AGI - La terza edizione di Coopera, la Conferenza nazionale sulla Cooperazione allo Sviluppo, ha avuto inizio ieri a Roma, presso l'Auditorium Conciliazione e le Corsie Sistine. Questo attesissimo evento offre un'opportunità di riflessione collettiva sul sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, riunendo istituzioni, società civile, università, settore privato e partner internazionali per valutare le priorità e le sfide della politica di sviluppo del Paese. Con oltre 1.400 partecipanti registrati e più di 80 relatori, la manifestazione di due giorni prevede quattro sessioni plenarie, oltre a sessioni tematiche su finanziamento dello sviluppo, partenariati pubblico-privato e cooperazione europea.
Tajani, la cooperazione è l'immagine dell'Italia nel mondo
La sessione plenaria di apertura è stata inaugurata ieri dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il quale ha sottolineato che la cooperazione allo sviluppo rappresenta l'immagine dell'Italia nel mondo. "Non abbiamo ambizioni coloniali o egemoniche, ma piuttosto la volontà di sostenere le popolazioni locali: ovunque ci sia un italiano, c'è la volontà di agire positivamente. Nonostante tutte le nostre difficoltà, siamo un Paese in cui si vive bene, e quindi abbiamo il dovere di aiutare chi è meno fortunato. Vogliamo garantire ai bambini africani, così come ai bambini italiani, una maggiore aspettativa di vita. Non si tratta di fare beneficenza, ma di aiutare questi Paesi a sviluppare le proprie risorse", ha dichiarato.
Il ruolo strategico dell'Africa e il Piano Mattei
"L'Africa è un continente ricchissimo: se lo aiutiamo a sviluppare il suo potenziale, ad esempio nei settori minerario, agricolo e tecnologico, possiamo diventare motori di sviluppo in questa parte del mondo", ha proseguito il Vicepresidente del Consiglio, ricordando gli interventi di emergenza realizzati nei paesi in conflitto e citando le iniziative "Food for Gaza" e "Italy for Sudan"."Stiamo facendo molto per questi paesi, così come per l'Ucraina. Ci affidiamo a numerose ONG, missionari e laici, che incarnano tutti quell'Italia solidale che troppo spesso viene trascurata", ha aggiunto. Il Piano Mattei si inserisce in questo quadro, che Tajani considera la "trasformazione operativa" del concetto di cooperazione allo sviluppo, permettendoci di esportare la nostra esperienza nei paesi meno fortunati. "Lavoriamo in molti paesi africani, come l'Egitto e la Mauritania, dove coltiviamo terreni aridi. Sono molto interessati. Partecipiamo anche a joint venture: tutto ciò fa parte di una strategia. Siamo inoltre molto attivi nel settore del caffè, offrendo formazione sulle tecniche di lavorazione. Formiamo anche molte persone. L'Africa è vicina; i nostri rapporti con questo continente si inseriscono in una lunga tradizione", ha affermato.
Priorità e impegni della cooperazione italiana
Quest'anno ricorre la terza edizione di Coopera, la conferenza pubblica nazionale sulla cooperazione, istituita dall'articolo 16, comma 3, della Legge 125/2014. Questo evento rappresenta un'importante opportunità per valutare le priorità e le iniziative della cooperazione italiana allo sviluppo e, al contempo, un forum di scambio tra i suoi membri. La cooperazione allo sviluppo è una componente essenziale e decisiva della politica estera italiana, volta a promuovere la pace, la giustizia e la stabilità.
L'Italia ha l'Agenda 2030 come punto di riferimento per definire le proprie politiche di sviluppo. In questo processo, il ruolo dei partenariati assume un'importanza crescente: l'aiuto pubblico allo sviluppo rimane fondamentale, ma non è sufficiente da solo.
È cruciale coinvolgere in modo coordinato gli attori tradizionali, il settore privato, la società civile, il mondo accademico e i nuovi donatori internazionali. L'Italia conferma il proprio impegno nel percorso pluriennale di approccio progressivo verso gli obiettivi dello 0,7% del reddito nazionale lordo e dello 0,15-0,20% per i paesi meno sviluppati, stabiliti dall'Agenda 2030 e conformemente all'articolo 30 della legge n. 125/2014.