AGI - "Non c'è da pagare, noi abbiamo assistito, ma quelli della Global Sumud Flotilla erano lì per una missione loro e quindi torneranno per conto loro. Il problema è come sono stati trattati là". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando delle spese di rientro degli attivisti italiani detenuti in Israele e poi espulsi.
"Quegli attivisti non hanno mai richiesto il biglietto di ritorno. Sono andati e sarebbero ritornati comunque, non è lo Stato che deve pagare i biglietti. Noi li abbiamo assistiti in tutti i modi possibili e immaginabili, mettendo il nostro consolato a disposizione - ha sottolineato Tajani -. Ci sono tanti consolati in Paesi come Turchia, Grecia, Cipro che si sono mobilitati in questi giorni per assistere persone che erano volontariamente là".
"Non era una missione militare, erano cittadini che volontariamente avevano deciso di organizzare questo viaggio ed è giusto poi che vengano assistiti perchè sono cittadini italiani, ma il pagamento del biglietto non mi pare che rientri in questo. Il trattamento subìto è una cosa, il rientro che sarebbe avvenuto comunque per conto loro un'altra - ha ribadito il titolare della Farnesina -. Il problema più grave non credo fosse quello del biglietto aereo e non credo neanche che Israele abbia fatto pagare il biglietto".
Tornando ai fatti di ieri e al video che ha provocato una reazione durissima da parte del governo italiano, Tajani non ha dubbi: "C'è un responsabile ed è lui", il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir. "Quindi abbiamo chiesto di sanzionare lui per quello che è accaduto". Il titolare della Farnesina, nel ricordare che c'era già stata una proposta di sanzioni poi accantonata, ha affermato che "questa ora dovrà essere riportata all'ordine del giorno. E' la soluzione più rapida e più incisiva che si possa fare. E non è detto che sia l'ultima proposta del governo italiano".
"Ben-Gvir non è soltanto un personaggio che ha fatto uno spot pittoresco - ha proseguito il titolare della Farnesina -, essendo il ministro per la Sicurezza nazionale è anche il responsabile della polizia, quindi gli atti della polizia vanno ascritti direttamente a lui. Per quanto riguarda la vicenda di ieri, tutti si sono dissociati, c'è stato uno scontro in atto nel governo, una polemica molto dura tra il ministro degli Esteri e Ben-Gvir, anche alla Knesset, il ministro degli Esteri ha condannato la posizione".
Il capo della diplomazia ha poi escluso responsabilità dell'intero esecutivo di Tel Aviv: "Se il ministro degli Esteri e il primo ministro hanno condannato quello che ha fatto Ben-Gvir, evidentemente non erano d'accordo con quello che ha fatto. Non erano ordini partiti da loro. Poi sul resto possiamo discutere".