Con Marino sindaco la raccolta differenziata a Roma funzionava bene?

"Con il 41,2 % di raccolta differenziata del 2015, l’Ama proietta Roma er tra le capitali europee più virtuose", ha detto al Fatto l'ex primo cittadino della capitale. Abbiamo verificato

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Agf
Ignazio Marino

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino (Pd) ha scritto una lettera al Fatto Quotidiano, pubblicata l’11 luglio, dove tra le altre cose si legge: "Con il 41,2 % di raccolta differenziata del 2015, l’Ama proietta Roma tra le capitali europee più virtuose (...): viene pressoché eguagliata Berlino al 42% e distanziate sia Londra al 34% che Vienna al 35%. Madrid e Parigi si collocano rispettivamente al 17% ed al 13%. Sfortunatamente, però, la raccolta differenziata a Roma rallenta con le successive amministrazioni. Nel 2016 passa dal 41,2% al 42,88%: solo 1,7% di incremento. Nel 2017, dal 42,88% al 44,33%: solo il 3,4% in più".

L’affermazione, al netto di alcune leggere imprecisioni, è corretta.

 

La differenziata a Roma

Prima che si insediasse Ignazio Marino come sindaco di Roma, nell’estate del 2013, la percentuale di raccolta differenziata nella capitale arrivava - secondo i dati Ama, l’azienda controllata dal comune di Roma che si occupa della raccolta rifiuti, qui scaricabili - al 30,5 per cento scarso.

Negli anni in cui il chirurgo ha guidato la città la percentuale di differenziata è aumentata fortemente, passando dal 30,5 per cento (terzo trimestre 2013) al 41,5 per cento (quarto trimestre 2015): +11 punti in due anni.

Negli anni successivi, come ha correttamente fatto notare Marino, la crescita è stata molto inferiore. Dal 41,2 per cento (dato annuale per il 2015) si è passati prima al 42,88 per cento nel 2016 (+1,7 per cento circa) e poi al 44,33 per cento nel 2018 (+1,4 per cento circa): +3,1 punti in due anni.

I dati citati da Marino a proposito di Roma, come visto, sono corretti tranne l’aumento nel biennio 2015-2017: +3,4 secondo l’ex sindaco, mentre in realtà è addirittura “solo” +3,1.

 

Il confronto con le altre capitali europee

I dati che cita Marino sulle altri capitali europee provengono probabilmente da uno studio di Atia - Iswa Italia del 2015, con dati riferiti al 2014. Abbiamo contattato Atia per avere lo studio completo ma siamo ancora in attesa di risposta. I contenuti, tuttavia, sono stati riassunti ad esempio sul portale di expo2015.

Qui infatti si legge che allora Roma aveva una percentuale di riciclata al 38 per cento (dato confermato anche da Ama), Berlino del 42 per cento, Londra del 34 per cento, Vienna del 33 per cento, Madrid del 17 per cento e Parigi del 13 per cento.

A parte un’imprecisione su Vienna - che secondi i dati 2014 era al 33 per cento e non al 35 per cento - Marino riporta quindi delle cifre corrette.

Ad Atia - Iswa Italia abbiamo chiesto anche se ci fossero studi, condotti con la stessa metodologia, per gli anni successivi - in modo da poter fare un confronto tra quanto è cresciuta la percentuale di differenziata a Roma e nelle altre città - ma siamo ancora in attesa di risposta.

Abbiamo però potuto verificare che, in base ai dati del comune di Londra (compatibili con quelli dello studio Atia - Iswa Italia) qui scaricabili, la capitale britannica è addirittura peggiorata tra il 2014 e il 2017, passando dal 34 per cento del 2014/2015 (era addirittura al 39 per cento nel 2013/2014) al 29 per cento del 2017/2018.

 

Conclusione

Marino riporta correttamente i dati su Roma: durante i suoi due anni di mandato (2013-2015) la percentuale di raccolta differenziata riportata da Ama è cresciuta di 11 punti percentuali, mentre nei due anni successivi (2015-2017) di 3,1 punti (non di 3,4 punti).

Anche sul confronto internazionale, i dati dello studio Atia - Iswa Italia, a parte una leggera imprecisione su Vienna, danno di nuovo ragione all’ex sindaco.

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