AGI - Si è concluso oggi a Roma il XV Congresso Internazionale dei Ministri della Giustizia, dedicato all'abolizione della pena di morte nel mondo. L'iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e intitolata "Non c'è giustizia senza vita", è stata presentata dal Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che ha citato dati allarmanti: la pena di morte "è ancora in vigore nella legislazione di oltre 50 Paesi e lo scorso anno ha registrato il numero più alto di esecuzioni ufficiali dal 2015, con un totale di 1.518 esecuzioni in 15 Paesi diversi", ha sottolineato, aggiungendo che, nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, "c'è ancora molta strada da fare prima dell'abolizione definitiva di una pena contraria ai principi più fondamentali dell'umanità e all'idea stessa di giustizia".
Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha partecipato all'incontro con i Ministri della Giustizia e i rappresentanti di 18 Paesi. Sono state presentate le diverse situazioni nazionali relative alla pena di morte e discusse le modalità per promuoverne la graduale abolizione. "Dobbiamo alleviare la paura del crimine da parte dell'opinione pubblica e impedire che cresca il desiderio di ricorrere alla pena capitale", ha affermato Tajani, sottolineando che "la pena di morte non riduce il crimine" e che "la vita e la dignità hanno la precedenza su tutto". Il Ministro degli Esteri ha suggerito percorsi per una soluzione positiva, riconoscendo la difficoltà del processo ma sottolineando il crescente sostegno pubblico, con il voto annuale a favore di una moratoria sulla pena di morte alle Nazioni Unite che raccoglie ogni anno un consenso crescente. Tajani ha concluso mettendo in guardia dal confondere la difesa della vita umana con le necessarie politiche di sicurezza.
Diversi ministri di paesi africani in cui la pena di morte è stata abolita (Angola, Mozambico, Ciad) o non è applicata (Gambia) sono intervenuti alla conferenza. Il Ministro della Giustizia, degli Affari Costituzionali e Religiosi del Mozambico, Mateus Saize, ha ribadito il "diritto alla vita e alla libertà" e il dovere di "riaffermare il valore della vita umana", esprimendo la sua convinzione che "la giustizia può essere fatta senza sacrificare la vita umana". Saize ha sottolineato che anche l'Unione Africana ha appoggiato l'idea di una moratoria delle Nazioni Unite sulla pena di morte e ha elogiato "l'eccezionale lavoro" della Comunità di Sant'Egidio in Mozambico, in particolare il programma DREAM, creato per garantire l'accesso gratuito alle cure contro l'HIV/AIDS e combattere la malnutrizione.
Secondo il Ministro della Giustizia angolano Marcy Cláudio Lopes, la giustizia "è fatta quando il diritto alla vita e alla dignità umana sono tutelati". Il Ministro ha ribadito il dovere dei governi di "garantire a tutti la possibilità di vivere in sicurezza", un impegno che "non è solo un obbligo legale, ma anche un impegno costituzionale per la giustizia sociale e il rispetto della condizione umana". Il Ministro della Giustizia ciadiano Youssouf Tom ha descritto la protezione della vita umana come un "imperativo umano", citando il romanziere francese Victor Hugo, che considerava la pena capitale "il segno distintivo delle società barbariche". Il Ministro ha osservato che il Ciad ha inizialmente abolito parzialmente la pena di morte nel 2017, rimuovendola per i reati di common law, e poi definitivamente nel 2020, "anche per gli atti di terrorismo". Così facendo, ha affermato, il Ciad "ha coraggiosamente affermato che la vita umana è superiore" a qualsiasi crimine, riecheggiando la dichiarazione di Nelson Mandela sull'uso della violenza, che "non distrugge mai altra violenza".
Il Ministro della Giustizia e Procuratore Generale del Gambia, Dawda A. Jallow, ha osservato che il governo di Banjul non applica la pena di morte, che tuttavia non è stata abolita a causa della mancanza di una maggioranza parlamentare al voto. "Abbiamo bisogno di formazione e fiducia nel sistema giudiziario nazionale", ha affermato il Ministro, pur riconoscendo che "sono stati compiuti notevoli progressi da parte dell'esecutivo, a dimostrazione di un chiaro impegno per l'abolizione" della pena capitale. Come ha sottolineato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, Jallow ha lavorato attivamente nel suo Paese per istituire la Commissione per la Libertà e la Giustizia, incaricata di indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse sotto il regime di Yahya Jammeh, e ha contribuito nel corso degli anni alle riforme relative alla moratoria nazionale sulla pena di morte. A suo avviso, attualmente esiste un "ampio consenso" in Gambia su questo tema, ma questa posizione deve ancora essere consolidata in Parlamento.