Sophia, iCub e Spot, chi sono e che fanno i tre robot protagonisti a WMF 2022

Sophia, iCub e Spot, chi sono e che fanno i tre robot protagonisti a WMF 2022

Si apre a Rimini il festival dell'innovazione. Una tre giorni che tasterà il polso alle nuove tecnologie: Intelligenza Artificiale, marketing, advertising, transizione ecologica, lavoro, startup, imprenditorialità, inclusione sociale e territoriale, design, programmazione, crowdfunding, filantropia, istruzione

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© WMF - Robot, Sophia

AGI - Gli umanoidi Sophia e iCub e il cane robot Spot, tre fra i robot più avanzati (e conosciuti), saranno protagonisti insieme alla fiera Rimini, dal 16 al 18 giugno, al WMF 2022, festival dell’innovazione (lo scorso anno ha accolto 24mila persone, 600 speaker, 500 espositori, 700 startup, 100 eventi).

La tre giorni tasterà il polso alle nuove tecnologie: Intelligenza Artificiale, marketing, advertising, transizione ecologica, lavoro, startup, imprenditorialità, inclusione sociale e territoriale, design, programmazione, crowdfunding, filantropia, istruzione.

Quest’anno tanto spazio verrà dato alla robotica, con ospiti internazionali, formazione e intrattenimento, interventi di esperti e la possibilità di interagire con Spot, Sophia e iCub. Alla fiera di Rimini si traccerà un po’ lo stato dell’arte della robotica, delineandone le prospettive di sviluppo future.

Icub e il Metaverso

Metaverso, health e robotica è il quadro in cui si muove iCub, il robot umanoide  “bambino” nato da un progetto europeo open source e sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Già protagonista del documentario realizzato nel 2019 dal WMF “Il futuro dell'uomo nei luoghi dell’innovazione - il WMF all’IIT”, e oggetto degli interventi delle edizioni passate realizzati dai ricercatori dell’IIT Daniele Pucci (WMF 2019) e Alessandra Sciutti (WMF 2020 - novembre), iCub sarà presente fisicamente al WMF 2022: un’occasione in più per appassionati e curiosi di vederlo da vicino e comprenderne le potenzialità applicate al mondo della ricerca e della salute.

AVATAR. Giunto alla terza versione, presentato dall’IIT nel 2009, iCub (alto 104 cm e pesante 22 kg) nei mesi scorsi è stato testato come avatar di un essere umano, mettendo alla prova il controllo virtuale a distanza delle sue capacità: muoversi nello spazio, manipolare oggetti, percepire stimoli e interagire verbalmente e fisicamente con le persone e l’ambiente. Attraverso l'integrazione di diverse tecnologie e lo sviluppo di software specifici, un gruppo di ricercatori e ricercatrici IIT ha teleoperato iCub a 300 chilometri di distanza, dai laboratori di Genova all’interno del Padiglione Italia alla 17.  Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia.

TELE-ESISTENZA. Grazie ad un visore e una tuta coi guanti dotati di sensori, l'operatore ha controllato a distanza i movimenti del robot nello spazio, facendogli manipolare oggetti e interagire verbalmente e fisicamente con le persone e con l'ambiente. Allo stesso tempo, l'operatore ha ricevuto sensazioni di tipo tattile da remoto e percepisce quando e dove il robot viene toccato. Anche i movimenti della testa vengono trasferiti all’avatar, ad esempio per annuire, chiudere gli occhi e muovere le sopracciglia per esprimere emozioni come paura o stupore. Tutto questo è stato possibile grazie ad un sistema chiamato tele-esistenza, sviluppato da IIT, che permette di sincronizzare l’utente e l'avatar robotico da remoto, con un ritardo di comunicazione di circa 25 millisecondi, utilizzando una comune fibra ottica. In pratica, iCub ha portato un umano nel Metaverso.

Spot al parco Archeologico di Pompei

Il cane robot della Boston Dynamics sarà presente in fiera con due esemplari, grazie al coinvolgimento della Digital Library del Ministero della Cultura che, presente in Area Espositiva con uno stand dedicato, a cura del Segretariato Generale, esporrà al suo interno il modello impiegato nel Parco Archeologico di Pompei per attività di monitoraggio dei relativi siti archeologici. Il modello è stato acquisito nell’ambito del progetto del parco che coinvolge aziende di Information Technology come Leica Geosystems e Sprint Reply, per impiegarlo in lavori ed ispezioni impossibili o pericolose per l’uomo.

L’altro esemplare di Spot sarà presente grazie alla partecipazione all’evento di Rimini del Regional Center of Excellence for robotics Technology di Zagabria e del suo Direttore, il Professor Bojan Jerbić, già coinvolto durante la tappa croata del WMF International Roadshow dello scorso marzo. Jerbić entrerà nel dettaglio delle applicazioni del quadrupede della Boston Dynamics.

VIGILANZA E MONITORAGGIO DELLE AREE PERICOLOSE. Spot, equipaggiato con una telecamera in grado di osservare a 360 gradi e di un sistema d’illuminazione che gli permette di esplorare luoghi bui, angusti e praticamente inaccessibili per gli esseri umani, sarà utilizzato per tenere sotto controllo il sito archeologico di Pompei, uno dei più celebri al mondo. Oltre alla vigilanza, tra i compiti assegnati ci sono l’ispezione e il monitoraggio delle zone a rischio crollo, come i tunnel scavati negli anni dai tombaroli. 

Le skill. 40 chili di peso, un’ora e mezza di autonomia con una carica completa, 6 km/h di velocità massima.

Sophia

A Rimini ci sarà anche Sophia, il robot umanoide arriverà direttamente da Hong Kong, quartier generale della casa produttrice Hanson Robotics Limited (Hong-Kong). Per la prima volta dal vivo, Sophia porterà al festival un esempio delle evoluzioni della robotica e dell’Intelligenza Artificiale e darà l’occasione ai partecipanti di interagire con lei durante momenti dedicati.

ARTISTA. Sophia, nata nel 2016 dalla Hanson Robotics di Hong-Kong, è modellato sulle fattezze dell’antica regina egiziana Nefertiti, su Audrey Hepburn e sui tratti della moglie del suo inventore, Amanda Hanson. È stata il primo robot ad avere un passaporto (nel 2017 l'Arabia Saudita le ha concesso la cittadinanza).

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© WMF 2022

Nel 2021, Sophia ha prodotto un suo autoritratto che è stato venduto all'asta per la cifra di 688.888 dollari. Per realizzare la sua prima opera Sophia ha osservato diversi ritratti di se stessa realizzati dall'artista italiano Andrea Bonaceto. Grazie a una rete neurale, il robot ha rielaborato le immagini e ha prodotto un proprio autoritratto. L'opera consiste in un video di 12 secondi dove i ritratti realizzati da Bonaceto si sono trasformati nell'autoritratto realizzato da Sophia.

One Love Machine, suoni e riciclo

Sul palco anche la robotica “creativa”. La band One Love Machine, la cui formazione è composta da macchine, animerà diversi momenti in Area Espositiva. Il gruppo oltre a dare prova della sempre più avanzata applicazione della robotica al mondo dell’intrattenimento, saprà divertire i partecipanti e incuriosire anche riguardo le tematiche del riciclo e della sostenibilità. Il gruppo è infatti formato da robot realizzati con materiali metallici riciclati.