Tra i due litiganti Oppo gode

Tra i due litiganti Oppo gode

La casa cinese mette in commercio la serie Find X2 in tre versioni: Pro, Lite e Neo. Hardware di altissime prestazioni e una user experience di livello grazie a una versione migliorata del sistema operativo ColorOS 7.1. L'intento, anche se non dichiarato, è quello di conquistare gli spazi lasciati vuoti dai flagship di Huawei, privata dei servizi Google

oppo serie findx2

Il find X2 Pro di Oppo

Gli smartphone, diciamocelo, si assomigliano tutti. Con l'eccezione degli iPhone - che fanno campionato a sé e sono trend setter anche quando adottano soluzioni di design che di primo acchito hanno il fascino di una Fiat Duna - si fa fatica a distinguerli l'uno dall'altro.

Il notch, il foro singolo, il doppio foro, la fotocamera a scomparsa, sono soluzioni adottate di edizione in edizione e spesso prive di reale utilità per il cliente. Negli anni i grandi gruppi di questa industria - Samsung, Huawei, Bbk e Xiaomi - hanno schierato flotte di smartphone che differivano solo minimamente all'esterno e quasi in nulla nella componentistica.

Fotocamere sempre più performanti, processori sempre più veloci, ram sempre più potenti sembravano fine a se stessi, ma in realtà hanno contribuito a creare quella che oggi fa la vera differenza: la user experience. Tradotto: la comodità d'uso.

Maneggiare con una mano uno schermo da quasi sette pollici, riuscire a passare velocemente da un'applicazione all'altra o attivare in un attimo la fotocamera per cogliere un momento irripetibile sono diventate non tanto le funzioni, quanto le prestazioni che tutti ci attendiamo. E i cosiddetti flagship, i modelli migliori delle aziende, puntano su questo per conquistare una fascia di mercato tutt'altro che ristretta che è disponibile a spendere più di mille euro per un telefono. Così se su quasi tutti troviamo lo stesso processore, lo stesso sensore fotografico, la stessa ram, quello che differisce - e di molto - è il sistema operativo. O, meglio, la declinazione che ognuno fa di Android. 

Ne sa qualcosa Huawei che, da quando è stato inibito l'utilizzo dei Google mobile services, ha dovuto mettere sul mercato flagship del livello del Mate 30, del P40 e del Mate Xs senza servizi essenziali per far funzionare alcune app e ha dovuto investire tre miliardi di dollari nello sviluppo di applicazioni per la gallery proprietaria Hms.

Ed è innegabile che la riduzione degli spazi per Huawei abbia dato incredibili margini di crescita a brand come quelli legati al colosso cinese Bbk: Oppo, realme e OnePlus su tutti.

Di fronte a una sfida simile non ci si poteva più presentare con una galleria di prodotti di fascia media e il gruppo ha saputo farsi trovare preparato. L'attesa più lunga è senza dubbio quella che c'è stata per la serie Find X2 di Oppo. Declinata in ben quattro modelli - si devono aggiungere il Pro, il Lite, il Neo e la Lamborghini edition - il suo arrivo sul mercato è stato ritardato dall'epidemia di coronavirus, ma dal 22 maggio la sfida tra i top di gamma si arricchisce di un nuovo competitor che - c'è da dirlo senza tema di smentite - ha caratteristiche formidabili. Il Find X2 Pro è senza dubbio destinato a essere la vera alternativa a device come l'S20 Ultra di Samsung, ma soprattutto il P40 di Huawei.

Il Find X2 Pro risponde a tutte le domande che negli anni sono state poste a Oppo e risolve tutti i limiti che erano stati rilevati. A partire dal sistema operativo ColorOS 7.1 che nei modelli precedenti rappresentava senza dubbio il limite maggiore proprio in quella user experience che è diventata fondamentale nella scelta di uno smartphone. Il comparto fotografico, poi, è in grado di competere con quelli di Huawei progettati con Leica e di far impallidire quelli di Samsung.

La fluidità di uno schermo luminoso e con un refresh rate a 120Hz, i 12 Giga di ram e il processore Snapdragon 865 lo fanno essere così veloce che serve un po' per abituarsi allo scorrimento delle schermate.  X2 Lite è il modello che privilegia il rapporto qualità/prezzo mentre Neo è quasi una fotocopia di OnePlus 8, anche se con un processore meno potente. Del resto la catena di produzione è sempre quella di Bbk.

Il prezzo di lancio del Pro supera i 1.100 euro, ma le performance lo giustificano. Oppo ha però deciso di presidiare la fascia media con i 500 euro richiesti per il Lite e i 700 invece necessari per il Neo. Posizionamenti interessanti in un mercato che affronta la difficilissima prova della pandemia.