Quali sono i nuovi obiettivi di sviluppo di intelligenza artificiale di Facebook

Il nuovo responsabile del FAIR si chiama Jérôme Pesenti, ex Ibm, laureato alla Sorbonne di Parigi e con un Ph-D in matematica. Ecco quali quali compiti gli ha affidato Mark Zuckerberg

Quali sono i nuovi obiettivi di sviluppo di intelligenza artificiale di Facebook
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 Jerome Pesenti, Facebook

Facebook cambia responsabile dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (AI). Niente rivoluzioni immediate sulle bacheche degli oltre due miliardi di utenti, né aggiustamenti grafici di particolare impatto. L’ultima novità promette però comunque molto in termini di futuro dell’azienda.

Nuove responsabilità

Jérôme Pesenti, ex Ibm laureato alla Sorbonne di Parigi e con un Ph-D in matematica, arriva dalla società inglese BenevolentAI attiva nel settore dell’Intelligenza Artificiale applicata all’innovazione scientifica. Il neoassunto sostituisce Yann LeCun alla guida del Facebook Artificial Intelligence Research (FAIR). Ciò che colpisce dell’avvicendamento è però il nuovo ruolo di Pesenti, che oltre a dirigere il FAIR avrà la responsabilità di guidare il team di lavoro dell’Applied Machine Learning, quello che si occupa cioè di applicare gli sviluppi dell’AI sul newsfeed. Detto in altre parole, alla nostra esperienza su Facebook.

In un’intervista a Quartz, LeCun ha spiegato la necessità della società americana di assumere “qualcuno che supervisionasse l’intera AI di Facebook, dalla ricerca allo sviluppo e in connessione con il prodotto”. Pesenti farà proprio questo mentre LeCun, che aveva fondato il FAIR nel 2013, coprirà il ruolo di direttore scientifico.

Cosa fa l’AI di Facebook?

Dalla pubblicità ultra dettagliata e targetizzata alla perfezione ai servizi di geo-tagging automatici, dalle traduzioni dei post stranieri al tentativo di prevenire i suicidi dei suoi utenti. L’Intelligenza Artificiale, scrive Quartz, è la linfa vitale di Facebook. E, parola del suo fondatore, si occupa anche di combattere il terrorismo.

In un altro commento di fine novembre Zuckerberg affermava che “come ogni altra tecnologia, l’AI può essere usata per fini sia positivi che per negativi”, rimarcando come sia responsabilità “nostra, in quanto sviluppatori, amplificare i buoni utilizzi della tecnologia stessa”.

Un centinaio di persone

In cinque anni il team del FAIR, il centro di ricerca dell’Intelligenza Artificiale, si è espanso toccando sei diverse località, tra cui quelle di Parigi e Montreal, e assumendo un centinaio di persone. Ma proprio la squadra basata in Francia aumenterà ancora il proprio organico, raddoppiando e toccando quota 60. Oltre a questi, LeCun ha rivelato che Facebook sta pensando di quadruplicare il numero di dottorandi, portando il numero complessivo di persone che lavorano sotto la Tour Eiffel a cento. Un progetto di espansione che prosegue senza sosta da tempo. Già due anni fa, in questo post, Zuckerberg spiegava ai suoi utenti cosa potesse rappresentare l’Intelligenza Artificiale.

I rischi

“Il pericolo dell’AI non è la malvagità ma la competenza”, aveva messo in guardia l’astrofisico britannico Stephen Hawking. La sua preoccupazione, espressa a ottobre 2015, è cioè che l’Intelligenza Artificiale possa sviluppare autonomamente la capacità di programmarsi per essere ancora più “intelligente”. Al punto da sfuggire dal controllo umano e mettere a repentaglio la vita. Lo scorso agosto due bot sviluppati da Facebook, Alice e Bob, avevano cominciato a comunicare tra di loro utilizzando una sintassi incomprensibile ai ricercatori, al punto da spingerli a interrompere l'esperimento. In quel caso, però, i due programmi automatizzati non stavano preparando la guerra all’uomo.



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