Global Compact obbligatorio? Come una bufala si è diffusa per l'Europa

Numerose testate di estrema destra hanno parlato di un documento segreto europeo che imporrebbe agli Stati membri l'accordo sulle migrazioni. La realtà e un po' diversa

global compact immigrazione

La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il 27 marzo ha scritto su Twitter: “Ecco il documento segreto della Commissione UE per rendere obbligatorio il Global Compact per tutti gli Stati”.

Allegato al tweet c’è un articolo de La Voce del Patriota - testata online diretta da un esponente di Fratelli d’Italia - dove è linkato un documento con il logo della Commissione europea che affronta il tema degli effetti legali del Global Compact sulle migrazioni.

La notizia che la Commissione Ue voglia rendere obbligatorio il Global Compact per tutti gli Stati è una bufala. Oltretutto una bufala che, nata in Ungheria, è stata ripresa dall’estrema destra europea e americana. In Italia, sia La Voce del Patriota che il sito web del Giornale e la stessa Meloni, ne avevano parlato già settimana scorsa, ma il tema è riemerso con la diffusione del “documento segreto”.

Vediamo passo passo perché la notizia è falsa e come si è diffusa nel continente.

Il Global Compact: un accordo internazionale sulle migrazioni

Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration è un accordo intergovernativo, negoziato sotto l’egida dell’Onu, che mira a coprire tutti gli aspetti delle migrazioni internazionali.

Quando il 19 dicembre 2018 l’Assemblea generale dell’Onu ha votato sul Global Compact, 19 Stati dell’Ue si sono espressi a favore mentre 9, tra cui l’Italia, hanno votato contro, o si sono astenuti o non erano presenti. Oltre all’Italia non hanno ratificato l’accordo Austria, Ungheria, Polonia, Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Lettonia.

Che il Global Compact non sia obbligatorio è scritto chiaramente nel testo dell’accordo, al punto 7 del Preambolo. Ma, come vedremo, che la Ue voglia renderlo obbligatorio è falso anche al di là di questo.

Il documento “segreto” della Commissione Ue

Il documento “segreto” di cui parla Meloni, e che viene condiviso da La Voce del Patriota, è consultabile qui. È una nota interna: una consulenza del Servizio legale della Commissione, datata primo febbraio 2019, ed essendo una semplice opinione non crea nessun obbligo. Non era destinato alla diffusione, come si legge nella nota n.1, ma non è nemmeno secretato.

Come spiegato il 28 marzo da FactCheckEu.info - una collaborazione editoriale di 19 organizzazioni europee di fact-checking di cui anche PagellaPolitica fa parte - in un articolo dedicato alla questione a cui abbiamo contribuito, «la nota è stata scritta da Lucio Gussetti, Responsabile del Servizio legale della Commissione europea per la Politica estera e di sicurezza». Secondo la nota (punto 46 ) il Global Compact «ha effetti giuridici ed è in grado di influenzare in modo decisivo il contenuto della legislazione adottata dalla legislatura Ue».

Come evidente, il documento - che, lo ripetiamo, è una consulenza giuridica non vincolante - non parla di rendere obbligatorio il Global Compact per tutti gli Stati Ue. Oltretutto, come dichiarato dalla portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud ai nostri colleghi tedeschi di Correctiv (https://correctiv.org/en/), «questa è l’opinione di una singola persona, non la posizione ufficiale del Servizio legale».

Tiriamo le fila

Non esiste nessun documento segreto della Commissione europea per rendere obbligatorio il Global Compact per tutti gli Stati.

Esiste una nota interna del Servizio legale della Commissione che contiene l’opinione di un singolo esperto, non vincolante e che non produce alcun effetto, secondo cui l’adozione del Global Compact avrebbe un’influenza determinante sulla legislazione Ue.

Quindi, in primo luogo, è molto diverso sostenere che gli obiettivi fissati dal Global Compact - su cui sono circolate diverse notizie del tutto fuorvianti  - potrebbero influenzare la legislazione Ue e sostenere che il Global Compact diventerà vincolante per tutti.

In secondo luogo, questa posizione non è quella della Commissione europea. Un altro portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, aveva infatti chiarito (min. 7.30 e ss.) 48 ore dopo che era emersa per la prima volta la notizia falsa, l’11 marzo, che la posizione ufficiale dell’istituzione comunitaria è che il Global Compact sia “non vincolante”. Cosa che, lo ribadiamo, è scritta anche nel preambolo del Global Compact stesso.

Come si diffonde una bufala europea

Ma allora, come ha fatto una nota interna senza alcun valore giuridico, che rispecchia l’opinione di un esperto ma non dell’intero Servizio legale e meno che mai della Commissione, a diventare protagonista di una manipolazione tesa a dimostrare che la Ue vorrebbe rendere vincolante il Global Compact (che, secondo la stessa narrazione, favorirebbe l’immigrazione incontrollata)?

In un lavoro collaborativo pubblicato su FactCheckEu abbiamo ricostruito le varie tappe della vicenda.

La notizia emerge per la prima volta il 9 marzo su M1, la principale Tv statale ungherese, controllata dal governo nazionalista di Viktor Orbán. L’11 marzo il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, dello stesso partito di Orbán, ha diffuso una nota in cui sostiene che «il documento acquisito dalla tv pubblica ungherese M1 indica che la Commissione europea sta lavorando in segreto per rendere vincolante per tutti gli Stati il Global Compact».

L’11 marzo stesso, come abbiamo visto, il portavoce della Commissione Schinas chiarisce - rispondendo alla domanda di una giornalista ungherese - che i timori sono infondati, che il documento potrebbe essere uno dei tanti che vengono prodotti internamente alla Commissione  e che la posizione di quest’ultima è chiarissima: il Global Compact non è e non sarà vincolante.

Questo non basta però a fermare la circolazione della notizia falsa. Il 18 marzo il ministro degli Esteri ungherese torna a ribadire che la Commissione europea vuole rendere obbligatorio il Global Compact per tutti gli Stati Ue, e stavolta è seguito a ruota anche dal ministro degli Esteri austriaco, Karin Kneissl, indipendente eletta in quota Fpö, partito di estrema destra.

Tra il 19 e il 20 marzo la falsa notizia si diffonde anche in Francia grazie al Rassemblement National di Marine Le Pen, in Belgio (grazie al partito di estrema destra Vlaams Belang, e in Olanda, sempre su siti legati alla destra radicale. Il 21 marzo la notizia arriva su Breitbart News - sito di informazione dell’estrema destra americana - che di nuovo sostiene che il Global Compact diverrà vincolante per tutti gli Stati membri Ue.

Di qui, sempre il 21 marzo, arriva in Italia, dove La Voce del Patriota riprende in modo pressoché identico la notizia data da Breitbart. Il 22 marzo la notizia viene diffusa da Giorgia Meloni e finisce anche sul Giornale.it. Poi, dopo alcuni giorni, la questione torna a galla con la diffusione integrale del “documento segreto” di cui parla la Meloni nella dichiarazione che abbiamo analizzato oggi.

Conclusione

Non è vero che la Commissione europea voglia rendere obbligatorio il Global Compact sull’immigrazione per tutti gli Stati membri. La posizione della Commissione - e il testo stesso del Global Compact - escludono la obbligatorietà di questo accordo.

Il diffondersi di questa bufala in molti Paesi europei nasce da governi e testate di estrema destra, che hanno dato una lettura distorta di una nota interna della Commissione europea che, nei fatti, non ha alcun valore giuridico e non esprime alcuna posizione ufficiale.

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