(AGI) - Roma, 19 mag. - L'ateneo romano La Sapienza celebra la scoperta in Turchia del piu' antico Palazzo nel Vicino Oriente, prima testimonianza di potere laico risalente al IV millennio a.C. Un ritrovamento frutto del lunghissimo lavoro sul campo della missione italiana guidata da Marcella Frangipane, archeologa dell'Universita' La Sapienza e direttrice della missione italiana ad Arslantepe, nella piana di Malatya, Turchia orientale. Come ha sottolineato l'ambasciatore turco in Italia, Aydin Adnan Sezgin, intervenuto alla presentazione, si tratta di scoperte che "valorizzano il ricco patrimonio storico e culturale dell'Anatolia", dimostrando che "esisteva una struttura statale gia' migliaia di anni prima di Cristo". "L'archeologia e' una dimensione importante dei rapporti culturali tra Italia e Turchia", ha proseguito, ricordando che "l'anno scorso sono stati portati avanti 8 progetti di studio presieduti da archeologi italiani in collaborazione con i colleghi turchi". Attivita' che hanno portato al ritrovamento di "opere che illuminano il passato dell'Anatolia", ma anche allo "scambio di informazioni ed esperienze". "Oggi raccogliamo i frutti di una ricerca durata molti anni", ha sottolineato da parte sua Frangipane, ricordando che "l'archeologia richiede tempi lunghi" ma grazie a questo lavoro, sostenuto dalle "istituzioni italiane e turche", "ogni anno c'e' una scoperta nuova, un tassello in piu' che rende comprensibile il quadro frammentario". Cosi' ad Arslantepe, la 'collina dei leoni', l'equipe, una trentina di persone tra cui specialisti provenienti da atenei europei e americani, insieme a colleghi turchi, ha portato alla luce "un grande complesso monumentale in mattoni crudi, risalente al IV millennio a.C., in uno stato di conservazione eccezionale". In particolare e' stata rinvenuta, al termine di un corridoio, una corte grandissima, di fronte a un edificio imponente: non un tempio ma un palazzo con una stanza stretta e lunga e un podio al centro con legno bruciato di ginepro sopra e piccole piattaforme disposte in fila di fronte. Si tratta del luogo dove il re riceveva il pubblico e dava udienza. Per l'archeologa, unica donna italiana a far parte della National Academy of Sciences americana, e' "il primo esempio in assoluto di palazzo del Vicino Oriente: dimostrazione di un processo importantissimo di laicizzazione, indica un potere diretto che riceve il pubblico senza mediazioni religiose". Un ritrovamento cosi' eccezionale da essere inserito nella lista provvisoria del Patrimonio Unesco. (AGI) Rmo/Fra
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