Anche topi e fili scoperti nella cucina dell'ospedale di Modica. "Problema risolto"

TIPO: Foto
  •  Ospedale Modica, le foto della cucina.
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27 settembre 2017, 11:40

Topi morti, pentole immerse nella sporcizia all'interno di ambienti fatiscenti, ragnatele, gomitoli di polvere sulle finestre, mattonelle rotte, tubi sventrati con sacchetti di plastica come improbabile "saldatura". Un quadro del genere sarebbe grave in qualsiasi edificio pubblico, ma se parliamo dei locali adibiti a cucine dell'Ospedale di Modica, in provincia di Ragusa, la situazione diventa ancor più allarmante. Il materiale fotografico, di cui AGI è in possesso in esclusiva non offre alibi e va ben oltre l'immaginazione. E non è tutto: fili della corrente elettrica "volanti", insetti e mosconi morti sulle finestre, forni elettrici pieni di ruggine. In quei locali vengono preparate le pietanze per i degenti del nosocomio siciliano e le condizioni igienico-sanitarie non hanno bisogno di commenti. Sono pessime. Il tutto aggravato dall'usura dei locali delle cucine dell'Ospedale che si trovano al piano sottostante alle corsie. "Non ci sono le condizioni lavorative minime per noi operatori, manca qualsiasi requisito igienico-sanitario e relativo alle norme antinfortunistiche. Non ci fanno seguire neanche i periodici corsi di aggiornamento per la formazione". Sono le parole rilasciate all'Agi da un operatore addetto alle cucine che preferisce rimanere anonimo.

Aggiornamento delle ore 19.00 del 27 settembre 2017:

Nel pomeriggio, dopo una visita dei Nas, il direttore sanitario dell'ospedale di Modica , Pietro Bonomo interviene con un comunicato: "In riferimento a quanto pubblicato su un sito online si precisa che presso la cucina dell'ospedale di Modica, da luglio scorso - si legge nel comunicato - sono iniziati lavori di miglioramento igienico-sanitario che continueranno fino a completamento di quanto necessario secondo le prescrizioni dei Nas di Ragusa". Il manager aggiunge che "il nuovo sistema di derattizzazione, attualmente in uso presso l'Asp di Ragusa e l'ospedale di Modica, non consente ai topi di uscire dalla trappola, appare pertanto inverosimile quanto riportato nelle foto". 

Nella nota, l'Asp di Ragusa riferisce che "in data odierna è stata effettuata ispezione congiunta tra il direttore sanitario dell'ospedale, il direttore amministrativo del presidio ospedaliero e il facility management che conferma quanto sopra. Contattata, la ditta Bsf di Caltanissetta, che attualmente gestisce il servizio di derattizzazione, ha confermato che, dall'aprile scorso ad oggi, nessun topo è stato catturato all'interno della cucina e nessuna segnalazione è stata effettuata dagli operatori della cucina sulla presenza di topi vivi o morti all'interno della stessa. L'Asp - conclude il comunicato - si riserva di approfondire le notizie apparse su diversi quotidiani e intraprendere segnalazioni qualora emergesse che le foto potrebbero essere frutto solo di fotomontaggio e i fatti in questione fossero speculazioni da parte di dipendenti e ignoti finalizzati alla delegittimazione delle istituzioni e di chi le rappresenta. Alla luce di quanto sopra, si può affermare che tale problematica, alla data odierna, non sussiste".



27 settembre 2017, 11:40

Topi morti, pentole immerse nella sporcizia all'interno di ambienti fatiscenti, ragnatele, gomitoli di polvere sulle finestre, mattonelle rotte, tubi sventrati con sacchetti di plastica come improbabile "saldatura". Un quadro del genere sarebbe grave in qualsiasi edificio pubblico, ma se parliamo dei locali adibiti a cucine dell'Ospedale di Modica, in provincia di Ragusa, la situazione diventa ancor più allarmante. Il materiale fotografico, di cui AGI è in possesso in esclusiva non offre alibi e va ben oltre l'immaginazione. E non è tutto: fili della corrente elettrica "volanti", insetti e mosconi morti sulle finestre, forni elettrici pieni di ruggine. In quei locali vengono preparate le pietanze per i degenti del nosocomio siciliano e le condizioni igienico-sanitarie non hanno bisogno di commenti. Sono pessime. Il tutto aggravato dall'usura dei locali delle cucine dell'Ospedale che si trovano al piano sottostante alle corsie. "Non ci sono le condizioni lavorative minime per noi operatori, manca qualsiasi requisito igienico-sanitario e relativo alle norme antinfortunistiche. Non ci fanno seguire neanche i periodici corsi di aggiornamento per la formazione". Sono le parole rilasciate all'Agi da un operatore addetto alle cucine che preferisce rimanere anonimo.

Aggiornamento delle ore 19.00 del 27 settembre 2017:

Nel pomeriggio, dopo una visita dei Nas, il direttore sanitario dell'ospedale di Modica , Pietro Bonomo interviene con un comunicato: "In riferimento a quanto pubblicato su un sito online si precisa che presso la cucina dell'ospedale di Modica, da luglio scorso - si legge nel comunicato - sono iniziati lavori di miglioramento igienico-sanitario che continueranno fino a completamento di quanto necessario secondo le prescrizioni dei Nas di Ragusa". Il manager aggiunge che "il nuovo sistema di derattizzazione, attualmente in uso presso l'Asp di Ragusa e l'ospedale di Modica, non consente ai topi di uscire dalla trappola, appare pertanto inverosimile quanto riportato nelle foto". 

Nella nota, l'Asp di Ragusa riferisce che "in data odierna è stata effettuata ispezione congiunta tra il direttore sanitario dell'ospedale, il direttore amministrativo del presidio ospedaliero e il facility management che conferma quanto sopra. Contattata, la ditta Bsf di Caltanissetta, che attualmente gestisce il servizio di derattizzazione, ha confermato che, dall'aprile scorso ad oggi, nessun topo è stato catturato all'interno della cucina e nessuna segnalazione è stata effettuata dagli operatori della cucina sulla presenza di topi vivi o morti all'interno della stessa. L'Asp - conclude il comunicato - si riserva di approfondire le notizie apparse su diversi quotidiani e intraprendere segnalazioni qualora emergesse che le foto potrebbero essere frutto solo di fotomontaggio e i fatti in questione fossero speculazioni da parte di dipendenti e ignoti finalizzati alla delegittimazione delle istituzioni e di chi le rappresenta. Alla luce di quanto sopra, si può affermare che tale problematica, alla data odierna, non sussiste".