Youtube sotto inchiesta sui contenuti per bambini

La Federal Trade Commission avrebbe aperto un'indagine riguardo al rapporto con gli utenti più piccoli, vulnerabili e maggiormente esposti a contenuti non adatti alla loro età. Google è pronta ad attuare contromisure

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ALEXANDER POHL / NURPHOTO

YouTube è diventato il canale dove molti fanno milioni di dollari, ma anche la piattaforma che sta inondando i bambini di contenuti non alla loro portata e a cui accedono senza volerlo. Per questo adesso è allo studio un sistema per limitare gli effetti sul pubblico meno pronto e l'interazione con adulti.

Questa sarebbe anche la ragione per cui, a quanto scrive il Washington Post, la Federal Trade Commission avrebbe aperto un'indagine riguardo al rapporto con gli utenti più piccoli, vulnerabili e maggiormente esposti a contenuti non adatti alla loro età. Tutto sarebbe partito dopo l'arrivo di numerose denunce da gruppi di consumatori e associazioni per la difesa della privacy. 

Dal canto loro i vertici di Google stanno discutendo della possibilità di rimuovere tutti i contenuti destinati ai bambini e inserirli in app separate come avviene per YouTube Kids. La volontà, in questo senso, è quella bloccare gli algoritmi che permettono di delineare l'identikit commerciale del bambino e quindi indirizzare pubblicità apposite.

La decisione e le polemiche seguono di poche settimane la decisione di YouTube di limitare le dirette che vedono i bambini protagonisti e di disabilitare i commenti degli adulti sui video costruiti per un pubblico di minori. Un modo, questo, per contrastare il fenomeno della pedofilia.

L'esame delle nuove limitazioni potrebbe avere un impatto molto più profondo: i video per bambini muovono pubblicità per milioni di dollari. YouTube è cresciuto in modo verticale negli ultimi anni: ogni giorno vengono visti un miliardo di ore di contenuti. I cambiamenti, ancora in discussione e non considerati imminenti da Google, sarebbero i più importanti mai presi dalla piattaforma.

La direttrice esecutiva di YouTube, Susan Wojciki, ha ammesso che il tema è sensibile non ché molto sentito dall'azienda: "Non e' una questione di limitare la libertà d'espressione, ma la libertà di ricerca". Limitare il raggio d'azione dei bambini, per evitare di imbattersi in contenuti per adulti o con temi violenti, sarebbe una decisione presa perseguendo questo obiettivo.



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