(AGI) - Padova, 6 giu. - Se si tratta di individuare gruppinumerosi, una specie di pesci ciechi ha dimostrato di averespiccate capacita' numeriche. A dimostrarlo e' stato un gruppodi ricercatori del Dipartimento di Psicologia Generaledell'Universita' di Padova, in collaborazione con ilDipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologiedell'Universita', in uno studio pubblicato sulla rivistaJournal of Experimental Biology. Negli ultimi anni si e' assistito a un crescente numero dilavori sulle capacita' numeriche degli animali, facolta' che siritenevano essere una prerogativa esclusivamente umana. Inrealta' piu' studi hanno dimostrato che questa capacita' e'presente sui mammiferi, uccelli e pesci di volta in volta presiin esame. Ad esempio, piccoli pesci di acqua dolce come lepecilie (Poecilia reticulata) sono in grado di distinguere tra3 e 4 pallini presentati su un monitor. Mentre e' statodimostrato che mammiferi e uccelli sono in grado di enumeraresia stimoli visivi che altri tipi di informazioni sensoriali,come quelle uditive. Finora tutti gli studi sui pesci eranoconfinati alla sola presentazione di stimoli visivi: non eranoto cioe' se i pesci potevano stimare la numerosita' distimoli non visivi. Ora nel nuovo studio i ricercatori hannoanalizzato queste capacita' nei pesci che appartengono allaspecie Phreatichthys andruzzii, che si e' evoluta per duemilioni di anni in alcune caverne della Somalia e, diconseguenza, hanno perduto del tutto la funzione visiva. . Iricercatori si sono chiesti se questi pesci sono in grado diusare l'informazione numerica alla pari di altri pesci chedispongono invece di visione. Prima del test, sono stati immersi ai lati opposti dellavasca due insiemi: uno formato da due oggetti (asticelle diplastica), l'altro da quattro. I Phreatichthys andruzzii sonostati addestrati a distinguere tra i due insiemi attraverso unaricompensa alimentare: il cibo era dato esclusivamente incorrispondenza delle unita' piu' numerose, in questo modo soloscegliendo l'insieme con quattro unita' i Phreatichthysandruzzii potevano raggiungere il cibo. In fase di test sonostati tolti gli stimoli alimentari, in modo da non fornireindizi chimici nell'acqua, e si e' osservata la proporzione ditempo spesa dai pesci verso l'insieme piu' numeroso (con 4asticelle di plastica). Qualora i pesci fossero stati in gradodi distinguere tra le due quantita', era ragionevole ipotizzareche avrebbero trascorso la maggior parte del proprio tempovicino all'insieme piu' numeroso, quello precedentementeassociato all'arrivo di cibo. E' noto che si possonodiscriminare due quantita' di oggetti, come due oggetti daquattro, senza contarli ma basandosi su indizi indiretti, adesempio sul fatto che quattro oggetti occupano un'area doppiadi due. Per escludere che i pesci potessero utilizzare questiindizi non numerici, seguendo le procedure standard per questotipo di studi, gli oggetti sono stati pareggiati per una seriedi caratteristiche (volume, area, forma complessiva) checo-variano con il numero degli elementi. In poche parole quelloche accomunava gli stimoli di tutte le prove era la solanumerosita' degli oggetti. I risultati hanno documentato come iPhreatichthys andruzzii siano in grado di usare l'informazionenumerica, risolvendo correttamente una discriminazione tra 2 e4. A differenza invece di quanto viene comunemente osservato inaltre specie di pesci, i Phreatichthys non sono riusciti asuperare il test con insiemi formati da 2 contro 3 asticelle diplastica. "Questo studio rappresenta la prima evidenza - hadetto Christian Agrillo, scienziato che ha partecipato allostudio - di rudimentali abilita' numeriche in una specie dipesci che e' vissuta per due milioni di anni in caverne buieprive di predatori, perdendo l'uso della visione. I risultatidocumentano, pero', una prestazione meno accurata rispetto aquanto riportato in letteratura con altri pesci, come legambusie o le pecilie. E' importante ora indagare se questadifferenza sia dovuta alla minor accuratezza delle capacita'numeriche indagate con modalita' sensoriali 'non-visive' o se,invece, rifletta una riduzione nelle capacita' cognitive in unaspecie che si e' evoluta in una nicchia ecologica cosi'peculiare". (AGI).