AGI - Il Piano Mattei per l'Africa del governo italiano si amplia a Ruanda, Gabon, Zambia e Repubblica Democratica del Congo, portando a 18 il numero totale dei Paesi partecipanti. L'annuncio è stato dato dal presidente del ConsiglioGiorgia Meloni durante il suo intervento al simposio "Gettare le basi per l'occupazione in Africa: infrastrutture di base e contesti imprenditoriali", organizzato il 4 marzo a Roma dalla Banca Mondiale, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. "Sappiamo che si tratta di una sfida impegnativa, ma la determinazione non ci manca. Soprattutto, sappiamo che in questo ambizioso percorso potremo sempre contare sulla concreta collaborazione della Banca Mondiale, che ha sposato la nostra visione fin dall'inizio e non ha mai fatto mancare il suo prezioso contributo", ha dichiarato Meloni.
"Vogliamo che Roma diventi un polo europeo per gli investimenti in Africa, un luogo in cui pubblico e privato collaborino per trasformare le buone idee in posti di lavoro", ha proseguito il presidente del Consiglio, che auspica di attribuire alla capitale italiana un ruolo di hub del Mediterraneo. "Per noi, ancora una volta, il lavoro è fondamentale. Lavori dignitosi, stabili e di qualità. Lavori che permettano ai giovani africani di costruire il proprio futuro nella loro patria. L'Africa è il continente più giovane del mondo, con il 60% della sua popolazione sotto i 25 anni", ha ricordato Meloni, sottolineando che milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro ogni anno.
"Se non creiamo opportunità adeguate, c'è ovviamente il rischio di esclusione, instabilità e migrazione forzata. Ma se investiamo seriamente in energia, infrastrutture, agricoltura e formazione tecnica e professionale, possiamo trasformare le dinamiche demografiche in una straordinaria leva di sviluppo", ha dichiarato. L'approccio del governo italiano all'Africa si basa su "meno frammentazione, più coordinamento; meno retorica, più azione; meno promesse, più strumenti finanziari innovativi e concreti. Meno aiuti, più sviluppo", ha aggiunto Meloni. Secondo lei, l'approccio italiano al continente "dovrebbe diventare anche quello dell'Europa e dell'Occidente". "L'efficacia della cooperazione non si misura dalle buone intenzioni, ma dai risultati concreti che produce in termini di posti di lavoro creati, imprese supportate e investimenti mobilitati", ha aggiunto.
Il presidente del Consiglio ha poi illustrato i progetti che l'Italia sta realizzando in Africa con il supporto di organizzazioni partner. La Banca Mondiale, ha spiegato, è un partner chiave del Piano Mattei per mobilitare capitali privati e investimenti europei in Africa, al fine di "trasformare le idee in posti di lavoro di qualità", in particolare investendo in settori come l'energia, le infrastrutture e l'istruzione, per offrire al continente prospettive di sviluppo. Con la Banca Mondiale, l'Italia è "in prima linea attraverso il progetto Mission 300", che mira a fornire nuove infrastrutture elettriche a oltre 300 milioni di cittadini africani entro il 2030, ha sottolineato, ricordando il pensiero del fondatore di ENI, Enrico Mattei, secondo cui "non c'è lavoro senza impresa, e non c'è impresa senza energia". Investire in reti, capacità di generazione ed energie rinnovabili "significa creare posti di lavoro immediatamente e, allo stesso tempo, abilitare la crescita di intere catene del valore", ha proseguito Meloni.
"Sebbene l'Africa possieda una quota molto ampia di terra arabile mondiale, importa ancora una parte significativa del suo fabbisogno alimentare. Migliorare la produttività agricola, sviluppare la trasformazione locale e rafforzare le catene del valore significa generare milioni di posti di lavoro, soprattutto per i giovani e le donne", ha affermato il presidente del Consiglio. Meloni ha inoltre ribadito che il governo italiano considera il Piano Mattei un programma di investimenti per i Paesi africani che definisce una strategia di cooperazione tra partner paritari, basata su una visione chiara: contribuire a creare le condizioni strutturali necessarie per lo sviluppo dei settori produttivi, di forti imprese locali e di posti di lavoro stabili e dignitosi nei Paesi africani.
La notizia dell'espansione del Piano Mattei in Africa è stata accolta con favore dalle associazioni di categoria e dalle imprese italiane. La Camera di Commercio ItalAfrica lo considera "un segnale importante", ritenendo che l'espansione del programma "rafforzi una strategia basata su infrastrutture, capitale umano e partnership di lungo periodo". L'organizzazione ha sottolineato che l'espansione del Piano Mattei rappresenta un passo strategico verso il consolidamento di una cooperazione basata su un principio di partenariato tra pari, in grado di valorizzare il capitale umano, le risorse e le opportunità economiche del continente africano, contribuendo al contempo alla crescita del sistema produttivo italiano. "È su questi pilastri che si può costruire uno sviluppo stabile e sostenibile", ha commentato Valter Mainetti, amministratore delegato di Condotte 1880, storica impresa di costruzioni italiana. "Il Piano può diventare uno strumento di cooperazione coniugando sviluppo infrastrutturale, formazione tecnica e trasferimento di know-how, creando settori e competenze che rimangano nei territori e supportino i Paesi partner in un percorso di crescita autonoma e sostenibile", ha affermato l'imprenditore. Secondo Mainetti, le aziende italiane possono offrire all'Africa competenze, innovazione e capacità progettuale, contribuendo allo sviluppo del territorio e creando opportunità per le comunità locali. "Progetti di questo tipo dimostrano come le infrastrutture possano diventare un vero e proprio motore di sviluppo, generando opportunità economiche e occupazionali e favorendo al contempo la crescita delle competenze locali", ha concluso.