(AGI) - Cagliari, 30 lug. - Per la Regione Sardegna, doveinsiste oltre il 60% delle servitu' militari di tutta Italia,"non e' accettabile" quanto previsto dal decreto legge"Ambiente protetto" n.91 del 24 giugno scorso con cui ilgoverno intende parificare le soglie di tollerabilita' dellesostanze inquinanti presenti nei siti militari a quellepreviste per l'industria. Il provvedimento consente che nellearee militari i limiti di inquinamento possano essere superatianche di cento volte rispetto alla normativa precedente. "Questa Giunta non ritiene accettabile la previsione diassimilare i poligoni militari ad aree con destinazioneindustriale, perche' si deve tener conto delle altre attivita'del territorio", ha dichiarato l'assessore all'AmbienteDonatella Spano partecipando in videconferenza alla riunionedella commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delleRegioni e delle Province autonome, in cui ha ribadito il no,condiviso anche dal Friuli Venezia Giulia espresso gia' loscorso 16 luglio in sede di conferenza tecnica. Secondo Spano,il provvedimento non risulta compatibile ne' con gli obiettividi bonifica ne' con il risanamento del territorio. La Regioneha trasmesso una nota ufficiale alla presidenza del Consigliodei ministri e alla Conferenza unificata Stato-Regioni, in cuispiega "l'intransigenza" della propria posizione,giustificandola con la "necessita' di restituire allacollettivita' e a uno sviluppo sostenibile grandi aree delterritorio regionale e di portare contestualmente allabonifica, in tempi certi, le aree militari compromesse". ,