Le case del futuro saranno costruite in calce e canapa?

Intervista a Emilio Sanapo, fondatore e socio dell'azienda edile pugliese Messapia Style. “Ha un bassissimo impatto ambientale, all’interno dell’abitazione non ci sono sbalzi termici, c’è un notevole risparmio economico sulla manutenzione che si mantiene molto bassa”

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Emilio Sanapo
Messapia Style

Nel basso Salento, in Puglia, c’è una casa magica: non inquina, è economica, è fresca d’estate e confortevole d’inverno. Resiste ai terremoti e agli attacchi di topi e insetti. Il suo segreto, assicura il proprietario, è tutto nel materiale: un composto di calce e canapa. Lui è Emilio Sanapo, fondatore insieme a Samuele Macrì, della Messapia Style, un’azienda che realizza abitazioni in calce, canapa e legno.

Quella di Sanapo è la prima casa del genere nella regione e tra le prime in Italia. “Appena scoperta l’esistenza di questo materiale ho deciso di crederci fino in fondo utilizzandolo nel 2014 per la costruzione della mia casa che allora esisteva solo su progetto. Ho voluto dare l’esempio”, spiega Sanapo all’Agi.

“L’idea nasce dalla nostra sensibilità riguardo l’uso di materiali naturali. La scelta è stata quella di non usare materiali chimici o a base petrolio. Molte persone sono attente a evitarli nel quotidiano, ma non è giusto viverci a contatto. Rilasciano sostanze tossiche con cui veniamo a contatto in vari modi e non è salutare”.

La canapa è un materiale pulito, in tutti i sensi. “Assicura in casa un ambiente alcalino, puro, e assorbe più Co2 di quanta ne emetta. Numeri alla mano, parliamo del 50% di emissioni dell’edilizia convenzionale contro il 9% delle emissioni della calce canapa”.

Quanto alla tecnica, spiega Sanapo, “si tratta di creare direttamente in cantiere dei monoliti perimetrali creati con un mixer specifico. Miliardi di pezzettini di canapa, detti canàpulo, incollati tra loro sfidano la forza di gravità fino a raggiungere uno stato di compattezza grazie all’aiuto del vento e dell’aria. Otteniamo così monoliti che traspirano aria, dei veri e propri muri aerei”.

Punti deboli, assicura Sanapo, non ce ne sono. Molti invece i benefici: “Ha un bassissimo impatto ambientale, all’interno dell’abitazione non ci sono sbalzi termici, c’è un notevole risparmio economico sulla manutenzione che si mantiene molto bassa”. La casa in calce e canapa è libera da insetti e da roditori perché risulta inappetibile ed è ignifuga: “La canapa in natura è ricca di silice e questo, la fa bruciare faticosamente. Unito poi alla calce il prodotto diventa ignifugo”.

Ma soprattutto, l’abitazione in calce e canapa è antisismica, “già solo per il fatto di essere 10 volte più leggera rispetto a una tradizionale”. I tempi di realizzazione sono brevi: “30 -35 giorni lavorativi”, mentre il costo è “in linea con quello di un’abitazione convenzionale, in mattoni e ferro”.

Il problema è uno: dove trovare la canapa? “In Italia ci sono molte coltivazioni ma a volte bisogna prenderla in Francia”. Per costruire una casa di 100 metri quadri è necessario 1 ettaro di canapa.

“Se tutti decidessimo di costruire case di canapa non ce la faremmo. Nel nostro Paese non ci sono incentivi, ed è stata fatta una lotta al fiore di canapa, e di conseguenza anche al fusto. Qualcuno a livello politico si deve rimboccare le maniche per favorire la nascita di centri di trasformazione pubblici, in modo da mettere in piedi una filiera che parte dal contadino che produce la canapa fino all’edilizia”. “Le condizioni ci sono – conclude Sanapo – quello che manca è l’interesse”.



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