La storia del condono ai produttori di sigarette elettroniche attribuito alla Lega

Abbiamo controllato quanto affermato dall'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi 

lega sigarette elettroniche
 (Afp)
Matteo Salvini

Il senatore del Pd ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scritto il 28 novembre  sulla propria pagina Facebook che Salvini “ha condonato 177 milioni di euro ai produttori di sigarette elettroniche, uno dei quali ha finanziato la Lega”. Si tratta di un’affermazione sostanzialmente corretta.

Il finanziamento alla Lega

La notizia del finanziamento alla Lega da parte dell’azienda Vaporart, che ha sede a Milano e produce liquidi per sigarette elettroniche, è stata data per prima dalla Stampain un articolo del 23 novembre. Nell’articolo si legge che “a confermare il versamento alla Lega è Gianluca Giorgetti, che con il fratello Stefano controlla Vaporart”. Giorgetti infatti, dopo diverse insistenze, ha ammesso al quotidiano il versamento da 75 mila euro al partito di Salvini.

Successivamente l’azienda ha diffuso un comunicato, qui ripreso ad esempio da Wired, in cui precisa che: “Il contributo elettorale erogato dalla Vaporart alla Lega è avvenuto in piena trasparenza e in totale rispetto delle norme di legge”.

“Si tratta di una decisione condivisa dai vertici aziendali – prosegue la nota – avvenuta in modo legittimo e alla luce del sole nel febbraio 2018, molto prima dunque della formazione di questo Governo e dell’ingresso della Lega nell’esecutivo. Il finanziamento, tra l’altro, è stato comunicato per tempo alla Camera dei Deputati per opportuna registrazione”.

Abbiamo contattato la Camera per ottenere la dichiarazione congiunta di Vaporart e Lega che testimoni il finanziamento, obbligatoria per legge  per i versamenti superiori ai 5 mila euro. Siamo in attesa del tabulato delle dichiarazioni congiunte relative al 2018, ma dagli uffici della Camera ci hanno anticipato che il finanziamento risulta: non è però di 75 mila euro, ma di 100 mila euro.

Dietro nostra richiesta, ci è stato inoltre comunicato che la Vaporart, tra le varie formazioni politiche italiane, ha finanziato solo la Lega.

Il condono

Il “condono” di cui parla Renzi è contenuto nel decreto-legge fiscale approvato il 28 novembre dal Senato, in particolare all’articolo 8.

Qui, intervenendo sul decreto legislativo 504 del 1995 che regola le accise, si stabilisce la “definizione agevolata (…) dei debiti tributari maturati fino al 31 dicembre 2018 a titolo di imposta di consumo”.

In particolare, le aziende produttrici di “prodotti succedanei del tabacco”, come il liquido per sigarette elettroniche prodotto tra gli altri da Vaporart, potranno estinguere i debiti che ancora hanno col fisco versando il 5% di quanto dovuto. Non sono previsti interessi o sanzioni.

Ma a quanto ammontavano gli importi dovuti e quanto sarà sufficiente versare per godere del condono?

La relazione tecnica che accompagna il decreto ci permette di fare i calcoli. Ma prima di vedere i numeri cerchiamo di capire perché si sia creato questo debito tributario da parte delle aziende produttrici di sigarette elettroniche e prodotti collegati.

La questione giudiziaria

Il governo Renzi, con il decreto legislativo n. 188 del 2014, aveva disciplinato l’imposizione sulle sostanze liquide da inalazione diverse dal tabacco (e dai medicinali). Insomma, i liquidi per le sigarette elettroniche.

A questi, spiega il dossier del Senato sul provvedimento, “si applica un'imposta pari al 50 per cento dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette”.

Una serie di produttori ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro questa norma sostenendo, tra le altre cose, che la tassazione fosse troppo elevata. I giudici amministrativi hanno interessato della questione la Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 240/2017, ha ritenuto inammissibili e non fondati i ricorsi. Ma nel frattempo le aziende produttrici avevano continuato a non adeguarsi al d.lgs. 188/2014, pagando meno imposte del dovuto e maturando così un consistente debito nei confronti dello Stato.

I numeri

Veniamo così alla relazione tecnica al decreto-legge fiscalità, che ci fornisce le cifre necessarie per fare i calcoli.

A fronte di un totale di imposte da versare pari a più di 205 milioni di euro a partire dal 2014, le aziende del settore ne hanno versati appena 18,5 milioni circa. Risultano così ancora da versare 186,5 milioni di euro.

Il 5% di questa cifra – tanto basterà versare alle aziende come Vaporart per chiudere qualsiasi pendenza col fisco – corrisponde a 9,3 milioni circa. Dunque è vero che vengono di fatto condonati circa 177 milioni di euro.

Conclusione

Matteo Renzi fa un’affermazione corretta: il decreto-legge fiscalità, appoggiato dal governo di cui Salvini è vicepremier e approvato dalla maggioranza di cui fa parte la Lega, condona circa 177 milioni di imposte finora non versate alle aziende produttrici di “succedanei del tabacco” (come i liquidi per le sigarette elettroniche).

Tra i produttori di questi liquidi per sigarette elettroniche c’è anche la Vaporart, che ha versato in campagna elettorale al partito di Salvini 100 mila euro.

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