AGI - Italia e Libia puntano a trasformare la cooperazione economica nel Mediterraneo, concentrandosi su un settore a lungo trascurato dalle principali questioni bilaterali: la pesca e l'agroindustria. Firmato al Senato italiano nell'ambito del progetto Medita Hub, il memorandum d'intesa tra la Camera di Commercio Italo-Libica e l'Autorità Libica per lo Sviluppo delle Esportazioni (LEDA) apre una nuova fase di collaborazione incentrata su esportazioni, logistica, acquacoltura e trasformazione alimentare.
L'accordo giunge pochi giorni dopo la visita a Roma del Primo Ministro del Governo di Accordo Nazionale Libico, Abdulhamid Dabaiba, ricevuto a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni, in un contesto di rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi. Mentre la cooperazione italo-libica è stata tradizionalmente dominata da temi energetici e migratori, il progetto Medita Hub mira ad ampliare gli scambi commerciali includendo settori produttivi in grado di integrare ulteriormente il settore privato e i territori costieri di entrambe le sponde.
La cerimonia al Senato italiano
La cerimonia si è svolta nella Sala della Barberia del Senato italiano, alla presenza del Senatore Marco Scurria, Presidente del Comitato Interparlamentare di Amicizia Italia-Libia, del Sottosegretario all'Agricoltura Patrizio La Pietra e di una delegazione economica libica guidata dal Presidente di LEDA, Mohamed al Sagheer al Hangari.
Aziende italiane coinvolte
Diverse aziende italiane attive nei settori della logistica, dell'economia marittima, dell'acquacoltura e delle tecnologie agroalimentari hanno partecipato all'iniziativa, tra cui Videmar, Navigo, Novamont, Agroittica, Antonini, Vannini e Nino Castiglione, gruppo storico del settore della pesca siciliana. L'obiettivo dichiarato è quello di creare una piattaforma industriale in grado di supportare la modernizzazione delle filiere produttive libiche e di facilitare l'accesso dei prodotti nordafricani al mercato europeo.
Il ruolo di Medita Hub
“La presenza congiunta delle istituzioni italiane e della delegazione economica libica è un segnale importante per il futuro della cooperazione tra i due Paesi”, ha dichiarato Nicola Colicchi, Presidente della Camera di Commercio Italo-Libica, che intende rendere Medita Hub una struttura permanente per la cooperazione economica e industriale.
La pesca al centro delle discussioni
Il settore della pesca è un tema centrale del dibattito. Secondo Mohamed al Hangari, gli stock ittici libici superano di gran lunga le esigenze del mercato interno. Tripoli sta ora cercando di sviluppare esportazioni dirette verso l'Europa senza passare attraverso Paesi terzi, in particolare la Tunisia, che attualmente funge da piattaforma intermedia per alcuni prodotti libici a causa di difficoltà legate agli standard sanitari, alla tracciabilità e alle infrastrutture logistiche.
Potenziale della pesca e sfide strutturali
Con oltre 1.900 chilometri di costa mediterranea, la Libia possiede uno dei maggiori potenziali di pesca del Nord Africa, ma le sue capacità di trasformazione ed esportazione rimangono limitate. Le discussioni si concentrano quindi sulla formazione professionale, sull'adeguamento agli standard europei, sullo sviluppo della catena del freddo e sull'implementazione di sistemi di certificazione conformi alle normative dell'Unione Europea.
Una dimensione geopolitica delicata
La questione presenta anche una delicata dimensione geopolitica. Negli ultimi anni, la pesca ha regolarmente alimentato le tensioni tra Roma e Tripoli, in particolare per quanto riguarda le zone di pesca del "gambero rosso" nel Mediterraneo centrale e a seguito di diversi sequestri di pescherecci italiani nelle acque libiche. Il Ministero degli Affari Esteri italiano sta attualmente lavorando a un memorandum specifico sulla pesca, considerata una delle questioni economiche più avanzate, ma anche più delicate, nelle relazioni bilaterali.