Davvero il reddito di cittadinanza andrebbe per il 47% alle regioni del Nord?

Lo ha dichiarato il vicepremier Cinquestelle Luigi Di Maio. La nostra verifica, dati Istat alla mano

Davvero il reddito di cittadinanza andrebbe per il 47% alle regioni del Nord?
 Afp
 Luigi Di Maio

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, ospite di W l’Italia su Rete 4 il 18 ottobre, ha dichiarato (min. -3.15): “Il 47% delle famiglie destinatarie del reddito di cittadinanza sarà al Nord”.

Non è la prima volta che Di Maio fa un’affermazione simile, anche se in precedenza – ad esempio il 14 ottobre, ospite di Domenica Live su Canale 5 – aveva usato particolari diversi, sostenendo che (min. 3.03) “il 47% delle famiglie destinatarie del reddito di cittadinanza saranno del Centro-Nord”.

Proviamo a verificare queste stime: e anticipiamo che i conti non tornano.

Una premessa geografica e demografica

Secondo la ripartizione dell’Istat, il Nord è composto da Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Qui, al 1° gennaio 2018, risiedono 27.736.158 persone, cioè il 46% circa della popolazione residente complessiva (60.483.973).

Il Centro è composto da Toscana, Umbria, Marche e Lazio, e vi risiedono* 12.050.054 persone (circa il 20% del totale).

Il Sud – comprese le Isole – da Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, e qui risiedono 20.697.761 persone (il 34% circa del totale).

Dunque, come risulta da questi numeri, c’è una grande differenza nel considerare solo il Nord oppure il Centro-Nord. Si tratta infatti di calcolare 4 regioni e 12 milioni di persone in più o in meno.

Se il “reddito di cittadinanza” – un’espressione che abbiamo già visto in passato essere impropria per la misura in discussione – andasse per il 47% a famiglie del solo Nord, ci sarebbe una corrispondenza quasi perfetta con la popolazione residente.

Se invece il 47% andasse al Centro-Nord (dove risiede il 66% della popolazione residente in Italia) sarebbe evidente che della misura beneficia maggiormente il Sud: questa seconda possibilità è più plausibile, visto che l’incidenza della povertà è diversa a seconda delle zone del paese.

Ma vediamo i dati sui potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza.

*Percorso: Popolazione e famiglie > Popolazione > Popolazione residente al 1° gennaio > Italia, Regioni, province

Chi sono i beneficiari del reddito di cittadinanza e dove risiedono?

Il reddito di cittadinanza, secondo quanto scrive il governo nel Documento programmatico di bilancio 2019 (la “bozza” della prossima legge di bilancio), verrà definito nel dettaglio da un disegno di legge allegato alla prossima legge di bilancio. A questo seguirà un decreto che specificherà i criteri di attuazione. Stesso percorso per la pensione di cittadinanza.

Nonostante l’assenza di dettagli, il governo ha già fatto una stima dei beneficiari. I due provvedimenti, scrive infatti il Documento programmatico, dovrebbero riguardare “2.200.000 poveri, deprivati materialmente o appartenenti a famiglie a bassa intensità di lavoro”.

Ma chi sono questi poveri? Al momento, nel Documento programmatico c’è scritto che “il reddito di cittadinanza garantisce il raggiungimento, anche tramite integrazione, di un reddito annuo calcolato in base dell’indicatore di povertà relativa dell’UE. Ne possono beneficiare i maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati (inclusi pensionati)”.

I poveri in Italia

I 2,2 milioni di beneficiari previsti sono una frazione minoritaria del totale delle persone che vivono in condizione di povertà relativa in Italia.

Secondo l’ultimo rapporto Istat sulla povertà in Italia, relativo al 2017, le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa – e che dunque dovrebbero avere diritto al reddito di cittadinanza – sono infatti 9,368 milioni. Di queste 5,842 milioni vivono nel Sud e Isole, 1,263 milioni nel Centro e 2,263 milioni nel Nord.

Dunque nel Sud e nelle Isole si trova il 62,5% delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa, nel Centro il 13,5% e nel Nord il 24%. Se il reddito di cittadinanza venisse distribuito secondo questo criterio, sarebbe quindi molto improbabile che il 47% delle famiglie beneficiarie risieda al Nord (con l’ipotesi che la riduzione da 9,368 milioni a 2,2 milioni della platea di potenziali beneficiari si spalmi in modo uniforme su tutto il territorio). E anche considerando il Centro i conti non tornerebbero.

Solo gli italiani?

Il criterio della residenza scritto nel Documento programmatico, tra l’altro, smentisce quanto dichiarato a più riprese dal vicepremier Luigi Di Maio, e quanto scritto nel contratto di governo: cioè che il reddito di cittadinanza sarebbe andato solo ai cittadini italiani. Vale qui invece il criterio di residenza regolare da cinque anni, che include quindi anche stranieri comunitari ed extracomunitari.

Il precedente del Reddito di inclusione

Sulla collocazione geografica dei beneficiari del reddito di cittadinanza si può poi trarre qualche indicazione dal precedente del Reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto alla povertà introdotta dallo scorso governo.

Il Rei è diventato una misura universale a partire dal primo luglio 2018, mentre fino a quel momento c’erano alcune condizioni per poterlo ottenere, oltre alla situazione reddituale (come la presenza di un minorenne, di una persona disabile, di una donna in gravidanza o di un disoccupato ultra 55enne).

Secondo i dati dell’Inps, che si fermano al primo semestre 2018 quando dunque la misura ancora non era universale, “sono stati erogati benefici economici a 267 mila nuclei familiari raggiungendo 841 mila persone”.

“La maggior parte dei benefici – prosegue l’Inps – vengono erogati al sud (70%) con interessamento del 73% delle persone coinvolte. Campania e Sicilia sono le regioni con maggiore numero assoluto di nuclei beneficiari (insieme rappresentano il 50% del totale e il 53% del totale delle persone coinvolte)”.

Rispetto ai quasi 850 mila beneficiari del Rei, che verrà riassorbito dal reddito di cittadinanza, l’aumento di persone coperte dalla nuova misura – e dalla pensione di cittadinanza – dovrebbe ammontare a 1,35 milioni.

Conclusione

Visto che ancora mancano i dettagli sui criteri precisi con cui verrà distribuito il reddito di cittadinanza (e la pensione di cittadinanza), non è possibile fare una stima certa della collocazione geografica dei beneficiari, che dovrebbero essere 2,2 milioni.

Ma se consideriamo la distribuzione geografica delle persone in condizione di povertà relativa in Italia, con il 62,5% che risiede al Sud, e il precedente del Rei, erogato per il 70% nel Mezzogiorno, sembra che la previsione di Di Maio sia molto improbabile. Restiamo ovviamente a disposizione per ricevere dati e stime diverse da parte del governo o della maggioranza.

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