Cosa c'è di vero in quello che ha detto Renzi nel discorso di (non) dimissioni

Consumi, pil, export, lavoro e macchinari. Cosa torna e cosa no nell'analisi del segretario Pd sulla legislatura

Cosa c'è di vero in quello che ha detto Renzi nel discorso di (non) dimissioni
 Francesco Fotia/Agf
 Matteo Renzi

Il segretario del Pd Matteo Renzi, all’indomani della sconfitta elettorale del 4 marzo, ha annunciato l’intenzione di dimettersi dopo la formazione degli organi costituzionali e del governo e ha rivendicato i buoni risultati della legislatura.

Secondo Renzi, negli ultimi cinque anni “il Pil è aumentato del 4%, i consumi del 5,4%, l'export del 17%, i posti di lavoro di un milione, i macchinari del 24%”.

Gli stessi contenuti sono stati ripresi anche in un video registrato, in cui il segretario analizza il risultato elettorale e illustra le prossime mosse sue e del partito.

Verifichiamo dunque i vari dati citati da Renzi.

La crescita del Pil

Il primo dato citato da Renzi è leggermente impreciso.

Come risulta dai dati Eurostat, il Pil (a volumi concatenati) dell’Italia era di 1.541,17 miliardi di euro nel 2013 ed è stato di 1.594,07 miliardi di euro nel 2017. L’aumento - 52,9 miliardi di euro – corrisponde a una crescita percentuale del 3,43%.

Si tratta di un dato inferiore di circa mezzo punto a quello rivendicato dal segretario del Pd.

Nella stessa tabella Eurostat si vede come l’Italia non sia ancora tornata ai livelli pre-crisi: nel 2007, ultimo anno prima della crisi, il Pil (sempre a valori concatenati) era stato di 1.687,14 miliardi di euro.

I consumi

Il secondo dato citato da Renzi è sostanzialmente corretto.

Sempre nel database Eurostat possiamo verificare che i consumi (a volumi concatenati) finali delle famiglie italiane ammontavano, nel 2013, a 924,68 miliardi di euro. Nel 2017 sono aumentati a 973,72 miliardi, una crescita di 49,04 miliardi, cioè del 5,3%.

Anche in questo caso i valori pre-crisi (1.001,1 miliardi di euro nel 2007) non sono ancora stati ripresi.

L’export

Per quanto riguarda l’export italiano, nel 2013 ammontava a 390,2 miliardi di euro e nel 2017 è arrivato a 448,1 miliardi. Come abbiamo già scritto, gli ultimi anni hanno fatto registrare costantemente nuovi record.

L’aumento di 57,9 miliardi rispetto al 2013 è dunque del 14,84%, poco più di due punti in meno quanto affermato dal segretario del Pd.

Posti di lavoro

Dell’aumento dei “posti di lavoro” ci siamo occupati spesso in passato. Come abbiamo già scritto varie volte, il dato che riporta Renzi fa riferimento agli “occupati”, persone che lavorano ma che non è detto abbiano in effetti un “posto di lavoro” (lavoratori stagionali, occasionali, a chiamata etc. sono infatti compresi).

Vediamo i dati*. A febbraio 2013, mese del voto per le elezioni politiche precedenti, gli occupati in Italia erano 22 milioni e 316 mila. Per qualche mese dopo l’insediamento del nuovo governo il numero continuò a scendere, fino a toccare il minimo recente di 22 milioni e 140 mila a luglio 2013.

A gennaio 2018, ultimo dato pubblicato dall’Istat, gli occupati italiani sono stimati in 23 milioni e 66 mila.

Dunque l’aumento di occupati è pari a circa 750 mila unità, i tre quarti del milione citato da Renzi, se confrontiamo il numero più recente con febbraio 2013; salgono fino a oltre 900 mila se consideriamo il minimo di pochi mesi più tardi.

Macchinari

Non è chiarissimo a cosa faccia riferimento Matteo Renzi parlando di “macchinari”. Nel video registrato, a differenza che nella conferenza stampa, oltretutto Renzi parla di “macchinari e mezzi di trasporto”.

Possiamo ipotizzare che stia parlando della produzione industriale relativa a questi beni.

Nel database Istat i dati arrivano fino al 2016 incluso. Nel 2013 sono stati venduti “macchinari e apparecchiature n.c.a. [= non classificate altrove, ndR]” per 73,87 miliardi di euro. Nel 2016 il dato è salito a 79,85 miliardi. Per quanto riguarda “autoveicoli, rimorchi e semirimorchi” siamo passati dai 31,29 miliardi del 2013 ai 41,12 miliardi del 2016. Infine “altri mezzi di trasporto” sono passati da 18,65 miliardi a 19,31 miliardi.

Sommando i tre indici possiamo dire che siano passati complessivamente da 123,81 miliardi nel 2013 a 140,28 miliardi nel 2016: un aumento di 16,47 miliardi, cioè del 13,3%.

Siamo piuttosto lontani dal 24% citato da Renzi, ma resta poco chiaro a cosa si riferisse il segretario democratico.

Bisogna comunque considerare che non sono stati ancora aggregati nel database Istat i dati relativi al 2017, anno in cui la produzione industriale è cresciuta, trainata proprio dal settore dei “macchinari e attrezzature n.c.a.”, che ha fatto registrare un +3,7% su base annua rispetto al 2016.

video

Conclusione

Renzi elenca nel complesso cinque dati. Di questi quello sui consumi è corretto, quelli sulla crescita del Pil e dell’export sono imprecisi ma non in modo eclatante.

Sbagliato invece il dato sui posti di lavoro. Non si tratta infatti di posti di lavoro ma di occupati, una distinzione solo apparentemente secondaria, e inoltre la cifra data dal segretario democratico è un po’ esagerata.

Infine, il dato sui “macchinari” è formulato in modo poco chiaro ed è quindi difficile verificarlo. In ogni caso è vero che la produzione industriale di macchinari e mezzi di trasporto sia cresciuta negli ultimi anni, ma – al 2016 – tale crescita è rimasta lontana dalla percentuale indicata da Renzi. Resta tuttavia da valutare l’impatto dei dati positivi del 2017.

https://www.sharethefacts.co/share/3d8966cd-389f-44c1-95b8-6d48c8cd8e50

*Percorso: Lavoro e retribuzioni > Offerta di lavoro > Occupazione > Occupati – dati mensili

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