AGI - Già nel 2022, il consumo elettrico a livello globale dei data center è stato stimato tra i 240 e i 340 TWh, pari a circa l’1-1,3% della domanda elettrica mondiale e corrispondente a circa lo 0,9% delle emissioni di gas serra correlate all’energia. Sono i numeri che fotografano una crescita verticale della domanda dei servizi digitali: tra il 2015 e il 2022 il traffico internet è infatti aumentato del 600%, e i carichi di lavoro nei data center del 340%.
Oggi la nostra vita è sempre più online: comunichiamo, lavoriamo, ci connettiamo gli uni con gli altri, sostenuti da una struttura digitale. Ma spesso si sottovaluta il fatto che questa grande trasformazione, un suo impatto ambientale, ce l’ha. E se i numeri di questo impatto, se pur già significativi, sono ancora contenuti, molto dipende dagli importanti miglioramenti nell’efficienza apportati ai data center, la vera “spina dorsale” fisica di questa economia digitale. Tuttavia, occorre continuare questo percorso con grande consapevolezza, per evitare il rischio che il necessario progresso digitale rappresenti un ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi climatici.
Un’impronta ambientale in crescita
La digitalizzazione sta accelerando, e ciò lascia prevedere, da qui ai prossimi anni, un ulteriore aumento della domanda di calcolo, storage e traffico dati. E, senza innovazioni significative, la conseguenza sarà una crescita esponenziale del fabbisogno energetico: secondo alcune stime, infatti, il consumo energetico dei data center passerà da circa 350 TWh del 2023 a 850 TWh nel 2028, con un tasso di crescita annuo composto vicino al 20%.
Tra i principali protagonisti di questa crescita c’è senz’altro l’intelligenza artificiale. L’addestramento di modelli di deep learning su enormi dataset richiede infatti infrastrutture computazionali complesse ad elevate prestazioni, e una volta distribuiti, questi modelli vengono eseguiti per milioni di utenti generando un carico energetico continuo. Questo ha e avrà un impatto non indifferente sull’impronta carbonica del settore ICT e, come conseguenza, sul più generale raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
L’IA tra rischi e opportunità
Nonostante ciò, è importante tenere presente che l’IA non è solo causa di consumi, ma è al tempo stesso uno strategico strumento di efficientamento. Basti pensare che, per gli stessi data center, questa tecnologia può essere molto utile nell’ottimizzazione del raffreddamento o del carico dei server. Per questo motivo è importante non sfociare in semplificazioni: l’IA è sì energivora, ma sono anche moltissimi gli ambiti in cui la sua applicazione può dare un enorme contributo in termini di sostenibilità.
Motivo per cui, guardare all’obiettivo della sostenibilità dei data center significa tenere in considerazione tre elementi fondamentali: innovazione tecnologica, cambiamenti di paradigma – come la creazione di modelli IA meno energivori – e decarbonizzazione dell’energia che alimenta queste infrastrutture.
La sfida delle rinnovabili
Quanto alla decarbonizzazione dell’alimentazione elettrica, il concetto è semplice: passare dall’elettricità da fonti fossili a quella da fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno energetico. Una transizione che presenta opportunità evidenti – gli impianti avrebbero emissioni operative quasi nulle, e si interromperebbe il legame tra aumento dei servizi digitali e aumento delle emissioni – ma che, nei fatti, presenta anche criticità non indifferenti. Su tutte, quelle legate alla variabilità delle fonti: l’energia che proviene da sole e vento spesso non coincide con il profilo di carico dei data center, che hanno bisogno di potenza stabile e continua; dunque, in assenza di sole e vento, il data center utilizza elettricità dalla rete, che può includere quote fossili. Soluzioni possibili esistono, come lo sviluppo di reti e sistemi di accumulo per allineare produzione rinnovabile e consumi senza interruzioni: in questo modo, ancora una volta con l’ausilio dell’innovazione, le rinnovabili potranno avere un ruolo decisivo nell’armonizzare lo sviluppo dei data center con la lotta al cambiamento climatico.
Un obiettivo condiviso
La complessità della sfida rende evidente che ad affrontarla non debbano essere soltanto le grandi realtà dell’IT: regolatori, utility e imprese devono allineare incentivi, standard e investimenti. La trasformazione digitale non può e non deve essere fermata, ma occorre trovare delle contromisure per evitare che pesi sull’ambiente più di quanto possiamo permetterci. La partita per la sostenibilità dei data center è aperta e si gioca oggi, per il nostro presente e, soprattutto, per il nostro futuro.