(AGI) - Orbetello (Grosseto), 30 ago. - "I bambini scompaiono,non solo perche' ne nascono sempre meno, ma soprattutto perche'gli adulti, trattandoli subito da 'grandi', non riconosconoloro una specificita'". Cosi' la sociologa Marina D'Amato(professore presso il dipartimento di Scienze della Formazionedell'Universita' Roma 3) spiega la sua ultima opera "Ci siamopersi i bambini. Perche' l'infanzia scompare", editore Laterza. "Genitori e figli - scrive D'Amato - fanno le stesse cose:guardano la tv, giocano con i videogiochi, navigano suInternet, si vestono, mangiano, parlano e interagiscono allostesso modo, esprimendosi con gli stessi gesti e le stesseparole. Si inventano - spiega ancora la sociologa - pochigiocattoli per i bambini ma moltissimi gadget per tutti e neiparchi giochi come Disneyland grandi e piccoli hanno gli stessicomportamenti e le stesse reazioni. Di fatto, la stessa eta'". Sono i bambini dei nostri giorni i "bambini adulti - scriveD'Amato - figli di adulti bambini". Piu' imparano, piu'rapidamente crescono e meno responsabilita' hanno coloro che sene dovrebbero prendere cura. Per Marina D'Amato, i genitoridivorati dall'ansia "preferiscono delegare alla scuola, aivecchi e nuovi media , alle tecnologie, all'associazionismo, ilcompito di accudire, crescere ed educare alla vita adulta.Cosi' la sociologa spiega perche' e' scomparsa l'infanzia edindica "come sono e come dovrebbero essere gli adulti che hannoil compito di farli diventare grandi". La presentazione del libro si e' tenuta nella locanda"Antico botteghino", una sorta di oasi ai piedi della Feniglia,nel comune di Orbetello. (AGI).