AGI - L'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) celebra i suoi dieci anni di attività con un nuovo logo. "L'impegno continua", si legge in un post sul sito web dell'Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Il logo celebrativo, che accompagnerà le attività sociali dell'agenzia per tutto il 2026, presenta il numero dieci in formato tricolore. L'AICS ha iniziato le sue attività il 1° gennaio 2016, con l'ambizione di allineare l'Italia ai suoi principali partner europei e internazionali nel suo impegno per lo sviluppo. L'Agenzia funge da modello utilizzato in tutti i principali Paesi europei e mira a rispondere all'esigenza di una cooperazione più professionale e innovativa, con la necessaria flessibilità nei suoi strumenti in un panorama in continua evoluzione. L'agenzia ha sede a Roma, una sede a Firenze e 20 sedi all'estero per il monitoraggio, l'implementazione e l'analisi sul campo dei bisogni di sviluppo dei Paesi partner.
Il compito dell'Agenzia è svolgere attività tecniche e operative relative alle fasi di pianificazione, formulazione, finanziamento, gestione e monitoraggio delle iniziative di cooperazione internazionale. Il Vice Ministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, che guida anche la Delegazione per la Cooperazione allo Sviluppo, presiede la Commissione paritetica che approva i progetti e le iniziative di sviluppo internazionale. Il Direttore dell'AICS è Marco Riccardo Rusconi. L'agenzia è stata una delle novità della legge di riforma n. 125/2014, volta a modernizzare il quadro di cooperazione italiano attraverso la costruzione di quattro pilastri.
Il primo pilastro è la "coerenza delle politiche governative", garantita dal Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo (CICS), sede istituzionale di confronto a livello ministeriale sulle diverse politiche internazionali del governo, con l'obiettivo di accrescerne la compatibilità e la coerenza in termini di obiettivi e risultati conseguiti. Il secondo pilastro è l'istituzione di un Vice Ministro per la Cooperazione con un mandato ampio e specifico in questo ambito. Il terzo pilastro è la definizione di "un sistema di cooperazione italiano" che preveda il coinvolgimento e l'interazione di nuovi attori del settore non profit (fondazioni, organizzazioni non profit, finanza etica, diaspore migranti, ecc.) e del settore privato. Infine, il quarto pilastro è incarnato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione (AICS), un'agenzia che, sotto la supervisione del Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo (MAECI), ha un'ampia capacità di azione grazie alla sua personalità giuridica indipendente, al suo bilancio e alla sua struttura organizzativa. Tutte queste capacità le consentono di funzionare come un vero e proprio polo.
I numerosi attori della cooperazione italiana, sia pubblici che privati, sono chiamati a collaborare e promuovere azioni coerenti, con maggiore impatto ed efficacia. Il sistema unisce amministrazioni statali, università, enti di cooperazione decentrata e tutto il settore non profit, coinvolgendo pienamente le imprese e il mondo profit, questi ultimi attori essenziali di questa nuova cooperazione. Creare rete e promuovere la coerenza tra politiche e iniziative di cooperazione è uno degli aspetti più importanti della Legge n. 125/2014. Ciò significa garantire lo scambio di informazioni e favorire il networking a livello locale tra enti operanti in diversi Paesi, grazie al personale dell'AICS presente sul territorio. Significa premiare e sostenere progetti di intervento promossi da consorzi o in partenariato tra più attori. Significa inoltre valorizzare accordi, convenzioni e intese tra enti pubblici, in particolare attraverso il ruolo di "agenzia esecutiva specializzata" che l'AICS è riconosciuta per legge. Ciò rappresenta un fondamentale cambio di paradigma in termini di rafforzamento della "coerenza" degli sforzi di cooperazione e di maggiore allineamento ai principi internazionali di efficacia. Concentrandosi su una strategia che sfrutta tutte le risorse disponibili per gli investimenti nella cooperazione, si genera un effetto moltiplicatore tra risorse pubbliche e private, ottenendo così l'aumento necessario del volume finanziario per raggiungere ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile.