AGI - Meta e una coalizione di procuratori generali statali hanno raggiunto un accordo nell’ambito di una causa federale in cui il gruppo era accusato di aver minimizzato l’entità dei danni alla salute mentale dei minori legati all’uso di piattaforme come Facebook e Instagram. L’intesa è stata resa nota mercoledì in un atto giudiziario che prevede una serie di obblighi per Meta nell’ambito di una proposta di "sentenza di conciliazione". Tra le misure figurano limiti giornalieri di utilizzo, blocchi notturni per gli adolescenti, sistemi più rigorosi di verifica dell’età per impedire l’accesso ai minori e nuovi strumenti di controllo destinati a genitori e tutori.
Sul piano economico, Meta si sarebbe impegnata a versare 16,7 miliardi di dollari. La California potrebbe ricevere tra 1,5 e 2,1 miliardi, se l’accordo verrà approvato formalmente dal tribunale, secondo quanto annunciato dal procuratore generale dello Stato, Rob Bonta. In una dichiarazione separata, Meta ha indicato invece un esborso complessivo di circa 18 miliardi di dollari, da distribuire in rate annuali nell’arco di dieci anni e destinato a finanziare iniziative per la sicurezza online dei minori definite dagli Stati. Il gruppo prevede inoltre di contabilizzare nel terzo trimestre del 2026 circa 10 miliardi di dollari di spese legali legate all’accordo e non precedentemente incluse nei conti.
Il ruolo di YouTube e TikTok
L’accordo è arrivato durante la seconda settimana del processo in corso davanti al tribunale federale di Oakland. La causa era stata promossa dai procuratori generali di California, Colorado, New Jersey e Kentucky, in rappresentanza di una coalizione bipartisan di 29 procuratori generali, nell’ambito di un’azione legale avviata nel 2023. Nell’annunciare l’intesa, il procuratore generale della California Rob Bonta ha però fatto riferimento a una coalizione bipartisan di 51 procuratori generali coinvolti nell’accordo finale.
Secondo Meta, agli Stati partecipanti andranno circa 12,7 miliardi di dollari, pari al 70% del valore complessivo dell’intesa. Il restante 30%, pari a 5,3 miliardi di dollari, sarà versato solo se anche YouTube, di proprietà di Google, e TikTok introdurranno misure analoghe a quelle previste per Meta, tra cui limiti giornalieri di utilizzo per i minori, sistemi di verifica dell’età e una modalità notturna. L’accordo prevede inoltre che i concorrenti di Meta versino un importo equivalente a quel restante 30%, suddiviso in parti uguali tra un contributo legato a YouTube e uno legato a TikTok.
La testimonianza di Mosseri
Martedì il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, ha testimoniato di non aver mai chiesto ai dipendenti di nascondergli informazioni su sicurezza dei minori e prodotti per proteggersi o fuorviare l'opinione pubblica. Poiché il processo federale si svolge nello stato in cui Meta ha sede, la California, e coinvolge diversi stati, la posta in gioco per l'azienda guidata da Mark Zuckerberg è particolarmente alta.