AGI - Roma si arricchisce di un nuovo protagonista dell'alta cucina. Rocco De Santis, chef campano classe '79 con due stelle Michelin conquistate a Firenze, è il nuovo Executive Chef del Grand Hotel Flora di via Vittorio Veneto. Dall'8 aprile è alla guida del progetto di ristorazione dell'albergo, che culminerà questa estate con la riapertura del Rooftop al settimo piano, dopo un importante restyling firmato dallo studio newyorkese Tihany Design — lo stesso che ha curato progetti per ristoranti tre stelle come Daniel a New York e Per Se di Thomas Keller.
Al piano più alto dell'hotel nasceranno due realtà distinte, entrambe sotto la direzione di De Santis: un'offerta all-day dining più casual, che unisce grande gastronomia nazionale alla mixology d'autore, e una sala dedicata al fine dining di ispirazione mediterranea, con i grandi classici dello chef.
Il curriculum e le 2 stelle Michelin
De Santis porta con sé un curriculum di tutto rispetto: dalla formazione con Gennaro Esposito alla Torre del Saracino alle esperienze in Francia con Georges Blanc e in Svizzera al Domaine de Châteauvieux con Philippe Chevrier, fino ai passaggi con Pino Lavarra e Andrea Aprea. Le sue due stelle Michelin — la prima nel novembre 2019, la seconda nel novembre 2020 — le ha ottenute durante gli anni fiorentini.
Il benvenuto al Grand Hotel Flora
A dare il benvenuto allo chef sono stati il Chief Operating Officer Francesco Naldi e il General Manager Simone D'Alessandro, entrambi convinti che l'arrivo di De Santis rappresenti un passo decisivo nel riposizionamento del Flora come punto di riferimento dell'hôtellerie romana di lusso.
"L'eccellenza di Rocco De Santis sposa il nuovo corso dell'albergo - dichiara D'Alessandro - accogliamo uno dei migliori chef italiani, maestro nel fondere estetica, tecnica e sapori mediterranei".
Un "nuovo inizio" a Roma per "alzare l'asticella"
Chef De Santis, come è nata la decisione di lasciare Firenze e trasferirsi a Roma?
"Dopo nove anni intensi, ricchi di traguardi e soddisfazioni importanti, ho scelto di rimettermi in gioco. Non per cambiare direzione, ma per evolvermi. Questa nuova avventura nasce dal desiderio di confrontarmi con stimoli diversi e da una visione condivisa: creare un progetto capace di unire identità, ricerca e ospitalità in modo autentico e contemporaneo".
Come è cominciato il suo percorso in cucina?
"Ho iniziato il mio percorso lavorativo già durante il periodo di scuola alberghiera, muovendo i primi passi in cucina con le classiche stagioni estive. Subito dopo aver concluso gli studi ho avuto la fortuna di andare a lavorare da Gennaro Esposito alla Torre del Saracino, un ristorante in pieno fermento in quegli anni dove mi si è aperto un mondo e dove ho imparato tantissimo. È stata un'esperienza folgorante! Da lì la mia voglia di crescere e di approfondire nuove tecniche e conoscenze è cresciuta, portandomi a Roma, all'Hotel Eden, dove ho acquisito una visione di ristorazione più legata all'hôtellerie".
Poi ci sono state importanti esperienze internazionali.
"Le esperienze forse più importanti sono state quelle in Francia da Georges Blanc, dove ho imparato il fascino del rigore e della precisione in cucina, e quella al Domaine de Châteauvieux, dove ho potuto affinare la mia conoscenza sulle carni, i fondi e le salse e dove ho appreso la metodica di una cucina e di un'organizzazione perfetta. Forte di queste esperienze all'estero sono tornato in Italia, dove ho intrapreso un percorso importante di crescita ulteriore con lo chef Pino Lavarra e con lo chef Andrea Aprea, senza dimenticare anche la tappa al Byblos Art Hotel — tutti passaggi fondamentali della mia formazione, in cui conoscenza e consapevolezza si sono fuse in quella che oggi è la mia personale visione di alta cucina, che porterò adesso al Grand Hotel Flora in questa nuova emozionante avventura".
Che cosa porta con sé a Roma delle esperienze professionali vissute finora?
"Porto con me tutto ciò che ho costruito finora, con la consapevolezza che ogni esperienza è un punto di partenza, mai di arrivo. Un nuovo inizio per crescere ancora, alzare l'asticella e scrivere insieme una pagina nuova".