Aumentano negli Stati Uniti le armi fabbricate in casa (e poi vendute)

Migliaia di americani si costruiscono pistole e fucili con pezzi di ricambio

Aumentano negli Stati Uniti le armi fabbricate in casa (e poi vendute)

Non sono rintracciabili, per il semplice motivo che non esistono: non sono mai state registrate, non esiste un produttore costretto a dichiararne l'uscita dalla fabbrica. Eppure sono migliaia e migliaia, presto saranno decine e decine di migliaia, ed andranno ad ingrossare il già pingue mercato del traffico illegale di strumenti di morte. Negli Usa si calcola che le "armi fantasma", quelle cioè assemblate se non addirittura fabbricate in casa con pezzi di ricambio o cannibalizzando e ammodernando in proprio vecchi arnesi, siano già a sufficienza per soddisfare le esigenze di un piccolo esercito. Certo, proprio il non essere registrate rende impossibile censirle anche solo con un accettabile livello di precisione. Resta però il fatto che la loro diffusione non è solo tra le gang o nel crimine organizzato: hanno iniziato ad usarle anche i lupi solitari, quelli che in un quarto d'ora di ordinaria follia vanno in ufficio e sparano al capo.

Il fenomeno è emerso a novembre, in California: un uomo, già colpito da un provvedimento restrittivo che gli impediva di acquistare armi da fuoco, si è presentato in un ufficio ed ha ucciso a sangue freddo cinque persone. Aveva con sè due fucili semiautomatici fabbricati in proprio, da lui stesso. Aveva reperito materiale e istruzioni su Internet. Poi si è scoperto che casi simili si erano verificati a Baltimora nel 2016 e addirittura nel 2013 ancora in California.

I prezzi sono ragionevolmente bassi, anche per chi acquista armi fatte da altri: 7.500 dollari per cinque fucili semiautomatici usciti dal retrobottega di un negozio di armi lo scorso mese, piu' l'impegno per una fornitura di altri 100, il tutto per 130.000 dollari. Centro del mercato la California del Nord, dove agenti della polizia sotto copertura hanno messo le mani, negli ultimi 12 mesi, su 250 armi complete. E non si tratta più di prodotti di nicchia per esaltati: certe cose le comprano anche le gang dei minorenni che vogliono porre anche solo una parte di quartiere sotto il loro controllo. O, in alternativa, hanno l'incarico di piazzarne sul mercato clandestino in conto terzi.

Come fabbricarsi una pistola in casa

Il primo passo per fabbricarsi un'arma in casa è l'acquisto su Internet, cosa possibile senza alcun controllo, di un "ricettore incompiuto" (e non "compiuto", perché questo fa la differenza), vale a dire un elemento di metallo o in polimero che contenga il meccanismo centrale, quello per sparare. Tutto regolare, sia chiaro: le autorità federali non classificano l'elemento come un'arma da fuoco, quindi la vendita è libera. A maggior ragione lo stesso avviene per le altre parti, che possono essere prese allo stato grezzo (e allora basta un trapano di precisione o poco più) o già lavorato. Per le rifiniture talvolta è sufficiente la semplice stampante a tre dimensioni. Se ci sono dubbi, Youtube abbonda di filmati pieni di consigli.

Risultato, l'arma fatta in casa è perfettamente legale, perché illegale semmai è il suo trasferimento, sia di proprietà come di possesso. Ma la comodità, per chi non ci pensa troppo, è grande: 700 euro per acquisire il materiale, poche ore di lavoro manuale, poi si scende in strada e si vende per 1.000-2.000 dollari. A qualcuno ogni tanto mettono le mani addosso i poliziotti, e allora il Wall Street Journal ricorda che "questa gente, che in fondo vuole solo arrotondare un po'" (parola degli avvocati difensori) è capace di fare 260.000 dollari in sei mesi a forza di spacciare AR-15 e silenziatori.

E la Nra che dice?

La lobby delle armi, che sulla carta dovrebbe essere la piu' preoccupata dall'esplosione del fenomeno delle armi-fai-da-te, invece minimizza. Anzi, precisa che se la California è lo stato in cui più si spacciano questi articoli è solo perché è anche lo stato in cui il mercato ufficiale soffre le maggiori restrizioni. E poi magari si esagera sempre un po' con le denunce, per compiacere magari l'opinione pubblica. E Tilden Smith, presidente della "80% Arms" che produce i pezzi poi venduti on line, azzarda: "Chi monta i nostri pezzi è di solito un hobbista che ama costruire le proprie cose con le proprie mani". Una forma di bricolage. 

Nel 2016 il Congresso della California approvò una legge che poneva qualche ostacolo alla vendita on line di questo tipo di materiale. Intervenne il governatore, Jerry Brown, ed esercitò il suo diritto di veto: il testo è troppo vago, disse, e non è chiaro. Poi però controfirmò un altro provvedimento, che obbliga i possessori di armi non registrate a denunciarne l'esistenza entro il 2019. E questa volta la National Rifle Association non era molto contenta.



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