Sono le bucce di Parmigiano l’ingrediente segreto di un cuoco che si rispetti

Sono le bucce di Parmigiano l’ingrediente segreto di un cuoco che si rispetti

Buttarle è un affronto alla miseria oltreché alla cucina del riutilizzo. Meglio conservarle, perché possono conferire sapore a diverse pietanze. Alle minestre, alle zuppe, ai passati di verdura, per esempio.

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© Agf - Parmigiano

AGI - Che farsene delle bucce di Parmigiano che avanzano dopo aver grattugiato tutto il formaggio? Buttarle è un affronto alla miseria oltreché alla cucina del riutilizzo. Meglio conservarle, perché possono conferire sapore a diverse pietanze. Alle minestre, alle zuppe, ai passati di verdura, per esempio.

Sono utili da dar da rosicchiare ai bambini piccoli per aiutarli a rinforzare i denti da latte, suggerisce il Guardian. Oppure, raschiare la buccia con un coltello tanto rimuovere quella pellicola un po’ di cera che la ricopre, “tagliarla a pezzetti, quindi metterla nel microonde per circa un minuto, finché non si gonfia", consiglia Filippo La Gattuta, executive chef del Big Mamma Group di Londra. Una volta raffreddata, se ne avrà uno spuntino croccante perfetto per l'aperitivo.

Un’altra ricetta, offerta dallo chef Theo Randall, autore di “La dispensa italiana”, suggerisce di immergere le bucce in circa un litro di acqua bollente, quindi una volta che sono morbide tagliarle abbastanza sottilmente e infornarle. Il segreto è ottenere bucce belle e morbide in modo da ottenere un sapore molto più gradevole e poi trasferire il tutto in una padella scaldata su fuoco brillante. Il successo dello spuntino dipende molto dalla corretta conservazione delle bucce che devono esser tenute in un luogo asciutto.

Con cinque sei scorze si può fare un brodo succulento, l’abbiamo già detto, anche in sostituzione del dado. Le bucce aggiungono un tocco particolare anche alle salse, agli stufati, alle paste e fagioli o con patate. Non manca poi chi griglia anche le scorze che assumono un buon sapore di affumicato, facendo bene attenzione, però, a non bruciarle.