AGI - A Casablanca, presso un centro di formazione tecnica nel cuore industriale del Marocco, l'Ambasciatore d'Italia Pasquale Salzano ha partecipato a una giornata di reclutamento per il programma Thamm Plus. Si tratta di un'iniziativa che mira a strutturare la mobilità professionale tra Marocco e Italia attorno a un principio semplice: formare prima, reclutare dopo e facilitare la migrazione in un quadro normativo e mirato.
"La giornata di reclutamento Thamm Plus rappresenta una tappa operativa di un progetto che affronta la mobilità del lavoro in modo strutturato e regolamentato, strettamente legato alle esigenze del sistema produttivo", ha spiegato il diplomatico. "Non si tratta di un'iniziativa simbolica, ma di un meccanismo concreto che integra formazione qualificata, selezione mirata e pieno rispetto del quadro normativo vigente."
Con il supporto dei Ministeri dell'Interno e del Lavoro italiani, nonché dell'Unione Europea, il programma è implementato in collaborazione con le autorità marocchine e diverse regioni italiane a forte vocazione industriale, tra cui Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. L'obiettivo è chiaro: migliorare l'occupazione dei potenziali lavoratori e creare percorsi di migrazione regolari e sostenibili, basati su un reale "matching" tra competenze acquisite e domanda delle imprese.
Il programma prevede di formare e collocare 500 lavoratori nel settore della meccatronica durante il suo periodo di attuazione. Per l'anno in corso, l'attenzione è rivolta al consolidamento dei programmi esistenti e all'ampliamento della portata dell'iniziativa. "L'obiettivo è rafforzare l'allineamento tra le competenze acquisite e le reali esigenze delle aziende", spiega Salzano. La scelta della meccatronica non è di poco conto. Questo settore, all'incrocio tra meccanica, elettronica e automazione, rappresenta un pilastro strategico dell'industria manifatturiera avanzata italiana. "Le assunzioni sono mirate, non generalizzate, basate su profili professionali specifici e su un rigoroso processo di selezione", sottolinea l'ambasciatore. L'obiettivo non è rispondere alla pressione migratoria, ma costruire un canale di mobilità allineato a precise esigenze industriali.
L'impatto atteso va oltre il numero di lavoratori che potrebbero essere assunti in Italia. "Si misura anche attraverso il rafforzamento delle competenze professionali in Marocco", sottolinea Salzano. La mobilità è uno degli strumenti del programma, ma la formazione qualificata e lo sviluppo delle competenze locali ne sono il fulcro. Dotando i candidati di competenze trasferibili, il programma mira anche a sostenere lo sviluppo industriale marocchino.
Il modello si basa su regole chiare, procedure trasparenti e responsabilità istituzionale condivisa. "Una mobilità efficace funziona solo se si basa sulle competenze, sulla corrispondenza alle esigenze delle imprese e su un solido impegno istituzionale", ha affermato il diplomatico, che ritiene che l'esperienza marocchino-italiana possa fungere da modello replicabile in altri contesti mediterranei. In un contesto europeo segnato dalla revisione delle politiche migratorie, Thamm Plus illustra un tentativo di conciliare gli imperativi economici con la regolamentazione dei flussi migratori. "La mobilità è sostenibile quando si basa sulle competenze", ha riassunto Pasquale Salzano. "È su queste basi che si costruisce la competitività delle nostre economie", ha concluso l'ambasciatore italiano.