AGI - La visita a Tripoli dell'ammiraglio italiano Marco Casapieri, comandante dell'operazione navale e aerea Irini dell'Unione Europea, segna una nuova fase nella strategia dell'Unione Europea di graduale reinserimento in Libia. Poche settimane dopo la visita a Bengasi a dicembre, durante la quale ha incontrato il feldmaresciallo Khalifa Haftar e il comando dell'Esercito Nazionale Libico, il capo della missione europea si è recato nella capitale della Libia occidentale per una serie di colloqui ad alto livello con le autorità militari e marittime affiliate a Tripoli. Questa sequenza di eventi ha un significativo peso politico.
A Tripoli, Marco Casapieri ha incontrato il Capo di Stato Maggiore ad interim delle Forze Armate Occidentali, Salheddin Al Namroush, nonché funzionari della Marina e della Guardia Costiera libiche. Ha inoltre visitato il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC), finanziato dall'Unione Europea e realizzato con il fondamentale supporto dell'Italia. Questo centro, operativo nella capitale, è oggi uno dei pilastri della cooperazione euro-libica in materia di sicurezza marittima e lotta alla tratta di esseri umani.
Secondo diverse fonti europee, la visita avviene in un contesto di graduale ripresa delle attività di addestramento della guardia costiera libica a Tripoli, dopo un periodo di rallentamento. L'obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare le capacità operative delle autorità marittime locali e migliorare il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, in un quadro conforme agli standard internazionali. "L'obiettivo è raggiungere risultati reciprocamente vantaggiosi", ha riassunto l'Ambasciatore dell'Unione Europea in Libia, Nicola Orlando, che ha accompagnato la delegazione.
Questo slancio non si limita alla zona occidentale del Paese. A Bengasi, dove l'Ammiraglio Casapieri si è recato in visita a dicembre, l'Unione Europea sta ora valutando la possibilità di replicare un modello simile di centro di coordinamento marittimo, ispirato all'esperienza di Tripoli. L'idea, sostenuta da Bruxelles, è quella di estendere le infrastrutture e i meccanismi finanziati dai fondi europei alla Libia orientale, al fine di promuovere il dialogo tecnico tra autorità marittime rivali e rafforzare la lotta alle reti transnazionali di trafficanti di esseri umani.
In questo contesto, si prevede la creazione di un futuro Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) sotto il coordinamento dell'Operazione Irini, in stretta collaborazione con l'Italia e l'European Union Maritime Trust (EUBAM), specializzato nell'assistenza alla gestione delle frontiere. Questo progetto illustra l'impegno dell'Unione Europea nell'allineare i propri strumenti militari, civili e diplomatici attorno a un obiettivo comune: stabilizzare la Libia potenziando la sicurezza marittima e il controllo delle frontiere.
Nello stesso tempo, Irini prosegue il suo mandato di monitoraggio dell'embargo sulle armi delle Nazioni Unite, con una recente intensificazione delle attività di monitoraggio aereo e navale. Ma in questa fase, i numeri contano meno del segnale politico inviato. Visitando successivamente Bengasi e Tripoli, Marco Casapieri incarna un approccio pragmatico e inclusivo: dialogare con tutti gli attori libici senza avallare divisioni e garantire la sostenibilità a lungo termine dell'azione europea.