AGI - In Tunisia, le celebrazioni per il 70° anniversario del Corriere di Tunisi, concluse il 23 maggio nella capitale tunisina, hanno messo in luce il ruolo unico di questa testata, l'unico quotidiano in lingua italiana del Nord Africa. Fondato nel 1956 da Giuseppe Finzi, il giornale ha raccontato l'evoluzione delle relazioni tra Roma e Tunisi attraverso le principali trasformazioni politiche del Magreb e della regione mediterranea. Le celebrazioni, tenutesi presso il complesso di Santa Croce nel cuore della medina tunisina, hanno riunito diplomatici, accademici, scrittori e rappresentanti della comunità italiana per un più ampio dibattito sul futuro della lingua e della cultura italiana e sugli scambi euro-mediterranei.
L'omaggio di Mattarella e l'impegno dell'Ambasciatore Prunas
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un messaggio ai lettori del giornale, descrivendo il rapporto tra Italia e Tunisia come "il fondamento di una solida partnership", alimentata da "secoli di storia condivisa nel bacino del Mediterraneo". Il capo di Stato italiano ha sottolineato che Il Corriere di Tunisi rimane "uno spazio privilegiato di dialogo e incontro" per la comunità italiana in Tunisia, così come per i numerosi tunisini italofili e di lingua italiana.
L'ambasciatore italiano a Tunisi, Alessandro Prunas, ha evidenziato la crescente importanza strategica della Tunisia nella proiezione mediterranea di Roma. Secondo lui, il giornale rappresenta "molto più di una pubblicazione; è un vero baluardo della cultura italiana in Nord Africa". Questo anniversario assume un significato ancora maggiore in un momento in cui il bacino del Mediterraneo sta vivendo nuove fratture geopolitiche, dalla crisi migratoria alle tensioni regionali. Il quotidiano in lingua italiana, fondato a Tunisi all'indomani dell'indipendenza tunisina, continua ad affermare il suo ruolo di ponte tra le due sponde.
Una partnership strategica in espansione
L'ambasciatore Prunas ha osservato che circa 50.000 studenti tunisini stanno attualmente studiando italiano, mentre il numero di visti studenteschi concessi a cittadini tunisini per frequentare università italiane è aumentato significativamente negli ultimi anni. Questo slancio si inserisce in una fase di rafforzamento delle relazioni bilaterali, caratterizzata dall'intensificarsi degli scambi accademici, economici e culturali, nonché da nuovi progetti legati all'iniziativa Piano Mattei promossa dal governo italiano in Nord Africa.
Un'evoluzione editoriale euro-mediterranea
La direttrice del giornale, Silvia Finzi, figlia dell'ex direttore Elia Finzi, ha ripercorso l'evoluzione editoriale della pubblicazione, in particolare il passaggio da Corriere di Tunisi a Corriere Euro-Mediterranean. Questo cambiamento, ha spiegato, rifletteva la volontà di promuovere "una cultura mediterranea basata sullo scambio, la convivenza e il dialogo". In un contesto regionale segnato da tensioni e conflitti identitari, ha difeso l'idea che "parlare di convivenza nel Mediterraneo sia ancora possibile".
Lingua vivente e memoria condivisa
Oltre a commemorare la comunità italiana in Tunisia, le celebrazioni hanno anche messo in luce il ruolo del quotidiano nell'esperienza vissuta dell'apprendimento della lingua italiana. La professoressa Meriem Dhouib, specialista tunisina di letteratura italiana presso l'Università di La Manouba, ha parlato dell'importanza del Corriere della Sera nel suo percorso intellettuale. "Il giornalismo offre un linguaggio vivo e dinamico che riflette le trasformazioni del mondo", ha spiegato, sottolineando come il quotidiano le abbia permesso di "vivere l'italiano" ben oltre i libri di testo universitari.
Una vetrina culturale mediterranea
I festeggiamenti hanno incluso anche un concerto dedicato al compositore italo-tunisino Francesco Santoliquido, nonché la presentazione del libro *Le ragazze di Tunisi* dello scrittore italiano Luca Bianchini. Tutti questi eventi hanno trasformato questo anniversario in una vetrina di una memoria mediterranea condivisa, dove la lingua italiana continua a occupare un posto unico nel panorama culturale tunisino.