Expo Dubai
Dubai celebra la Giornata della fratellanza umana a tre anni dal viaggio del Papa
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Dubai celebra la Giornata della fratellanza umana a tre anni dal viaggio del Papa

Una giornata che si inserisce nel solco dei tanti semi gettati dal viaggio di papa Francesco ad Abu Dhabi, primo Pontefice a viaggiare nella Penisola Arabica, esattamente tra il 3 e il 5 febbraio del 2019

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Sono stati proiettati anche i videomessaggi di Papa Francesco e del Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, in commemorazione della II Giornata Internazionale della Fratellanza Umana nel corso dell’evento The Human Fraternity and the Global Tolerance Alliance Roundtable che si è svolto al Sustainability Pavillion di Expo 2020 Dubai.

Una giornata che si inserisce nel solco dei tanti semi gettati dal viaggio di papa Francesco ad Abu Dhabi, primo Pontefice a viaggiare nella Penisola Arabica, esattamente tra il 3 e il 5 febbraio del 2019. Un anno dopo, il 21 dicembre 2020, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, ha proclamato il 4 febbraio Giornata Internazionale della Fratellanza Umana, quest’anno alla sua seconda edizione.

Questa mattina, nel Padiglione della Sostenibilità, che sorge a poche centinaia di metri dal Padiglione del Vaticano, dopo l’introduzione dello sceicco Nahayan Mabarak Al Nahyan, ministro della Tolleranza e della Coesistenza degli Emirati Arabi Uniti, sono intervenuti il cardinale Ayuso Guixot, presidente del Concilio Pontificale per il dialogo interreligiuoso, Muhammad Al Duwaini, vice del Grande Imam di Al Azhar e il giudice Mohamed Abdelsalam, Segretario generale del Comitato della Fratellanza Umana.

Hanno poi preso la parola anche commissario generale per l’Australia all’Expo di Dubai Justin McGowan, quelli per la Norvegia Ole Johan Sandvaer, per il Canada Marie-Genevieve Mounier, per l’Italia Paolo Glisenti, e per la Finlandia Severi Keinala, la responsabile delle Olimpiadi speciali degli Emirati, Kahwla Barley, la coordinatrice delle Nazioni Unite per gli Emirati Dena Assaf e il direttore generale dell’Autorità creativa dei media di Abu Dhabi, Michael Garin.

La chiusura della tavola rotonda è stata affidata al rabbino David Shomo Rosen, direttore internazionale degli Affari interreligiosi del Comitato Ebraico Americano, e a tre membri dell’Alto Comitato della Fratellanza Umana: l’ex direttore generale dell’Unesco Irina Bokova, il segretario generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, il teologo ortodosso rumeno Ioan Sauca e il presidente dell’Università di Al Azhar Mohamed Al Mahrasawi.

Intanto, la stampa locale emiratina ricorda che entro la fine dell’anno ad Abu Dhabi sara’ pronto l’Abrahamic Family House, sorto a sua volta dopo il viaggio del Papa. Si tratta di un complesso architettonico che unisce con Sinagoga, una Chiesa e una Moschea, firmato Sir David Adjaye Obe, archistar inglese e ganese a cui si deve anche il National Museum of African American History and Culture a Washington e premiato nel 2021 dalla Regina Elisabetta con la Royal Gold Medal.

Un complesso sobrio, lineare, composto da tre costruzioni cubiche molto simili tra loro, quasi ad indicare un tratto comune nel segno di Abramo, figura riconosciuta da tutte e tre le grandi religioni monoteiste. La Chiesa presenta alte strutture verticali che ricordano un colonnato, la Sinagoga, come si legge sul sito del progetto, ha facciate con intrecci trasversali che citano le caratteristiche capanne costruite con rami di plama durante la festa del Sukkot, mentre la Moschea presenta una sequenza di archi che percorre tutto il perimetro dell’edificio.

Il complesso si trova nel cultural district dell’Isola Saadiyat ad Abu Dhabi, proprio di fronte alla cupola del Louvre, una zona della capitale emiratina particolarmente amata dagli expat, in cui sorgono tante delle numerose scuole internazionali, la New York University di Abu Dhabi e il museo del Guggenheim a sua volta in costruzione.