La startup che aiuta i ragazzi italiani a fare impresa, a scuola. Il modello Start2impact

La startup che aiuta i ragazzi italiani a fare impresa, a scuola. Il modello Start2impact

C'è una startup che si occupa di social innovation che aiuta i ragazzi delle scuole ad entrare nell'ottica dell'impresa digitale e della creazione di valore in un territorio. Si chiama Start2Impact ed è un'idea di Gherardo Liguori (28 anni) che dopo un po' di difficoltà a trovare lavoro dopo una laurea in Giurisprudenza ha deciso di creare il progetto insieme a Luca Carabetta (26 anni), "il nostro punto di riferimento per lo sviluppo della nostra piattaforma" spiega Liguori, e Virginia Tosti (30 anni)

Cosa è Start2Impact?

"Start2impact aiuta giovani talenti under20 ad accelerare il Made in Italy grazie al digitale. Nei primi 3 mesi abbiamo incontrato oltre 3.000 studenti in tutta Italia durante un tour di orientamento per raccontare i lavori più richiesti dei prossimi anni. Sorpresi dal loro entusiasmo e dalla loro voglia di approfondire gli abbiamo dato accesso gratuito a contenuti formativi esclusivi per far crescere le loro competenze digitali".

Per fare cosa? 

"Vogliamo metterli in contatto con le eccellenze del Made in Italy per co-creare innovative strategie di comunicazione o ripensare la propria customer experience con i loro futuri consumatori". 

Quando hai cominciato a lavorarci? 

"A Febbraio scorso. A dir la verità all'inizio non è stato facile coinvolgere i docenti, le nostre prime chiamate per organizzare il tour di orientamento nelle scuole sono state un fallimento. Poi però al Liceo Ceccano (Frosinone), il primo a darci fiducia, è andata bene e gli studenti del il Prof. Alviti si sono prestati ad un video testimonianza. Abbiamo poi caricato questo video su Facebook e lo abbiamo targettizzato su tutti i docenti delle scuole superiori. Abbiamo ricevuto 30 richieste di incontro dai docenti in 1 settimana e in 3 mesi siamo riusciti ad incontrare oltre 3.000 studenti"

Come vi è venuta l'idea? 

"L’idea è nata da una convinzione che ci accomuna: se vogliamo davvero cambiare il nostro Paese dobbiamo ripartire dai giovani. Oggi in Italia siamo di fronte al paradosso di una disoccupazione giovanile al 35% e di 4 milioni di posti di lavoro che non trovano il giusto candidato per mancanza di competenze. Il digitale è un settore in piena espansione e ci sono davvero tante opportunità per loro: le aziende sempre di più cercano Digital Marketing Manager, Digital Designer e Sviluppatori, specie con competenze avanzate in settori di frontiera come big data e intelligenza artificiale".

Alla fine siete un'impresa, come guadagnate? 

"Siamo una startup ad impatto sociale, dopo soli due mesi dalla nostra nascita siamo stati selezionati fra le migliori 8 (su 100) startup da SocialFare, il primo acceleratore per startup ad impatto sociale. Non siamo riusciti a vincere il percorso di accelerazione perché non avevamo ancora validato il nostro business model, ma non ci siamo persi d'animo e abbiamo continuato sulla nostra strada. Dopo aver continuato a investire tempo e risorse a far crescere i nostri talenti under20 abbiamo parlato alla Gelateria Fatamorgana del progetto e ha subito voluto investire su di noi. Un primo piccolo grande traguardo dato che Fatamorgana è un'eccellenza del Made in Italy".

La cosa che ti ha sorpreso di più in questo periodo di attività? 

"La mappa dei talenti digitali under20 che stiamo creando in tutta Italia! Da Luigi Di Benedetto, bresciano 18enne appassionato di Bitcoin, a Olga Scrinic, 19enne di Parma fondatrice della pagina Facebook "La parte strana dell'internet" che in 2 anni ha raccolto oltre 1 milione di fan, fino ad arrivare a 3 talenti messinesi che già oggi lavorano grazie alle loro competenze digitali: Riccardo Russo, 18 anni, Digital Marketing Manager di startup e PMI siciliane (video), Gianluca Cosetta, 18 anni, Digital Designer di startup e grandi aziende (video) e Noemi David, a 16 anni ha già una sua rubrica su Todo Modo, canale TV siciliano! (video). La cosa più bella è che durante il tour nelle scuole, quando parliamo di questi casi di successo under20 ai loro coetanei, scoppia l'applauso perché diventano un vero e proprio modello per gli studenti".