(AGI) - Roma, 4 giu. - Trentamila nuove imprese giovanili e51mila occupati in piu' in due anni. Con un incremento delvalore aggiunto del sistema Paese di quasi 3 miliardi di euroche "schizza" a 7,5 miliardi e a oltre 130mila occupaticomplessivi considerando l'indotto attivato da queste nuoveimprese. E' l'obiettivo del sistema delle Camere di commercioitaliane per dare un contributo fattivo alla lotta alladisoccupazione giovanile. Unioncamere stima infatti che siano123mila i giovani che avrebbero intenzione di dar vita a unanuova iniziativa imprenditoriale ma che, per mancanza di mezzifinanziari o per le difficolta' connesse alla fase di start up(difficolta' burocratiche, poca conoscenza dei mercati, ecc.),rinunciano al proprio proposito. A questo bacino potenziale e'rivolta l'iniziativa presentata oggi nell'ambito della 12?Giornata dell'Economia, in corso oggi a Roma. Il sistemacamerale, per facilitare la nascita di giovani imprese, proponeal Governo di consentire l'esenzione totale per i primi dueanni dei costi relativi all'iscrizione al Registro delleimprese delle Camere di commercio e la gratuita' dei servizi diaccompagnamento per i giovani che vogliano aprire una impresa. "Le prime anticipazioni disponibili del Sistema informativoExcelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro mostrano che,sebbene l'emorragia di personale stia rallentando, anche il2014 sara' un anno duro per l'occupazione in Italia",sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello."In un momento in cui la disoccupazione giovanile ha toccato illivello record del 46%, il sistema camerale non puo' e nonvuole restare a guardare. La rete degli Sportelli perl'imprenditorialita' giovanile, varata nelle scorse settimane,e' quindi pronta ad accogliere, assistere e accompagnare itanti giovani che hanno in animo di mettersi in proprio e farnascere una impresa. Con servizi altamente professionalitotalmente gratuiti e senza pagare un solo euro di tasse allestrutture camerali per i prossimi due anni". Secondo le stimedi Unioncamere, sono almeno 123mila i giovani potenzialiimprenditori tra i 18 e i 34 anni oggi esistenti in Italia. Nelcaso in cui tutti questi aspiranti capitani d'impresaconcretizzassero il proprio sogno, l'esercito delle 653.000imprese under 35 gia' esistenti si ingrosserebbe del 19%,portando l'universo delle imprese giovanili a circa 776.000unita'. Le potenzialita' imprenditoriali giovanili sono piu'forti nel Mezzogiorno, non fosse altro per l'ampio "esercito diriserva" di disoccupati che include: in tale area infatti ipotenziali neoimprenditori under 35 ammontano a 77.600, pari adoltre il 60% del totale nazionale. Essi apporterebbero unacrescita all'attuale stock imprenditoriale under 35 meridionaledi quasi il 30%. Le altre ripartizioni risultano molto piu'distanziate, con il Centro che vedrebbe crescere la propriabase imprenditoriale giovanile del 15%, grazie a quasi 20.000giovani neoimprenditori potenziali, a cui segue il Nord Est conun aumento dell'11% (11.400 i giovani "neocapitani di impresa"potenziali) e il Nord Ovest con una crescita del 9% (14.400). OCCUPAZIONE, 144MILA POSTI DI LAVORO IN MENO NEL SETTOREPRIVATO NEL 2014: Poco meno di 792mila entrate a fronte di935mila uscite. Saldo, quindi, negativo di 143.700 unita' madimezzato rispetto alle 250mila previste nel 2013. I primi datisulle previsioni di assunzione delle imprese dell'industria edei servizi per il 2014, provenienti dal Sistema InformativoExcelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, evidenziano unrallentamento della perdita di personale nel settore privato.Cio' si deve sia all'incremento delle assunzioni programmaterispetto a quelle previste nel 2013 (+42.000), sia allariduzione delle uscite (-64.600). Nel 2014, quasi 36mila postidi lavoro andranno persi nel settore manifatturiero, 39milanelle costruzioni e 67.300 nei servizi. In tutti e tre i casisi assiste a saldi negativi piu' contenuti rispetto alleprevisioni formulate per il 2013, quando, infatti, la riduzionedi occupazione dell'industria in senso stretto superava le61mila unita', quella delle costruzioni sfiorava le 59mila equella dei servizi toccava le 127mila. Rallentaconsiderevolmente, ma comunque resta elevata, la perdita dipersonale attesa dalle imprese di minore dimensione (-82.600 ilsaldo entrate-uscite). Circa 33mila posizioni si ridurrannoanche nelle aziende con 10-49 dipendenti mentre 16.800riguarderanno quelle con 50-249 dipendenti. Circa 11mila,infine, interesseranno le imprese di taglia superiore. Nel lorocomplesso, le imprese fino a 50 dipendenti genereranno l'80%del saldo negativo totale, 3 punti percentuali in piu' (mafortunatamente con valori assoluti meno elevati) di quantoregistrato nel 2013. Il Nord-Est e' l'area che conterra'maggiormente la perdita di personale nel 2014: -29.500 il saldotra entrate ed uscite previste. Nord-Ovest e Centro siapprossimano entrambe alle 32mila unita' in meno, mentre nelMezzogiorno occorre attendersi la perdita di 49.800 posti dilavoro. Lombardia, Veneto e Sicilia le regioni in cuil'occupazione si ridurra' maggiormente nel corso del 2014.Quasi 18.600 i posti di lavoro persi in Lombardia e oltre12mila quelli di Veneto e Sicilia. Roma (-6.500), Napoli eTorino (entrambe intorno ai -4.800), invece, le province con isaldi maggiormente negativi. Minime riduzioni (intorno alle 300unita') sono attese invece a Crotone, Rovigo, Asti e Biella. LA DINAMICA DELLE ENTRATE: Le 791.500 entrate previste nel 2014si ripartiranno tra circa 382mila assunzioni non stagionali,231.500 stagionali e 85mila interinali. A questi lavoratorialle dipendenze si aggiungeranno 58.600 collaboratori aprogetto e ulteriori 35mila entrate di collaboratori a partitaIva e occasionali. A crescere, rispetto alle previsioni 2013,saranno le assunzioni non stagionali (+14.400) ma soprattuttoquelle a carattere stagionale (+35.600), in virtu' di unacrescente domanda delle imprese del settore turistico (15milain piu' le assunzioni previste quest'anno rispetto alprecedente). In rallentamento rispetto alle previsioni 2013 ladomanda di lavoratori interinali (-700 le assunzioni previste),di collaboratori a partita Iva e occasionali (-250) ma,soprattutto, di collaboratori a progetto, che dovrebbero essereoltre 7mila in meno del 2013. A livello territoriale, ilmaggior assorbimento di personale si dovrebbe registrare nelNord-Ovest (228.300 le entrate previste), quindi dal Nord-Est(206mila). A seguire il Mezzogiorno, con 201.600 entrateprogrammate, e il Centro (155.500). Rispetto al 2013 e' pero'soprattutto l'area Nord-Orientale quella che presenta unincremento della forza lavoro (15mila le entrate previste inpiu'), seguita dal Mezzogiorno (+11mila). Supera le 147milaunita' la domanda delle imprese lombarde, con Milano che dasola ne somma 65.200. Elevata pero' anche la richiesta delVeneto (quasi 79mila) e dell'Emilia Romagna (77.600). Piu' di61.600 le entrate programmate, inoltre, dal sistema produttivoromano e 34.500 da quello napoletano. (AGI)