AGI - Per il governo italiano, la guerra a Gaza è sempre stata una priorità diplomatica. "La questione di Gaza non è mai scomparsa dal nostro radar", ha affermato il Primo Ministro Giorgia Meloni in una conferenza stampa a Roma, sottolineando la continuità dell'impegno italiano in un contesto regionale ancora segnato dall'instabilità. Secondo lei, lo sforzo internazionale deve ora concentrarsi sulla trasformazione delle discussioni in corso in un vero e proprio processo politico. Il piano di pace attualmente in esame, ha insistito, rappresenta "un'opportunità che potrebbe non ripresentarsi più".
In questo contesto, l'Italia rivendica un ruolo specifico in Medio Oriente, basato su relazioni equilibrate con tutti gli attori della regione. "Siamo rispettati da tutti: da Israele, ma anche dall'Autorità Nazionale Palestinese", ha sottolineato Meloni, presentando questa credibilità come una risorsa per sostenere un percorso di pace ancora fragile. Roma intende quindi posizionarsi come mediatore, convinta che la finestra diplomatica aperta oggi potrebbe chiudersi se non verrà sfruttata rapidamente.
Questo approccio si inserisce in una visione più ampia di stabilità regionale, strettamente legata, secondo il capo del governo, alla questione migratoria. A questo proposito, Meloni ha affermato che "l'approccio europeo alle migrazioni è stato completamente ribaltato in tre anni", riferendosi al graduale passaggio da una logica incentrata sulle emergenze umanitarie a una strategia che combina controllo delle frontiere, cooperazione con i paesi di origine e di transito e apertura di canali di immigrazione legale. L'Italia afferma di aver contribuito a questo cambiamento di approccio, in particolare nell'ambito dei suoi partenariati con i paesi del Mediterraneo meridionale.
Sulla questione ucraina, Meloni ha ribadito una politica coerente. Ha escluso, in questa fase, la possibilità di schierare una forza multinazionale sotto mandato delle Nazioni Unite, ribadendo che "la pace non si costruisce sulla debolezza, ma sulla deterrenza". Per Roma, il principale strumento di garanzia della sicurezza per Kiev rimane un meccanismo ispirato all'articolo 5 della NATO. Il Presidente del Consiglio europeo ha inoltre espresso sostegno a un maggiore coinvolgimento diplomatico dell'Unione Europea, auspicando la nomina di un inviato speciale per la questione ucraina. "Se l'Europa parla con una sola parte, il suo contributo rimarrà limitato", ha avvertito, menzionando anche l'eventuale necessità di un dialogo con Mosca, senza tuttavia mettere in discussione l'attuale equilibrio di potere.
Il capo del governo ha anche affrontato la situazione in Venezuela, assicurando che Roma rimane pienamente impegnata a garantire il rilascio dei cittadini italiani detenuti nel Paese. "Stiamo utilizzando tutti i canali politici, diplomatici e di intelligence", ha affermato, esprimendo fiducia in un'evoluzione positiva della situazione. Secondo lei, le recenti azioni delle autorità venezuelane potrebbero aprire la strada a "relazioni nuove e diverse" tra Roma e Caracas.
Infine, Giorgia Meloni ha affrontato la recente tragedia di Crans-Montana, respingendo qualsiasi interpretazione fatalistica. "Quello che è accaduto non è stata una tragedia imprevedibile, ma il risultato di comportamenti irresponsabili e della ricerca di facili profitti", ha dichiarato. L'Italia, ha assicurato, monitorerà attentamente le indagini condotte dalle autorità svizzere e italiane per garantire che "le responsabilità siano identificate e perseguite". Il governo, ha concluso, è pronto a sostenere le famiglie delle vittime “finché non sarà fatta giustizia”.