Expo Dubai
Olivetti presenta le sue “città intelligenti” al mercato mediorientale
Expo Dubai

Olivetti presenta le sue “città intelligenti” al mercato mediorientale

L'ad Quang Ngo Dinh: “L’era della iperconnettività nella vita privata, nell’Industria, nel commercio e nella pubblica amministrazione è già iniziata. La pandemia da Covid-19 ha accelerato un processo già in atto, affinando strumenti che in parte erano già a disposizione ma contro cui ancora esistevano barriere culturali o diffidenze"

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AGI - Il sito di Expo 2020 Dubai è destinato a diventare una smart city, District 2020, che aprirà i battenti nel 2022. E l’intero Medio Oriente è determinato ad agganciare la modernità e la trasformazione digitale aprendo ai protagonisti del settore. È questa la cornice in cui la nuova Olivetti, Digital Factory di Tim, ha presentato il suo modello di città intelligenti, sottolineando, con le parole del nuovo amministratore delegato Quang Ngo Dinh, che “l’era della iperconnettività nella vita privata, nell’Industria, nel commercio e nella pubblica amministrazione è già iniziata. La pandemia da Covid-19 ha accelerato un processo già in atto, affinando strumenti che in parte erano già a disposizione ma contro cui ancora esistevano barriere culturali o diffidenze. Siamo nell’epoca di una rivoluzione digitale, siamo all’inizio ma abbiamo già fatto un sacco dì strada”

L’evento organizzato dal Padiglione Italia è anche stata l’occasione per presentare le soluzioni digitali per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni offerta dal gruppo Tim tramite Noovle per Cloud, Edge Computing e Intelligenza Artificiale, Telsy per la Cyber security e Sparkle per la connettività globale, tra l’altro primo operatore al mondo ad aver abilitato, nell’agosto 2019, il roaming 5G fra Europa e Medio Oriente. In questo quadro, Olivetti, storica azienda italiana che vanta una serie di 14 Compassi d’Oro, ha definito in questi mesi un preciso posizionamento consolidando il ruolo di Factory per l‘IoT nell’ambito del piano strategico del Gruppo “2021-2023, Beyond connectivity”.

“Mettiamo insieme hardware, come sensori o dispositivi di rete, connettività e servizi di intelligenza artificiale, per offrire soluzioni end-to-end, vale a dire complete”” ha detto Ngo Dinh, citando le stime del Centro Studi Tim che vedono, entro il 2025, benefici mondiali in particolare per il settore dell’automotive, con 3,2 miliardi di euro all’anno, il manifatturiero (2,5 miliardi), Energy e Utility (2 miliardi), eHealth (0,9 miliardi) e Logistica (0,5 miliardi). Ngo Dinh ha inoltre citato Seco, Staer Sistemi e Trust Technologies tra le diverse operazioni di acquisizione e partnership concluse da Olivetti negli ultimi mesi per rafforzare le capacità ingegneristiche di progettazione e affermarsi sul mercato nazionale come l’operatore di riferimento nell’IoT per aziende e pubblica amministrazione.

“Le Smart Citiy sono ecosistemi che consentono alle pubbliche amministrazioni di operare al meglio e ai privati dì sviluppare il proprio business. L’impulso  del PNRR (Piano nazionale di ripresa e reailienza) e la tempestività dell’aggiornamento normativo, ad esempio sul tema della privacy, sono fattori cruciali di un percorso che consente di creare valore per l’intera società.” ha aggiunto Ngo Dinh, illustrando use case concreti quali la Smart Control Room per la Città di Venezia, lo Smart Cabinet per la Città di Milano e la piattaforma Smart Ivrea City. “Olivetti vuole essere anche punto d’incontro tra tecnologia, cultura e creatività” ha concluso Ngo Dinh ricordando i progetti del gruppo Tim per il Mausoleo di Augusto a Roma e quello per il sito archeologico di Pompei, dove il 28 ottobre scorso è stato proiettato live un docufilm immersivo che rievoca il concerto tenuto dai Pink Floyd nello stesso luogo esattamente 50 anni fa.