Gli ospiti dell'Internet Day alla prova del fact-checking

Siamo davvero così in basso nella classifica Ue per innovazione digitale?

fact-checking internet day
Gianmarco Ceccotti 
Internet Day - Marco Pratellesi - Vito Crimi - Riccardo Luna 

L'Italia è davvero il 25esimo Paese su 28 per innovazione digitale in Europa ed è vero anche che in Francia il governo si appresta a vietare l'utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole primarie e secondarie. Questi sono alcuni dei risultati del fact-checking a cui Pagella Politica ha sottoposto le dichiarazioni dei politici ospiti dell'Internet Day 2018, organizzato alla Camera da AGI.

Luigi di Maio e la classifica Ue

Il capo politico del Movimento 5 Stelle e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio è stato tra i primi a intervenire all'evento. Di Maio ha ricordato che l'Italia è 25esima su 28 paesi europei per innovazione digitale. È un'affermazione corretta, l'Italia infatti è proprio 25esima nell'indice "Digital economy and society index" (DESI), con cui la Commissione Europea misura la digitalizzazione dell'economia e della società degli stati membri dell'Unione.

Di Maio ha poi parlato della necessità di maggiore trasparenza nell'operato delle società che cercano di influenzare i processi politici dell'Unione Europea, in particolar modo nell'ambito del digitale. A questo proposito Di Maio ha criticato il fatto che l'iscrizione al cosiddetto "registro della trasparenza", al quale dovrebbero iscriversi i "portatori di interesse", cioè i lobbisti, è facoltativa, mentre dovrebbe essere resa obbligatoria. Anche questa è un'affermazione corretta: e' la stessa Commissione Europea nella pagina in cui illustra il funzionamento del registro a linkare una pagina dove viene discussa la possibilità di renderlo obbligatorio.

Antonio Palmieri e il contratto di governo

Il deputato di Forza Italia Antonio Palmieri, membro dell'intergruppo parlamentare che lavora sull'innovazione, ha ricordato che la parola "digitale" non ricorre molte volte nel "contratto" di governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle. Palmieri ha ragione: la parola ricorre infatti appena sei volte in un documento che ne contiene più di 15 mila.

Vito Crimi e il peer to peer

Il sottosegretario all'editoria e senatore del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ha parlato del cambiamento prodotto nella società dall'invenzione di tecnologie come il "peer to peer", che permette la creazione di reti diffuse non dipendenti da un unico server. Tra le prime reti peer to peer, Crimi ha citato eMule che è effettivamente una delle più vecchie reti di questo tipo. Il primato però spetta a Napster, creata nel 1999, tre anni prima di eMule.

Salvatore Giuliano e la legge francese sullo smartphone in classe

Infine, il sottosegretario all'Istruzione Salvatore Giuliano ha detto che in Francia la nuova legge voluta dal presidente Macron per limitare l'uso dei telefoni cellulari a scuola non ne "vieterà del tutto" l'utilizzo. È vero che la nuova legge permette eccezioni nel caso i dispositivi possano servire per esigenze "didattiche", ma il testo - approvato dall'Assemblea nazionale e in attesa di conferma da parte del Senato - è molto netto sul divieto di utilizzo di smartphone in ogni altra circostanza, compresa la ricreazione. La scelta del governo francese è così netta che i sindacati degli insegnanti francesi hanno espresso preoccupazione sulle difficoltà che comporterà applicare un divieto così severo.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it