AGI - Nel bacino del Mediterraneo, dove i cambiamenti climatici, la pressione sulle risorse naturali e la fragilità dei settori agricoli impongono l'adozione di nuovi modelli, la cooperazione scientifica sta diventando sempre più una leva strategica. È in questo contesto che è stato lanciato a Palermo il programma Reinvest, un'iniziativa transfrontaliera italo-tunisina che pone la biodiversità al centro di una rinnovata strategia di sviluppo economico, tecnologico e territoriale.
Guidato dall'Università di Palermo e finanziato dal programma europeo Interreg Next Italia-Tunisia, Reinvest mira a trasformare la ricchezza biologica del Mediterraneo in valore aggiunto sostenibile. L'evento di lancio, tenutosi presso il Dipartimento di Scienze Agronomiche, Alimentari e Forestali (SAAF), ha riunito un'ampia gamma di stakeholder istituzionali, accademici e imprenditoriali, a dimostrazione della crescente forza della cooperazione euromediterranea basata sull'innovazione verde.
Reinvestir, acronimo di Ricerche ed innovazioni per la valorizzazione delle risorse naturali e lo sviluppo di filiere agro-nutraceutiche sostenibili, si propone di creare un ponte operativo tra le due sponde del Mediterraneo. L'obiettivo è chiaro: valorizzare varietà vegetali autoctone, spesso marginalizzate ma ricche di composti bioattivi, per sviluppare integratori alimentari e alimenti funzionali ad alto valore aggiunto. Alla base, la volontà di avvicinare la ricerca fondamentale al mondo produttivo, in particolare alle piccole e medie imprese agricole, spesso escluse dai percorsi di innovazione.
Il cuore scientifico del progetto risiede nell'estrazione e nella caratterizzazione di composti bioattivi da matrici vegetali mediterranee – polifenoli, antiossidanti, flavonoidi – utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale che aderiscono ai principi della chimica verde. La mappatura genetica delle risorse vegetali non si limita a un inventario accademico; consentirà la creazione di un database condiviso, strumento strategico per certificare l'origine, la qualità e la resilienza dei prodotti del settore agro-nutraceutico.
La cooperazione tra Sicilia e Tunisia prevede anche un impegno strutturato nel trasferimento tecnologico. Workshop tecnici riuniranno ricercatori e operatori economici per promuovere modelli di economia circolare, in particolare attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti agricoli. Residui di lavorazione, cortecce, foglie e polpa possono così diventare materie prime secondarie per l'industria farmaceutica e cosmetica, riducendo gli sprechi e creando nuove catene del valore.
Oltre alla dimensione scientifica, Reinvestment si inserisce in un approccio di diplomazia della conoscenza. La presenza di funzionari del programma Interreg e del rappresentante consolare tunisino a Palermo al lancio ha sottolineato l'importanza strategica dell'iniziativa. Per la Tunisia, il progetto apre opportunità di diversificazione delle esportazioni, passando dalla vendita di materie prime a quella di prodotti trasformati ad alto valore aggiunto, rispondendo così alla crescente domanda globale di "cibo come medicina".
In un mercato globale in cui nutrizione, salute e sostenibilità convergono, il patrimonio genetico mediterraneo – erbe medicinali, agrumi, ulivi e cereali antichi – emerge come un elemento di differenziazione. Investire in queste risorse non solo crea posti di lavoro qualificati, ma rafforza anche la resilienza climatica attraverso colture già adattate agli ambienti aridi. Con il suo lancio a Palermo, Reinvest entra ora in una fase operativa che potrebbe trasformare la cooperazione italo-tunisina in un laboratorio leader per l'innovazione sostenibile nel Mediterraneo.