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Un gioco da tavola per appassionare i giovani alla politica

Un gioco da tavola per appassionare i giovani alla politica

Will e Clementoni lanciano Querelle, la gamification contro l’astensionismo 

Un gioco da tavola per appassionare i giovani alla politica

Il gioco da tavolo Querelle

AGI - Giovani e politica: un rapporto conflittuale, una frattura che sembra allargarsi sempre di più un’elezione dopo l’altra. La disaffezione delle nuove - e un po’ meno nuove - generazioni dal mondo della politica è un tema ricorrente e preoccupante, che trova espressione soprattutto in alti livelli di astensionismo quando è il momento di recarsi alle urne.

Delusione, impotenza, frustrazione, insieme a messaggi poco chiari e carenza d’informazione, sono tutti fattori che concorrono al problema. È quindi fondamentale trovare modi innovativi per riavvicinare i giovani alla politica.

Una risorsa inaspettata la offre la gamification, l’applicazione, cioè, delle dinamiche del gioco a contesti non ludici, in questi ultimi anni usata con ottimi risultati non solo da aziende ed enti formativi, ma anche da governi e organizzazioni per rendere accessibili e coinvolgenti per tutte e tutti i temi propri della politica e delle istituzioni.

Con questa visione, Will, la piattaforma di divulgazione nativa sui social con una community di oltre 2 milioni di utenti, e Clementoni, l’azienda italiana da quasi 60 anni leader italiano del gioco educativo, lanciano “Querelle. Il diritto e dovere di giocare alla politica”, il primo gioco da tavola dedicato alla politica, arrivato giusto in tempo per “animare” le feste di Natale.

Querelle nasce proprio come strumento per riaccendere l’interesse delle nuove generazioni rispetto alla cosa pubblica, spezzando il circolo vizioso che vuole i giovani disinteressati alla politica. Il gioco arriva sulla scia del lavoro di avvicinamento fra giovani e cosa pubblica intrapreso da Will durante le ultime elezioni. “La recente tornata elettorale ha visto l’affluenza più bassa di tutta la storia della Repubblica italiana - ha spiegato il founder della piattaforma Alessandro Tommasi - un fatto non certo confortante che però ci consegna una sfida: provare a rinsaldare il rapporto fra società, giovani in primis, e politica”. La politica, questo il messaggio dietro il progetto, è un “gioco” complicato ma appassionantb. Viverne le dinamiche aiuta non solo a capirla, ma restituisce anche il potere di ciascuno nel dibattito pubblico.

D’altronde, com’è noto, l’Italia è un paese con un’età media particolarmente alta. Con 10 milioni di under 35 contro 26 milioni di over 50, quello dei giovani è un target scarsamente preso in considerazione dai partiti, che tendono a non impegnarsi con proposte comprensibili e mirate. Non solo, i temi e i valori che caratterizzano maggiormente la popolazione più giovane, e che intrecciano lavoro e diritti, ambiente e istruzione, non sono ugualmente condivisi dall’elettorato maggioritario, provocando il timore, nei decisori politici, di perderne il favore qualora vi dessero risalto.

“Da sempre crediamo nel gioco come strumento di aggregazione tra generazioni, all’interno della famiglia e non solo, e con Querelle abbiamo visto la possibilità di proporre in modo innovativo e divertente un contenuto importante e ‘utile’ in particolar modo per millennials e GenZ”, ha affermato Alessandra Maccari Digital Marketing & E-commerce Senior Manager.

Sono proprio Millennials e GenZ, infatti, a essere le fasce più interessate dal fenomeno. Come dimostrano i dati Ipsos sulle elezioni dello scorso 25 settembre, il livello di astensione tra la Generazione Z si colloca intorno al 35%. Ancora più alta l’astensione dei Millennials e della Generazione X (rispettivamente del 45% e 40%).

E per quanto riguarda l’interesse per la politica, su una scala da 1 a 10, tra gli intervistati della GenZ il voto medio è di 5,9, per i Millennials di 4,8. In ogni caso, i Boomer hanno mostrato un livello di astensione del 30%, inferiore ma comunque alto, dato che invita a inquadrare il problema all’interno di una tendenza più ampia. Per questo è necessario trovare nuovi strumenti che permettano non solo di ridurre il grado di estraneità della cittadinanza rispetto alla cosa pubblica di cui fa parte, influenzandola ed essendone influenzata a propria volta, ma anche di riaccendere il dialogo fra le parti sociali, che se talvolta sono vicine personalmente possono essere portatrici di interessi e visioni del mondo anche radicalmente diversi. Ma non inconciliabili, ed è sul terreno della politica che questo incontro ha bisogno di realizzarsi.

Le breaking news e gli scenari inaspettati, il fact-checking e gli equilibri delicati che caratterizzano la vita politica entrano a far parte delle dinamiche di gioco, il cui scopo è raggiungere gli obiettivi aumentando il consenso ma senza perdere budget e facendo attenzione agli eventi imprevedibili che possono verificarsi.

Querelle offre quindi una simulazione della vita pubblica, che vuole alimentare il dibattito e favorire il confronto fra punti di vista: ogni giocatore, infatti, interpreta un ruolo, tra maggioranza di governo, opposizione, imprese, sindacati, media e attivisti, con il proprio bagaglio di istanze e interessi. Le feste di fine anno rappresentano un momento che favorisce l’incontro fra generazioni, ma non necessariamente il dialogo. E il gioco, in questo, può essere un alleato come pochi.

Su tutti i canali social di Will è partita la campagna di comunicazione che prevede il coinvolgimento di influencer e la produzione di contenuti di intrattenimento e video tutorial sul gioco. Querelle è consigliato a partire dai 14 anni, prevede la possibilità di coinvolgere da un minimo di 3 giocatori a un massimo di 6, una partita ha la durata media di 45 minuti.