AGI - A lungo incentrata sull'energia, la relazione tra Italia e Algeria punta ora ad ampliare i propri orizzonti. Industria automobilistica, agricoltura, investimenti produttivi, corridoi commerciali africani e cooperazione in materia di migrazione: Algeri intende presentarsi non solo come fornitore di gas per l'Europa, ma anche come hub industriale e logistico di collegamento tra Mediterraneo, Africa e mondo arabo. Questo il messaggio veicolato dall'ambasciatore algerino a Roma, Mhamed Khelifi. Secondo il diplomatico, le relazioni tra Roma e Algeri stanno entrando in "una fase molto positiva", rafforzate da una crescente convergenza politica tra Giorgia Meloni e il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune.
La visita di Meloni ad Algeri, organizzata dopo la fine del Ramadan, era stata pianificata ben prima delle recenti turbolenze geopolitiche ed energetiche internazionali, ma ha acquisito nel tempo un'ulteriore dimensione strategica in un contesto segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle preoccupazioni per gli approvvigionamenti globali.
Partenariato energetico tra Roma e Algeri
L'energia rimane il pilastro centrale della partnership. L'Algeria continua a essere uno dei principali fornitori di gas dell'Italia attraverso il gasdotto TransMed, mentre la cooperazione tra Eni e Sonatrach si espande costantemente nelle attività di esplorazione e produzione. Ora, però, Algeri punta a trasformare questa interdipendenza energetica in una più ampia cooperazione industriale.
Sviluppo di nuove sinergie
“Energia, agricoltura, industria, automotive: vogliamo sviluppare nuovi progetti e nuove sinergie”, spiega Khelifi. L'ambasciatore sottolinea in particolare la posizione geoeconomica dell'Algeria, che consentirebbe alle aziende italiane di utilizzare il Paese come base produttiva per tre principali aree commerciali: il mercato europeo tramite l'accordo di associazione con l'Unione Europea, l'Area Araba di Libero Scambio e il mercato continentale africano.
Progetto automobilistico a Tafraoui
Questa strategia sta prendendo forma concreta nel settore automobilistico con lo sviluppo del sito industriale di Stellantis a Tafraoui, vicino a Orano. Dopo un primo forum tenutosi a Torino con circa cento aziende automobilistiche italiane, Algeri si sta ora preparando per una seconda fase di dialogo industriale. È previsto un nuovo evento ad Algeri per attrarre un maggior numero di fornitori italiani del settore automobilistico nell'ecosistema Stellantis
Integrazione industriale regionale
Per Algeri, non si tratta di delocalizzazione, bensì di integrazione industriale regionale. "Stiamo collaborando nell'interesse di entrambe le economie", afferma Khelifi, che menziona già siti individuati nella regione di Orano per accogliere potenziali investitori italiani.
Cooperazione agricola e agro-industria
La cooperazione si estende anche all'agricoltura e all'agroindustria. I progetti avviati da BF Spa nella coltivazione del grano duro e nella trasformazione alimentare rientrano in una strategia algerina di diversificazione economica volta a ridurre la dipendenza dagli idrocarburi.
Investimenti e infrastrutture
L'Algeria punta inoltre a rafforzare i suoi legami economici istituzionali con l'Italia. In vista della prossima Fiera Internazionale di Algeri, che riunirà oltre 700 aziende provenienti da una trentina di paesi, l'ambasciata algerina sta organizzando un incontro dedicato agli investitori italiani per promuovere le opportunità nei settori dell'industria, della logistica e delle infrastrutture.
Cooperazione migratoria e Piano Mattei
Anche la questione migratoria riveste un ruolo di primo piano nei colloqui tra le due capitali. Secondo Khelifi, Algeri e Roma condividono "la stessa visione": da un lato, la lotta all'immigrazione irregolare, dall'altro, lo sviluppo economico e la promozione di percorsi migratori legali. L'ambasciatore considera il Piano Mattei, promosso dal governo italiano, "una visione ambiziosa" volta ad affrontare le cause economiche della migrazione attraverso investimenti produttivi in Africa.