AGI - Contenitori per il latte, tessuti, strumenti quotidiani, materiali visivi e narrativi. Sono le opere d’arte contemporanea e installazioni che raccontano le comunità nomadi indigene provenienti da tutta l’Asia e l’Africa. A unirle è un obiettivo troppo spesso dimenticato dalla cultura occidentale: coltivare un’etica viva di cura per il pianeta. Qui non c’è spazio per la vita digitale. Tutto è fatto di contatti, trame di tessuto, fili e materiale povero, ma reali, concreti, semplici. La mostra al Palazzo di Vetro, sede dell’Onu, è organizzata dalla World Union of Indigenous Spiritual Practitioners e dal suo Segretariato, Arga Bilig, dal programma Origins e dal Wayfinders Circle, ed è sostenuta dal Segretariato del Forum Permanente delle Nazioni Unite sulle Questioni Indigene all’interno del dipartimento per gli Affari Economici e Sociali. È inoltre patrocinata dalle missioni di Mongolia e Kirghizistan alle Nazioni Unite. Mostra visitabile fino al 13 maggio.