L'Ue potrebbe vietare l'uso del riconoscimento facciale per alcuni anni

L'obiettivo è prendere tempo in attesa di un quadro normativo chiaro, sebbene stiano aumentando i dubbi sull'efficacia della tecnologia

ue vieta riconoscimento facciale
Ugo Barbàra / Agi
La telecamera per il riconoscimento facciale

L’Unione Europea potrebbe vietare l’uso del riconoscimento facciale per tre o cinque anni. A darne notizia sono state Politico e Reuters, che hanno anticipato il contenuto di un libro bianco di diciotto pagine attualmente in discussione alla Commissione Europea e in attesa dei pareri degli Stati membri. La misura dovrebbe servire a prendere tempo, in modo da realizzare un quadro normativo comunitario in grado di coniugare le esigenze del comparto industriale con il diritto alla privacy dei cittadini.

Di fatto, sono numerosi i progetti e le iniziative che in tutta Europa hanno al centro tecnologie in grado di riconoscere i volti: queste vanno dal contrasto alla criminalità fino al riconoscimento dei partecipanti durante gli eventi pubblici. Tuttavia i risultati sono spesso diversi dalle aspettative e numerosi studi hanno già dimostrato come gli algoritmi per il riconoscimento facciale non siano realmente efficienti, soprattutto quando si tratta di individuare potenziali criminali e prevenire il crimine.

“Costruito sulla base di quanto rappresentato, il futuro regolamento quadro potrebbe andare oltre e includere un divieto limitato nel tempo sull’uso di tecnologie per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici”, specifica il documento. Nel frattempo, l’idea è di approfondire i complessi risvolti etici e tecnologici di queste soluzioni, le quali richiedono “un’affinata metodologia per valutare l’impatto di queste tecnologie e possibili misure di gestione dei rischi che devono essere individuate e implementate”.

Tuttavia, il divieto potrebbe prevedere eccezioni specifiche per l’impiego del riconoscimento facciale nella ricerca e nei progetti legati alla sicurezza pubblica. Tra le proposte al vaglio della Commissione Europea anche quella che i Paesi membri nominino delle autorità nazionali incaricate di sorvegliare sull’implementazione delle nuove norme. La proposta verrà adesso sottoposta all’attenzione di Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza, le cui considerazioni sono attese entro febbraio.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it