I soldi che ci ha dato l'Europa per il terremoto sono un record o una mancia?

Stefania Pezzopane, Pd, ha detto che 1,2 miliardi avuti dall'Europa non hanno precedenti negli stanziamenti dell'Unione

I soldi che ci ha dato l'Europa per il terremoto sono un record o una mancia?

‚ÄčLa senatrice democratica, ed ex presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane ha affermato lo scorso 13 settembre: “il Parlamento europeo ha stanziato 1,2 miliardi di euro per il terremoto nel Centro Italia. È un fatto di grande importanza, è la prima volta che l’Ue contribuisce con una cifra così rilevante alla ricostruzione post sisma […]. Ma per il M5s questi fondi preziosi sono una ‘mancia’, mentre il leader della Lega Salvini non si è dato pena nemmeno di sedere nel suo scranno all’europarlamento per votare il provvedimento”.

Pezzopane ha ragione sui tre punti, anche se nel caso di Salvini si tratta con ogni probabilità di una critica ingenerosa.

Lo stanziamento più rilevante di sempre

Il Parlamento europeo ha approvato, il 13 settembre, il prelievo di una cifra pari a 1,197 miliardi di euro dal Fondo Solidarietà dell’Unione europea. Un anticipo di 30 milioni di euro – il massimo possibile in base al regolamento che istituisce il Fondo (v. art. 4 bis) – era già arrivato a dicembre 2016.

Il Fondo Solidarietà

Il Fondo è stato istituito nel 2002 in risposta alle inondazioni che avevano colpito l’Europa centro-orientale, e da allora ha concesso 76 stanziamenti a fronte di diverse calamità naturali (terremoti, incendi, carestie etc.) a 24 diversi Paesi membri.

L’Italia era, già prima dell’ultimo finanziamento da 1,2 miliardi, il Paese che aveva ricevuto più soldi di tutti: oltre 1,3 miliardi di euro, destinati – per citare i tre più sostanziosi – per il terremoto dell’Aquila nel 2009 (493,8 milioni), per quello in Emilia-Romagna nel 2013 (670,2 milioni) e per le inondazioni nel 2014 (56 milioni).

Seconda, in questa classifica, arriva la Germania, con poco più di un 1 miliardo di finanziamenti ricevuti nel corso degli anni, e terzo il Regno Unito, con 222,6 milioni di euro.

Il record

Il finanziamento da 1,2 miliardi approvato dal Parlamento europeo lo scorso 13 settembre porta l’Italia a distaccare ulteriormente tutti gli altri Stati in quanto a soldi ricevuti, raggiungendo un totale di 2,5 miliardi di euro abbondanti. E, appunto, costituisce un nuovo record. Il record precedente era ancora dell’Italia, con i 670,2 milioni stanziati per il terremoto dell’Emilia-Romagna. Anche lo stanziamento per l’Aquila di quasi 500 milioni aveva rappresentato a suo tempo un nuovo record (sopravanzando quello di 444 milioni concesso alla Germania nel 2002 per le inondazioni).

Gli stanziamenti record corrispondono a danni altrettanto eccezionali subiti dal Paese. Sono gli stessi Stati che, in base al regolamento (art. 4, lett. a), li devono quantificare e notificare alla Commissione: per il terremoto dell’Aquila l’Italia aveva conteggiato 10 miliardi e 212 milioni di danni, per quello dell’Emilia-Romagna 13 miliardi e 274 milioni e per quello in Centro Italia ben 21 miliardi e 879 milioni.

Sono le tre quantificazioni maggiori mai registrate dal Fondo. I danni calcolati dal governo tedesco per le inondazioni del 2002, che occupano la quarta posizione in questa classifica, ammontavano a 9 miliardi e 100 milioni.

Le reazioni delle opposizioni

Il M5S

Pezzopane, quando accusa il Movimento 5 Stelle di considerare gli aiuti ricevuti “una mancia”, cita direttamente il titolo di un post apparso sul blog dei pentastellati: “TERREMOTO, M5S: ‘DALL'EUROPA UNA MANCIA: APPENA IL 6% DEI DANNI STIMATI’”.

Qui gli eurodeputati del Movimento, in sintesi, sostengono che l’aiuto ricevuto non sia abbastanza e che hanno votato sì alla relazione che lo concede “per senso di responsabilità”.

Per inciso: il conteggio del 6% è corretto (il calcolo preciso è anzi del 5,5%), e si tratta di un altro record. Finora gli stanziamenti più significativi non avevano mai raggiunto una simile soglia: la Germania, nei suoi due disastri naturali peggiori (l’inondazione del 2002 e quella del 2013) ha ricevuto fondi pari rispettivamente al 4,9% e al 4,4% dei danni.

Anche l’Italia nei due gravi terremoti precedenti (l’Aquila ed Emilia-Romagna) aveva ricevuto un finanziamento europeo pari rispettivamente al 5% e al 4,8% dei danni.

Il Fondo Solidarietà nasce come strumento di sostegno ai Paesi colpiti da catastrofi naturali, ma non ha i finanziamenti necessari da parte degli Stati membri per farsi integralmente carico dei danni, sostituendosi così alle autorità nazionali.

Basti pensare che il totale dei finanziamenti concessi a 24 Paesi nel corso dei suoi 15 anni di attività (5,086 miliardi) non sarebbero sufficienti a coprire un quarto dei danni causati dal terremoto del 2016 nell’Italia centrale.

Lega Nord

Fondata anche l’accusa della senatrice democratica a Matteo Salvini. Come ammette lo stesso ufficio stampa del Carroccio, il segretario leghista era assente “durante la votazione di oggi con cui l'Europarlamento ha dato il via libera definitivo a 1,2 miliardi di aiuti all'Italia per i terremoti”.

Tuttavia, prosegue il comunicato della Lega, tale assenza è stata dovuto a “un ritardo di 4 ore del volo KLM 1596 per Amsterdam la cui partenza era prevista per le 6:30”.

Dell’accaduto dà conto sulla propria pagina Facebook lo stesso Salvini, che alle 7.15 di mattina del 13 settembre ha scritto: “Svegliarsi alle 5, avendo dormito poco e male, per scoprire che l'aereo è in ritardo di tre ore. Matteo non arrabbiarti, Matteo non arrabbiarti...”.

Concetto ribadito ed esteso in un successivo video-post delle 8.15.

Sul sito della KLM il volo KL1596 di mercoledì 13 settembre risulta atterrato, alle 11.17, con 2 ore e 17 minuti di ritardo.

Salvini ha quindi perso la coincidenza col volo da Amsterdam per Strasburgo, che partiva alle 10 e atterrava alle 11.05. Di conseguenza non ha potuto presenziare alla sessione del Parlamento europeo delle ore 12-14, quando era previsto il voto sugli aiuti all’Italia.

Salvini nella sera di martedì 12 settembre era ancora in Italia, ospite su La7 a “DiMartedì”.

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