(AGI) - Roma, 20 gen. - Negli ultimi anni si e' assistito allosviluppo di nuove e piu' sofisticate tecnologie che stannocambiando completamente il modo di fare la biopsia prostaticae, di conseguenza, anche i suoi risultati. Questo, in estremasintesi, il tema del convegno "International challengeconference on MRI and biopsy in the diagnosis of prostatecancer", che si terra' a Roma il 23 e il 24 gennaio, e a cuiparteciperanno i maggiori esperti in materia di tutto il mondo. Il tumore della prostata e' la piu' frequente neoplasiadell'uomo con un'incidenza del 12 per cento. La diagnosi deltumore della prostata si bassa sull'uso di parametri clinici edi laboratori (PSA e simili) ma non puo' prescindere dallabiopsia, ossia dall'esame istologico di frammenti di prostataprelevati con un ago. Oggi, attraverso l'uso di ecografie 3D esoftware sempre piu' avanzati si e' in grado di simulare,registrare e ricostruire il percorso dell'ago nella ghiandola,evitando cosi' inutili trattamenti, ed assicurando valutazionisempre piu' precise ed accurate. Nel corso del convegno -organizzato da Paolo Puppo, Direttore Urologia Oncologica emini-invasiva del Gruppo San Donato-Ist. Beato Matteo Vigevano- gli esperti si confronteranno su queste metodiche,ripercorrendo i passi in avanti compiuti fino ad oggi. (AGI)Red/Pgi.