Il nipote di Pininfarina s'inventa l'automobile smartphone

Sedili e display come penne Usb: l'idea della startup Tuc

 Il nipote di Pininfarina s'inventa l'automobile smartphone

Da tre generazioni la sua famiglia costruisce e disegna automobili. Lui rappresenta la quarta. Si chiama Sergio Pininfarina, come il nonno, ed è il fondatore (con Ludovico Campana) di una startup che si occupa di mobilità, Tuc. A Torino ha presentato il suo prodotto, TUC.technology. È una tecnologia brevettata che permette di costruire abitacoli personalizzati. 

Come funziona Tuc

Funziona più o meno come un mattoncino Lego. Sul quale montare i pezzi dell'auto. Solo che, grazie a questo “mattoncino”, sedili, plancia e schermi non solo si incastrano ma vengono anche alimentati e connessi. Un po' come se fossero delle enormi chiavette Usb attaccate a uno smartphone su quattro ruote. Il veicolo può avere un esterno definito secondo il Dna del marchio e un interno personalizzabile con le esperienze che più soddisfano i bisogni degli utenti. Questo significa che il veicolo si può “arredare” in modo diverso per clienti diversi (giovani, adulti, anziani, disabili), mercati e culture specifiche senza dover riprogettare totalmente il veicolo.

Tuc è dotato di un sistema di fissaggio e di alimentazione che comprende quando un componente è innestato e avvia il bloccaggio. I dati viaggiano su fibra ottica. Tutti i dati sono gestiti da un proprio sistema operativo e da una piattaforma cloud che consente di governare e configurare il veicolo dallo smartphone. In sostanza Tuc trasforma il veicolo in una piattaforma. La startup è giovanissima. Incubata dall'I3P (l’incubatole delle imprese innovative del politecnico di Torino), è stata fondata lo scorso maggio da Pininfarina e Campana, che così vogliono mettere a frutto gli anni di lavoro sulla mobilità, nel Centro Ricerche Fiat e in Grandstudio.

I primi moduli: sedili e minibar 

Se la matita del nonno ha creato, tra le altre, le linee della Ferrari Testarossa, l'idea di Pininfarina e Campana lavora sugli interni e su un'idea di utilizzo, come spiegano i fondatori, “fluida”. Che va dall'acquisto per uso privato alla condivisione. Nonostante la giovanissima età, Tuc ha già stretto una accordo industriale con Canavese Inside, una rete di imprese con la quale ha sviluppato il prototipo e pianificato lo sviluppo futuro. E sono già stati sviluppati i primi “moduli” da montare con Tuc. Cioè i primi pezzi compatibili: due sedili connessi (firmati con Adient e Sabelt), un display (con Samsung) e un mini-bar (con Lavazza).

Pininfarina, Todt, Montezemolo

“Con TUC.technology abbiamo la possibilità di offrire ai costruttori di veicoli e di componenti una soluzione per fronteggiare il cambiamento del paradigma di mobilità”, ha affermato Sergio Pininfarina. Per Campana “la tecnologia offre per la prima volta spazi privati in una mobilità di massa”. Alla presentazione del prodotto, avvenuta a Torino, sono intervenuti nomi che di solito non si muovono per una startup. C'era Jean Todt, ex Ad di Ferrari e oggi presidente della Fia (la Federazione internazionale dell'automobile): “L’innovazione sta trasformando sensibilmente il settore dei trasporti e della mobilità e la dimostrazione di oggi ci proietta idealmente in un futuro non troppo lontano. Immaginare l’auto di domani come servizio comporta un suo profondo ripensamento concettuale”.

La Fia ha incluso Tuc tra i finalisti dell'ultimo Global startup contest. L'elenco dei finanziatori e dei capitali raccolti è, al momento, riservato. Tra i sostenitori c'è anche Luca Cordero Di Montezemolo: “La cosa che mi ha affascinato di Tuc - ha affermato - è che è allo stesso tempo rivoluzionaria e semplice. Il mondo della mobilità è oggi di fronte a una svolta epocale.”.
 



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