Quanto, e dove, si sciopera in Italia

Quali sono i settori e le regioni più interessate da agitazioni? E come siamo messi nel confronto europeo?

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Il 24 luglio è stato proclamato, da parte dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, lo sciopero nazionale in tutti i settori dei trasporti e il 26 luglio nel solo trasporto aereo. Scioperare è un diritto costituzionalmente garantito, in particolare dall’articolo 40, che prescrive come unico limite il rispetto delle leggi che regolano il diritto di sciopero. Ma quanti scioperi ci sono ogni anno in Italia? In quali settori e in quali regioni principalmente? E come siamo messi rispetto agli altri Paesi europei? Andiamo a verificare.

Quanti scioperi all’anno ci sono in Italia

La Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali è un’autorità indipendente, istituita con la legge 146/1990 (art. 12), che ha il compito di vigilare sul bilanciamento tra il diritto di sciopero e i diritti della persona protetti dalla costituzione (es. salute, vita etc.).

Nella sua Relazione alla Camera del 2019, che riporta i dati relativi al 2018, si legge (pag. 131) che l’anno scorso sono stati proclamati in totale 2.109 scioperi. Di questi 720 sono stati revocati e 1.389 hanno avuto luogo: poco meno di quattro al giorno.

Gli scioperi di carattere nazionale - tra quelli che hanno avuto luogo - sono stati 251, meno di un sesto del totale e più di uno ogni due giorni. Gli altri scioperi hanno invece avuto carattere locale o aziendale.

Non sono compresi i cosiddetti “scioperi degli studenti”: non si tratta infatti di veri scioperi, non essendo gli studenti dei lavoratori. Sono invece compresi gli scioperi dei dipendenti del settore scuole (maestri, professori, personale Ata etc.).

Il numero di sciopero proclamati risulta (pag. 133) il più basso dal 2014, ma sostanzialmente in linea coi numeri dell’ultimo decennio.

In che settori si sciopera maggiormente

I settori che sono stati maggiormente interessati dagli scioperi - guardando a quelli effettuati - sono stati (pag. 132) quello dell’igiene ambientale (smaltimento rifiuti e simili), con 230 scioperi, quello del trasporto pubblico locale, con 223 scioperi, e quello del trasporto aereo, con 130 scioperi. Da sole, queste tre categorie contano per 583 scioperi, quasi la metà del totale (42%).

In tripla cifra troviamo poi anche gli scioperi nel settore delle Regioni e autonomie locali (101), mentre tutti gli altri non arrivano sopra quota 100 (ci si avvicina il settore “pulizie e multiservizi” che arriva a 97).

Guardando ad alcuni settori mediaticamente esposti, riportiamo che nella scuola gli scioperi nel 2018 sono stati 32, in università 14, nel servizio sanitario nazionale 67, tra i metalmeccanici 6, tra gli avvocati 37 e tra i giudici 3.

In quali regioni si sciopera di più

La relazione al Parlamento della Commissione di garanzia riporta anche i dati suddivisi per regione. Vediamo allora (pag. 134) che le tre regioni in cui sono stati proclamati più scioperi sono Campania (329), Lazio (251) e Sicilia (244). Le tre in cui sono stati proclamati meno scioperi sono la Valle d’Aosta (4), l’Umbria (5) e il Molise (8).

Per quanto riguarda poi le giornate effettivamente interessate da scioperi, le prime tre regioni in questa classifica risultano essere le stesse della classifica degli scioperi proclamati, anche se con un ordine leggermente diverso: prima di stacco sempre la Campania, con 116 giorni, seconda la Sicilia con 94 e terzo il Lazio con 91.

Le tre regioni col minor numero di giorni interessati da scioperi sono invece le stesse e nello stesso ordine di quelle col minor numero di scioperi proclamati: Valle d’Aosta (1), Umbria (2) e Molise (7).

Ovviamente su questi numeri impatta anche il numero di abitanti delle varie regioni, ma non solo.

La Lombardia ad esempio, che è la regione più popolosa d’Italia con oltre 10 milioni di residenti (cioè poco meno del doppio di regioni come Campania, Sicilia e Lazio), arriva quarta in entrambe le classifiche, con 181 scioperi proclamati e 76 giornate interessate dalle azioni di protesta.

Le Basilicata, dove abitano meno persone che in Umbria, ha circa dieci volte tanto il numero di scioperi e di giornate interessate.

La situazione negli altri Paesi europei

Lo European trade union institute (Etui) è il centro di ricerca della Confederazione europea dei sindacati (Ces), che riunisce 90 sigle e 10 federazioni sindacali europee. La sua mappa sugli scioperi in Europa non riporta dati relativi all’Italia - né alla Grecia e al Lussemburgo - per il periodo 2010-2017, per mancanza di dati recenti che vengano aggregati secondo la metodologia utilizzata dall’Etui (giorni non lavorati ogni mille dipendenti).

Nelle varie Relazioni alla Camera della Commissione di garanzia, o in altre fonti, tra i molti dati che vengono riportati non compaiono in effetti numeri relativi alle giornate non lavorate a livello nazionale (né tantomeno al rapporto giorni non lavorati ogni mille dipendenti).

Possiamo fare comunque una stima approssimativa, se consideriamo che nel 2007 e nel 2008 - quando, in base alla Relazione alla Camera del 2009 della Commissione di garanzia (pag. 34), erano stati proclamati rispettivamente 2.017 e 2.195 scioperi - l’Etui attribuiva all’Italia un dato di circa 50 giorni non lavorati ogni mille dipendenti.

Il numero di scioperi proclamati nel 2007 e nel 2008 è infatti simile a quello del 2018 (2.109) e degli anni immediatamente precedenti. Ipotizziamo quindi che anche per gli anni recenti si possa attribuire - con un ampio margine di imprecisione - all’Italia un dato di 50 giorni.

Dalla mappa dell’Etui risulta che il Paese col maggior numero di giorni non lavorati ogni mille dipendenti nel periodo 2010-2017 è Cipro, con ben 316 giorni. Seguono la Francia, con 125 giorni e il Belgio, con 96.

Più distanti arrivano gli altri grandi Paesi europei: Spagna (50 giorni), Regno Unito (20 giorni) e Germania (17 giorni).

L’Italia, secondo la stima che abbiamo fatto, con 50 giorni arriverebbe quindi alla pari con la Spagna, con circa metà della frequenza degli scioperi rispetto alla Francia anche se comunque davanti a Germania e Regno Unito.

Conclusione

In Italia nel 2018 sono stati proclamati più di duemila scioperi, di cui quasi 1.400 hanno avuto effettivamente luogo. I settori maggiormente coinvolti sono stati quelli della raccolta e gestione dei rifiuti, il trasporto locale e il trasporto aereo. Le regioni dove si è scioperato maggiormente sono Campania, Lazio e Sicilia.

Per mancanza di dati paragonabili non è possibile fare un confronto puntuale tra l’Italia e gli altri Paesi europei negli anni recenti, ma secondo una stima approssimativa risulta che l’Italia arrivi - tra i grandi Paesi europei - molto dietro la Francia, alla pari con la Spagna e davanti a Regno Unito e Germania.

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