(AGI) - Trieste, 5 set. - "Questo embargo non ci voleva,proprio ora che stavamo incominciando a penetrare con maggioreincisivita' in questo mercato strategico. Seppure ancorapiuttosto poco rilevanti nelle cifre le esportazioni nel 2013di prodotti alimentari dalla provincia di Udine verso la Russiaavevano infatti dato segni di chiaro risveglio dai 1.467.291euro del 2012 a 4.573.241 euro (+212%)". La preoccupazione e'di Cristian Vida, capogruppo del Gruppo Alimentari e Bevande diConfindustria Udine. "Al momento - prosegue Vida - ilprovvedimento di divieto sta colpendo soprattuttol'esportazione di formaggi friulani. Il timore e' che questanuova forma di protezionismo possa estendersi anche ad altri'piatti' forti del made in Italy come i prodotti da forno o ilvino". "L'embargo non ci voleva anche perche' arriviamo da unanno, il 2013, che e' stato il peggiore dall'inizio dellacrisi per l'industria alimentare italiana (132 miliardi difatturato, 385 mila occupati, 6.900 aziende sopra i 9 addetti)visto che - evidenzia Vida - ha registrato una caduta dellevendite alimentari del 4% in termini di fatturato interno avalori costanti e del -2,1% in quantita'. Sono le discese piu'marcate degli ultimi anni che vedono un calo dei consumiinterni di quasi 14 punti dal 2007. E anche il primoquadrimestre del 2014 conferma questo andamento negativo concali prossimi a 2 punti percentuali in termini di fatturatointerno in valuta costante e 1,4 in termini quantitativi". Nonha fatto eccezione, documenta il capogruppo, la provincia diUdine dove l'industria degli alimentari e delle bevande, con isuoi 4mila addetti e 570 aziende, ha chiuso il 2013, secondol'indagine congiunturale trimestrale condotta dall'UfficioStudi di Confindustria Udine, con una flessione dell'indicedella produzione del 2,3% rispetto all'anno precedente. Ilsettore non replica quindi l'andamento positivo emerso nel 2012(+1,2%) non riuscendo a smarcarsi dal trend negativo annuodell'industria manifatturiera. Segna il passo anche l'export diprodotti alimentari (+0,3% nel 2013 rispetto al 2012), conaddirittura un calo per le bevande (-2%). Nel secondo trimestredel 2014 il comparto, dopo i segnali positivi registrati nel 1°trimestre 2014 ( produzione +3,4% rispetto al 4/o trimestre2013 e +2,1% rispetto al 1° trimestre 2013), ha registrato unanuova battuta d'arresto dell'attivita' nel 2° trimestre(produzione +0,1% rispetto al 2° trimestre 2014). I consumialimentari potrebbero mantenersi piatti per tutto il 2014 e segnare una ripresa piu' decisa solo nel 2015. L'auspicio e'che "l'Europa assuma posizioni corrette per la tutela dellenostre produzioni di qualita'". (AGI) Ts1/Bru