La pandemia ha reso le nostre case più smart. Un affare da 5 miliardi di euro

La pandemia ha reso le nostre case più smart. Un affare da 5 miliardi di euro

I dati elaborati da Oppo e Future Concept mostrano una tendenza a privilegiare la casa come luogo per incontrare gli amici, ma anche per vicere nuove esperienze. A partire dalla realtà aumentata

pandemia ha reso case piu smart

© David Becker / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP 
- Un frigorifero intelligente, hub della smarthome

AGI - Il modello dei servizi in abbonamento (anche noto come business in subscription) sta diventando sempre più popolare a livello internazionale: dal 2014 al 2019 è cresciuto dal 53% al 71% e la crisi causata da Covid-19 non ha fermato questa tendenza che sembra rappresentare il futuro del commercio e della personalizzazione dei servizi. 

La casa che diventa sempre più luogo di elezione e rifugio da attrezzare e personalizzare: al punto che, in Italia, il 25% delle persone afferma che, nel 2021 rispetto al 2019, frequenterà di più gli amici nella propria abitazione e il 36% dice che non potrà rinunciare ad avere un accesso Internet in casa, ma nemmeno al giardino (39%), delineando l’immagine di un luogo aperto agli altri, connesso e sempre più verde. 

E lo Smart Home che si impone come uno dei segmenti di mercato dell’Internet of Things più in crescita, con un incremento del 40% dal 2018 al 2019 e un valore di 530 milioni di euro.

Sono alcuni dei dati emersi nel corso della presentazione di Oppo Smart Studies, progetto lanciato da Oppo e curato da Francesco Morace, Presidente del Future Concept Lab, che ha l'obiettivo di individuare le tendenze che stanno interessando il rapporto tra uomo e tecnologia in un contesto come quello attuale, di cambiamento sociale e individuale, per indagare i molteplici modi in cui la tecnologia può migliorare la vita delle persone.

I nuovi modi di divertirsi

Dall’analisi è emersa anche la diffusione sempre più ampia di intrattenimento e approfondimento veicolato dalle tecnologie digitali più avanzate come realtà aumentata e virtuale e 5G: il 20% degli italiani prevede di aumentare la spesa in prodotti tecnologici nel 2021 e la crescita stimata del mercato digitale italiano tra il 2019 e il 2021 è di 5,4 miliardi di euro. 

‚ÄčIl progetto si divide in tre blocchi di ricerca. Il primo, presentato oggi, è dedicato agli scenari e ai trend che influenzeranno gli usi e i consumi nei mesi a venire e a come tecnologia e smartphone saranno parte integrante di questi nuovi approcci alla vita reale e digitale. Il secondo, delineerà le tendenze emergenti legate al pubblico femminile. Il terzo capitolo, poi, individuerà gli elementi attitudinali, le esperienze già acquisite, le fonti conoscitive dell’intelligenza artificiale e dell’Internet delle cose e il loro contributo a migliorare la vita quotidiana.

“Comprendere e anticipare gli scenari odierni e futuri che stanno interessando la fase della nuova normalità è fondamentale per un innovatore all’avanguardia, che lavora quotidianamente per comprendere come implementare la propria tecnologia e i propri prodotti e servizi perché essi possano migliorare concretamente la vita delle persone e la società” ha sottolineato Li Ming, General Manager di OPPO AED Italia.  

“La metamorfosi avvenuta nel recente periodo - ha spiegato Francesco Morace - ha modificato anche il coinvolgimento delle persone nel consumo, con un deciso viraggio verso l’etica del prodotto e la ricerca di esperienze di eccellenza. L’affermazione del digitale durante la pandemia - ha aggiunto - non ha provocato un crescente isolamento dei soggetti sociali e dei consumatori, ma al contrario ha attivato un progressivo avvicinamento tra le persone, ridefinendo le regole stesse della prossimità che diventa anche tecnologica. È attraverso il nuovo valore della prossimità digitale che si rafforzano e si legittimano l’autenticità, la verità dei processi, la sostenibilità: i dispositivi digitali permettono di toccare con mano i benefici e le applicazioni di questi valori”.

Tutto ruota intorno allo smartphone

Dal primo blocco di ricerca sono emerse quattro tendenze, declinate attraverso la tecnologia e il ruolo dello smartphone. La prima, chiamata Deep Living, ha messo in evidenza come Il consumatore attuale avverta “la crescente esigenza di vivere esperienze sensoriali a 360 gradi che siano in grado di garantire la massima soddisfazione nel minor tempo possibile”. In questo contesto lo smartphone diventa il mezzo privilegiato per organizzare la propria esistenza e accedere a una molteplicità di servizi ed esperienze.

La seconda tendenza, la Virtuous Reality, si concentra sulla casa. L’evoluzione tecnologica qui ha introdotto soluzioni all’avanguardia per quanto riguarda elettrodomestici, oggetti e addirittura ambienti intelligenti. In questo contesto, caratterizzato dalla necessità di controllo lo smartphone diventa protagonista.

La ricerca ha messo in evidenza come cresce la diffusione degli oggetti smart nelle case: il 68% degli italiani ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 40% possiede almeno un oggetto smart.
La terza tendenza, Extracting Sense, fa riferimento invece alla “alla diffusione sempre più ampia di intrattenimento ed approfondimento veicolato dalle tecnologie digitali più avanzate, anche in Italia”, dove lo smartphone, secondo lo studio, diventa elemento di “integrazione tra dimensione individuale e sociale”.

E poi l’ultima tendenza, la quarta, la Trust Chains (le catene della fiducia). L’affermazione dell’economia collaborativa ha ormai assunto innumerevoli espressioni, a partire dalla decisione di sempre più persone di condividere i propri beni, servizi, trasporti o altro. A tal proposito, le nuove tecnologie e l’Open Innovation possono contribuire alla produzione di valore sociale. Tra le grandi imprese italiane, nel 2019, sottolinea lo studio, il 73% ha avviato iniziative di Open Innovation e circa i due terzi hanno attivato collaborazioni con startup (35%) o hanno in programma di farlo (27%). Il 33% di esse ha già creato un Innovation Manager. In particolare, le principali azioni di Open Innovation sono collaborazioni con università (64%) e startup intelligence (49%). All’interno di questa tendenza lo smartphone diviene quindi il supporto per eccellenza per lo sviluppo dell'innovazione sulla scia del modello startup.