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Google vuole investire 200 milioni nell’Intelligenza Artificiale di Cohere  

Google vuole investire 200 milioni nell’Intelligenza Artificiale di Cohere  

Fondata nel 2019, basata a Toronto, crea applicazioni di Machine Learning per le aziende, inclusi strumenti per chatbot e altre funzionalità in grado di comprendere il parlato e il testo umani

Google vuole investire 200 milioni nell’Intelligenza Artificiale di Cohere 
 

© RICHARD JONES / SCIENCE PHOTO LIBR / RJX / Science Photo Library via AFP

 
- Intelligenza artificiale

AGI - Alphabet, la società madre di Google, è in trattative per investire 200 milioni di dollari in Cohere, startup di Intelligenza Artificiale, che si occupa dello sviluppo di software di elaborazione del linguaggio naturale. Nella trattativa anche la società di produzione di chip Nvidia.

Fondata nel 2019, basata a Toronto, Cohere crea applicazioni di Machine Learning per le aziende, inclusi strumenti per chatbot e altre funzionalità in grado di comprendere il parlato e il testo umani. Lo scorso novembre, la società aveva stretto una partnership con Alphabet per fare in modo che la sua divisione cloud di Mountain View fornisse la potenza di calcolo necessaria a Cohere per istruire i suoi modelli software.

A febbraio Cohere ha raccolto 125 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato da Tiger Global Management, portando la raccolta totale di investimenti a oltre 170 milioni di dollari.

Fin da quando ha assunto il ruolo di primo piano in Google nel 2015, il ceo Sundar Pichai ha sottolineato l'importanza dell’Intelligenza Artificiale per l'azienda, che già nel 2014 aveva acquisito DeepMind. La società vuole insegnare all'IA a controllare i computer, facendo in maniera che un'IA osservi i comandi della tastiera e del mouse delle persone che completano attività informatiche "seguendo le istruzioni", come la prenotazione di un volo.

Google Brain, la divisione di ricerca di Google che si occupa del settore, è poi uno dei team di ricerca più autorevoli per lo sviluppo di modelli linguistici. Aidan Gomez, il ceo di Cohere, ci ha lavorato come studente-ricercatore. 

Anche altri giganti della tecnologia stanno cercando di scommettere sull’Intelligenza Artificiale e in particolar modo su chatbot e assistenti vocali in grado di rendere possibile e intuitiva l'interfaccia uomo-computer. Microsoft è in trattative avanzate per un nuovo round di finanziamento in OpenAI. La startup già utilizza già Azure, il servizio cloud di Microsoft, come partner esclusivo e ha accettato di dare la priorità a Microsoft quando porterà sul mercato la tecnologia che sta sviluppando. Microsoft ha già investito 1 miliardo di dollari in OpenAI nel 2019.

Ad aprile, Adept, una startup co-fondata da ex ingegneri e ricercatori di DeepMind, OpenAI e Google, ha reso noto che sta sviluppando tecnologie di Intelligenza Artificiale in grado di automatizzare qualsiasi processo software. Anthropic, poi, un'altra startup che sviluppa modelli di Intelligenza Artificiale, nel 2022 raccolto oltre mezzo miliardo di dollari per esplorare, come ha sottolineato il co-founder Dario Amodei, le proprietà di scalabilità dei sistemi di apprendimento automatico. 

Il fatto è che sviluppare tecnologie di Intelligenza Artificiale costa. A pesare è soprattutto il valore delle competenze. Rare quindi preziose. Nel 2018, il New York Times ha scovato la dichiarazione dei redditi di uno dei talenti dell’AI e ha rivelato che OpenAI (sono cifre che OpenAI è tenuta a rilasciare pubblicamente perché è un'organizzazione senza scopo di lucro) ha pagato nel 2016 il suo ricercatore di punta, Ilya Sutskever, più di 1,9 milioni di dollari, circa 1,8 milioni di euro.