hamas tra le condizioni indicate da Roma
Le condizioni indicate da Roma comprendono il disarmo di Hamas, la sua esclusione dal futuro governo di Gaza e la riunificazione della Striscia e della Cisgiordania sotto un’Anp riformata. Aghabekian ha invece sollecitato un’accelerazione sul riconoscimento, che invierebbe a Israele il messaggio che “l’illusione di poter mantenere per sempre una terra occupata non può durare”.
Secondo la ministra, i palestinesi non chiedono compassione, ma il rispetto del diritto internazionale e la fine dell’occupazione. La rappresentante dell’Anp ha inoltre invitato Italia e Unione europea ad adottare misure più incisive nei confronti di Israele, anche nel quadro dell’Accordo di associazione Ue-Israele.
Tajani, "Anp unico interlocutore"
Tajani ha ribadito che l’Anp è “l’unico interlocutore” palestinese riconosciuto dall’Italia e ha annunciato un nuovo contributo di 10 milioni di euro alle Nazioni Unite per sostenerne il percorso di riforma. Il ministro ha ricordato inoltre che Roma ha accolto oltre 200 bambini palestinesi bisognosi di cure e circa 250 studenti attraverso i corridoi universitari, oltre ad aver consegnato migliaia di tonnellate di aiuti tramite l’iniziativa Food for Gaza.
Particolarmente netta la posizione sulla Cisgiordania. Tajani ha condannato le violenze dei coloni israeliani e ribadito l’opposizione italiana all’espansione degli insediamenti e a qualsiasi ipotesi di annessione.
Aghabekian ha denunciato invece una crescita del “terrorismo dei coloni”, a suo giudizio sostenuto da esponenti del governo e delle forze israeliane. Nel bilaterale con Faisal bin Farhan, Italia e Arabia Saudita hanno respinto “qualsiasi forma di annessione, sia essa parziale, totale o de facto”, e lo sfollamento forzato dei palestinesi.
Dialogo interreligioso
I lavori si sono conclusi con una sessione sul dialogo interreligioso, alla presenza del patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, del presidente della Conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, e del segretario generale della Lega musulmana mondiale, Mohammed Al Issa.
Secondo Tajani, il confronto tra le tre religioni monoteistiche può contribuire a ricostruire la fiducia e a contrastare la strumentalizzazione della fede da parte degli estremisti.
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